Ecobonus e Sismabonus, Ciprini (M5S): “Necessario riconsiderare la misura relativa agli incentivi”

il rischio è di creare una discriminazione delle Pmi artigiane a vantaggio degli operatori di maggiori dimensioni

“Le novità introdotte dal Decreto Crescita prevedono lo sconto sulle fatture per gli interventi relativi all’ ‘ecobonus’ e al ‘sismabonus’: questa opportunità può divenire un elemento importante per la riqualificazione nel settore delle costruzioni.

Tuttavia la misura necessita di essere rivista, prima della sua definitiva applicazione sulla parte riguardante la cessione del credito, perché rischia di creare una discriminazione delle Pmi artigiane a vantaggio degli operatori di maggiori dimensioni e capacità finanziaria, e rischiando di restringere le possibilità di offerta per i consumatori finali” – afferma la deputata 5Stelle in commissione Lavoro, Tiziana Ciprini.

“La norma prevede infatti che cittadini che effettuano lavori di riqualificazione energetica o antisismici possano chiedere, in alternativa alla detrazione fiscale, uno sconto immediato sulle fatture da parte dell’impresa che ha realizzato i lavori: sconto che l’impresa potrà farsi rimborsare dallo Stato tramite un corrispondente credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque anni.

Inoltre, l’impresa potrà scegliere di cedere il credito così acquisito ai suoi fornitori di beni e servizi, mentre non potrà cederlo a istituiti di credito e intermediari finanziari. Come anticipato, questo meccanismo penalizza però le tante ditte artigiane e piccole medie imprese del ‘sistema casa’ presenti sul territorio nazionale, che in questi anni hanno visto più che dimezzati i loro ricavi, e che l’attuazione di questo provvedimento rischia di compromettere, poiché soltanto i fornitori più strutturati e dotati di elevata capacità organizzativa e finanziaria potranno anticipare ai clienti la liquidità necessaria a ottenere lo sconto.

A tale proposito ho presentato un’interrogazione al ministero dell’Economia e delle Finanze e al Mise, poiché appare opportuna una riconsiderazione dell’impianto normativo relativamente agli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e a rischio sismico, al fine di evitare che gli artigiani e piccole e medie imprese ne subiscano gli effetti negativi e penalizzanti, con la conseguenza di essere tagliati fuori dal mercato”.

 

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