Emergenza Covid: “La maggioranza, arroganza e divisa, chiude al confronto istituzionale”

 
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Emergenza Covid: "La maggioranza, arroganza e divisa, chiude al confronto istituzionale"

Emergenza Covid: “La maggioranza, arroganza e divisa, chiude al confronto istituzionale”

“Una maggioranza incapace di dialogare autenticamente, con la sola astensione dei consiglieri Squarta e Fioroni, chiude al dialogo istituzionale richiesto, annunciato e mai decollato nel concreto tra la Presidente della Regione, la Giunta e la minoranza”. Così i consiglieri di minoranza Tommaso Bori, Simona Meloni, Fabio Paparelli, Donatella Porzi e Michele Bettarelli (Partito democratico), Thomas De Luca (Movimento 5 Stelle), Andrea Fora (Patto civico), Vincenzo Bianconi (Misto) tornano sui lavori dell’Aula di Palazzo Cesaroni di oggi riferendosi alle proposta di risoluzione bocciata (https://tinyurl.com/yyhfzfdl).

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“Al 90esimo minuto, un’ora prima della seduta dell’Assemblea legislativa – spiegano i consiglieri di minoranza -, la Presidente Tesei invia una comunicazione via pec ai consiglieri di minoranza rinnovando formalmente la disponibilità al confronto che non trova riscontro in concreto, finendo per essere fumo negli occhi. Infatti non solo risponde ‘picche’ alle richieste della minoranza di svolgere dialogo e confronto, in modo trasparente e costruttivo in seno alla massima assise regionale, e negli altri organismi istituzionalmente previsti, ma la sua maggioranza si arrocca e boccia la richiesta di convocazione di un Consiglio regionale ad hoc sui temi della scuola, del lavoro, dell’emergenza sanitaria e della progettazione relativa al Recovery Plan.

La partecipazione effettiva e la responsabilità per la ripartenza non sono evidentemente valori di una destra arrogante e divisa, come dimostrato anche in questa occasione”. “Così – proseguono i consiglieri di minoranza – una riunione ad hoc dell’Assemblea legislativa sul piano per la ripartenza scolastica e per affrontare i temi della sanità, del lavoro e dell’economia, affinché l’Aula diventi, finalmente, il luogo della tanto sbandierata collaborazione istituzionale, cade nel vuoto ed è l’ennesima occasione persa. Oltre ai vuoti proclami non si vedono poi seguire atti, risposte e fatti concreti.

Abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio regionale per un confronto costruttivo nell’interesse degli umbri, ai fini dell’approvazione di un piano per la gestione in sicurezza del rientro a scuola, tale da consentire una ripartenza sicura e sostenibile di studenti insegnanti e personale, mettendo mano al tema dei trasporti in un’ottica di sussidiarietà e complementarietà con il settore privato.

La nostra richiesta andava nell’ottica di un metodo di lavoro che dovrebbe essere fatto proprio da chi ricopre ruoli istituzionali, tanto più in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo.

Oggi invece, ancora una volta, registriamo una volontà effimera di dialogo che si traduce, di fatto, in informative generiche, non in un confronto costruttivo capace di entrare nel merito delle singole questioni ed offrire risposte alle criticità esistenti. L’Assemblea legislativa dell’Umbria, invece, con la sua storia e la sua caratura, può e dovrebbe farsi carico di questo.

E la prima prova avrebbe potuto essere proprio una discussione sui temi indicati nella risoluzione della minoranza. La richiesta della convocazione dell’Aula, entro il 23 gennaio, per discutere, costruire e redigere al termine un progetto di ripartenza della scuola che parta dalle criticità che hanno ritardato la ripartenza, andava proprio in questo senso.

Ma è stata negata”. “L’idea – concludono i consiglieri di minoranza – di coinvolgere più autobus per i trasporti, venendo anche incontro a tutti quei soggetti privati che hanno risentito della crisi, è l’ennesima occasione mancata. Occorre predisporre altresì con attenzione e scrupolo il piano di screening della popolazione scolastica. Non possiamo permetterci ritardi. Il voto contrario della maggioranza su questo tema e nei fatti sulla volontà di continuare in seno alla massima assise regionale quel confronto predicato a parole e smentito dai fatti, segna una ancor più una netta divaricazione e assunzione di responsabilità senza furbizie e tatticismi”.

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