Chi salverà Ponte San Giovanni, per il nodo, scrive all’on. Bonelli

Una risposta alla richiesta di rivalutazione del progetto E45

Chi salverà Ponte San Giovanni, per il nodo, scrive all’on. Bonelli

Onorevole Bonelli,

Le rispondiamo in merito all’interrogazione da lei presentata alla Camera dei Deputati il 31 ottobre 2023, riguardante la richiesta di rivalutazione completa del progetto definitivo E45 nodo stradale di Perugia tratto “Madonna del Piano–Collestrada”.

Nel testo dell’interrogazione, lei ha elencato presunte violazioni delle norme ambientali e prescrizioni non rispettate da parte dell’ANAS, responsabile dell’estensione del progetto. Vogliamo chiarire che non contestiamo il suo diritto di essere informato sul rigoroso rispetto della normativa nazionale da parte di un’azienda che opera al servizio dello Stato italiano. È un suo diritto e, ancor più, un suo dovere, in quanto rappresentante dei diritti dei cittadini italiani.

Tuttavia, ci preme sottolineare la superficialità e la mancanza di informazione completa e puntuale che l’hanno portata a compiere un passo così rilevante. L’informazione che lei ha ricevuto sembra chiaramente orientata in un’unica direzione, prendendo in esame un aspetto della questione (in maniera esagerata e sensazionalistica), trascurando altri aspetti che, a nostro avviso, sono di ben altra portata e rilevanza.

Non intendiamo ora controbattere punto per punto l’esattezza dei punti del suo documento che lei elenca per chiedere al Ministro competente di revocare l’autorizzazione rilasciata all’intero progetto. Il progetto è in campo ormai da molti anni, è stato rivisto e modificato alla luce delle criticità emerse in occasione della sua prima redazione e delle modifiche della normativa ambientale, italiana ed europea.

Le suggeriamo di consultare personalmente il progetto definitivo ANAS, nonché le argomentazioni usate per giungere all’approvazione dello stesso da parte del Consiglio Comunale di Perugia e della Giunta Regionale dell’Umbria. Le stesse argomentazioni che hanno indotto il Ministero dell’Ambiente ad apporre il proprio sigillo alla fattibilità e all’urgenza assoluta dell’opera.

Vogliamo invece presentarle il punto di vista della popolazione che vive nella zona che dovrebbe essere interessata dai lavori. Le facciamo notare che quando si parla di ambiente, come nella sua interrogazione, si fa riferimento quasi esclusivamente all’ambiente fisico e quasi per niente a quello umano. Non dovrebbe la salute, la vita stessa, il benessere del corpo e della mente delle persone, la qualità della vita che conducono giornalmente, contare almeno quanto quella degli animali e delle piante che condividono lo spazio fisico?

Gli inquinanti da traffico che minacciano la salute dell’ambiente incidono in maniera negativa anzitutto sulla salute e sull’aspettativa di vita delle persone. Il rumore degli autoveicoli, il continuo ingombro dei mezzi, leggeri e pesanti, che si riversano all’interno dei centri abitati di Ponte San Giovanni, di Collestrada e di Balanzano, diventano la gabbia velenosa nella quale vivono con crescente disagio circa ventimila persone.

Le conseguenze le riscontriamo tutti i giorni quando, per aggirare i blocchi di traffico, gli automobilisti cercano vie di fuga che a loro volta diventano trappole nelle quali rimangono imprigionati automobili e camion. Questa situazione richiede una soluzione urgente, e il progetto E45 potrebbe essere un passo nella giusta direzione. Tuttavia, è fondamentale che tutte le parti coinvolte siano pienamente informate e coinvolte nel processo decisionale.

Chi salverà Ponte San Giovanni

3 Commenti

  1. I signori del signor SI al Nodino, continuano a negare l’evidenza e quanto ormai a tutti noto e dichiarato pubblicamente (per ultimo anche in Consiglio comunale di Perugia), sia dal proponente Melasecche, sia dagli stessi tecnici di Anas.

    E cioè che il Nodino non incide minimamente sul traffico che va in direzione Perugia – Bettolle e quindi non alleggerisce per niente il traffico all’altezza e a Ponte San Giovanni. Da questo fatto così evidente ed eclatante (appoggi una soluzione che non risolve il problema che dici di voler risolvere), si può solo dedurre che a questi signori non interessa risolvere il problema ma solo far fare la strada. La salute non c’entra nulla e strumentalizzarla è semplicemente vergognoso, non rispettosi di chi ha o avuto gravi problemi di salute legate a questo tipo di inquinamento. E paradossale. Per contrastare l’inquinamento da gas di scarico di automobili, proponi di costruire un’altra strada per incentivare ulteriormente l’uso del trasporto privato su gomma, cioè di quello che causa il problema. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

  2. Ottima lettera inviata all’On. Bonelli. In particolare molto incisiva è la domanda (rivolta agli animalisti, agli ambientalisti e agli ecologisti) se “la salute, la vita stessa, il benessere del corpo e della mente delle persone, la qualità della vita che conducono giornalmente, non dovrebbero contare almeno quanto quella degli animali e delle piante”. Oggi, purtroppo, stando a certe affermazioni e a certi comportamenti, sembra che l’uomo sia una sorta di ingombro sul pianeta non essendo ritenuto importante almeno quanto gli animali e le piante.

  3. Un piano che toglie il traffico a Ponte San Giovanni? Sarebbe un Park and Ride, un aumento di mezzi pubblici e piste ciclabili.

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