Consiglio comunale Perugia respinge odg su emergenza sanitaria e condizioni critiche ospedale

 
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Consiglio comunale Perugia respinge odg su emergenza sanitaria e condizioni critiche ospedale

E’ stato respinto con 18 voti contrari (maggioranza), un astenuto (Volpi) e 11 a favore (opposizioni)l’Ordine del giorno presentato dai gruppi consiliari Partito Democratico, Idee Persone Perugia, Rete Civica Giubilei, avente ad oggetto: “Emergenza sanitaria Covid-19. Condizioni critiche della città di Perugia e del suo ospedale Santa Maria della Misericordia, di fronte alla terza ondata pandemica”.

Nell’atto, illustrato dalla capogruppo Pd Sarah Bistocchi, si sottolinea che, anche a seguito del parere del Comitato tecnico scientifico e del Ministro della Salute, è stata prorogata dalla Regione Umbria fino al 28 febbraio la cosiddetta “zona rossa rafforzata” per l’intera provincia di Perugia (e per il comune di San Venanzo, in quella di Terni), poiché l’andamento dei contagi “non presenta ancora una stabilizzazione discendente”.

Tutto questo si riflette e si ripercuote in modo drammaticamente accentuato sull’ospedale Santa Maria della Misericordia del capoluogo umbro, che versa in grandissimi difficoltà e affanno. Occorre occuparsi immediatamente sia del potenziamento delle risorse umane sia di strutture e attrezzature necessarie, al fine di poter garantire cure adeguate e sicurezza per tutti.

“Con questo atto –dichiarano i consiglieri- impegniamo il Sindaco, responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio, a riferire costantemente in Consiglio comunale sull’evolversi della situazione dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, essendo il capoluogo umbro epicentro della pandemia, zona rossa nella zona rossa; nonché a seguire con massima attenzione una situazione che si delinea assai preoccupante, sollecitando in tal senso la Regione Umbria, ma anche monitorando l’andamento dell’emergenza a livello locale, con la finalità di tutelare quella salute pubblica di cui proprio il primo cittadino è responsabile e garante. L’Ospedale Santa Maria della Misericordia è una struttura di carattere regionale ma che ricade sul territorio perugino, non solo in termini di ubicazione, ma anche in quanto a prestazioni e servizi erogati: esso va perciò strutturato e rafforzato per garantirne funzionalità oggi e ripartenza domani. Per far fronte a questa complessa situazione, sarà necessario un deciso protagonismo da parte del Sindaco e dell’Amministrazione tutta, che i cittadini aspettano ancora di vedere.”

Durante la prima ondata del virus, sconosciuta e inaspettata, -scrivono ancora i proponenti- la situazione sanitaria in Umbria era tra le meno critiche in Italia. Era, tuttavia, ben noto che in autunno sarebbe stata attesa una seconda ondata con una forte probabile recrudescenza del virus. L’attenuarsi dell’epidemia nei mesi estivi avrebbe potuto consentire una buona organizzazione e una preparazione efficiente ad affrontare questa nuova emergenza, anche tenuto conto dei finanziamenti ad hoc già stanziati dal Governo centrale sin dai primi mesi estivi. E invece, appare evidente che le settimane di tregua sono state fatte trascorrere invano, causando colpevole ritardo sul fronte del potenziamento e dell’organizzazione della macchina sanitaria.

La nuova organizzazione delle strutture ospedaliere volte a fronteggiare la nuova ondata di contagi sta causando la sospensione di molti servizi ordinari programmati, e il non essersi ancora dotati di un piano pandemico aggiornato dimostra come il Governo regionale abbia compiuto una scarsa programmazione, senza tenere conto dell’esperienza maturata durante la prima e la seconda fase dell’epidemia. Il ritardo nel piano di assunzioni e il non aver rinnovato i contratti aggiuntivi al personale sanitario, unito ai nuovi pensionamenti, sta portando al collasso dei servizi sanitari.

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