Emergenza Covid, Porzi, mettiamo da parte le divisioni politiche

 
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Sanità, Porzi (PD): bilancio 2021 per l'Umbria prevede 30 milioni di euro

Emergenza Covid, Porzi, mettiamo da parte le divisioni politiche

La drammatica foto delle ambulanze in fila al Santa Maria della Misericordia che da qualche ora gira sui social, suscita in me una serie di riflessioni che in maniera pacata, come sono solita fare, sento di voler condividere.
Nessun personalismo, nessuna posizione ideologica, il mio senso di responsabilità: nessuno di noi immaginava di poter vedere in Umbria una simile foto, nessuno ha mai sperato che le cose andassero male per poter dimostrare l’inadeguatezza di questo governo regionale, che con Bertolaso, ha di fatto, commissariato se stessa, certificando l’incapacità dell’assessore e di tutta la struttura dirigenziale, che ha dimostrato di non saper organizzare il lavoro di una struttura così complessa.

Non voglio neanche indugiare troppo sul fatto che le sigle sindacali tutte si siano dovute rivolgere al Prefetto perché non venivano ricevute dalla regione, e che il Prefetto abbia dovuto sollecitare la disponibilità della presidente. Cose mai viste nella storia della nostra regione.

Ospedale da campo.
Eravamo e siamo convinti della sua inutilità! Abbiamo 14 strutture ospedaliere per 900mila abitanti, 1 ogni 40 mila, che,  se conosciute, potevano essere valutate e considerate per la gestione dell’emergenza. Senza pensare poi alle diverse strutture dismesse che, se riqualificate, avrebbero rappresentato un’opportunità per la nuova organizzazione territoriale post epidemia a cui saremmo chiamati.

Una struttura ospedaliera sarebbe dovuta rimanere covid-free, per le urgenze e per tutte quelle patologie, penso a quelle oncologiche, che non possono attendere e non possono trovare nelle strutture private la complessità delle competenze e delle attrezzature necessarie in alcuni tipi di intervento.

Gestione della rete ospedaliera.
Non c’è stata alcuna forma di condivisione con i territori circa le decisioni prese sulle strutture ospedaliere, causando da nord a sud della regione, lo scontento e lo sconforto delle istituzioni, degli operatori e dei cittadini. Una partecipazione e condivisione poteva e doveva essere messa in atto.

Il personale sanitario è da troppo tempo stressato e sottoposto a carichi eccessivi che potrebbero mettere anche a repentaglio il livello delle prestazioni erogate, nulla di quanto poteva essere fatto e che altre regioni hanno fatto, è stato messo in atto nella nostra regione:

-non è stato assunto personale
-non sono stati acquistati test rapidi
-non sono stati acquistati vaccini in umbro in quantità adeguato
-non sono stati adeguati i posti di terapia intensiva
-non è stata predisposta nei tempi adeguati la gara per l’inutile ospedale da campo.
-oggi si prendono in considerazione finalmente nostre proposte sull’utilizzo di Monteluce a Perugia e dell’ex Milizia a Terni dopo aver sprecato mesi preziosi per la programmazione delle strutture a questa seconda ondata.

Alla luce di queste osservazioni aggiungo che l’impegno per il bene comune che tutti sentiamo, mi spinge a ribadire che siamo ancora disposti alla collaborazione, che se c’è disponibilità da parte della giunta, si può lavorare insieme nel rispetto dei ruoli per trovare le migliori e più opportune soluzioni da mettere in campo per la nostra comunità. Mettiamo da parte le divisioni politiche e lavoriamo  tutti per il bene degli umbri. Ci siamo come c’eravamo 7 mesi fa.

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