Capitale verde? Perugia sfida le grandi città d’Europa

 
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Capitale verde? Perugia sfida le grandi città d’Europa

da Giampiero Tamburi (Perugia: Social City)
Capitale verde? Perugia sfida le grandi città d’Europa
Perugia sfida le capitali e le grandi città d’Europa e propone la sua candidatura a “CAPITALE VERDE”! Vorrebbero stupirci con “effetti speciali” ma la realtà è diversa: Dove, quando e perché il silenzio o le più inverosimili bugie sono oro colato!

In politica, specialmente durante la campagna elettorale tutto fa “brodo”; tanto le bugie opportunistiche che il silenzio su determinati argomenti che devono in ogni modo, in quel periodo, o essere tenuti nascosti o dargli una risonanza talmente più grande della stessa realtà che li caratterizza perché, per la soluzione di quel problema, la riuscita non è stata delle migliori, se non addirittura nulla, per il tempo che “quella” determinata politica era responsabile nel trovare la necessaria soluzione!

Questa affermazione mi viene spontanea venendo a conoscenza di ciò che l’amministrazione comunale vuol fare: presentare la propria candidatura a “CAPITALE VERDE” d’Europa.

Speriamo che la valutazione per la vittoria eventuale, oltre che riferirsi al campo ambientale, sviluppo urbano sostenibile e gestione dei rifiuti non faccia riferimento alla valutazione del verde pubblico perché, nel vedere come, durante i cinque anni di gestione della compagine “politico/amministrativa” che si accinge ad alzarsi dalle rispettive poltrone in Comune (tanto la giunta quanto i semplici Consiglieri) per fare posto a chi, dopo le consultazioni elettorali di maggio prossimo verranno ad occuparle, non avendo saputo, di fatto, mettere in atto strategie vincenti per il benessere dei cittadini per ciò che riguarda il disastrato “VERDE PUBBLICO” di Perugia, sarebbe in tal caso una battaglia persa prima di cominciarla.

Non che la colpa, in verità, sia solo di questa ultima amministrazione (ci mancherebbe altro) in quanto, vuoi o non vuoi, ha trovato una situazione che non era ampiamente favorevole ma, sebbene le responsabilità di ciò non erano del tutto loro, non ha saputo dare una spinta qualificata per migliorarne lo stato, quando, in qualche circostanza, non ha peggiorato le cose.

Come ho evidenziato più volte, nei miei articoli, si sono degnati di realizzare qualcosina (!) solo in certi parchi di “alto potere politico” (vedi Chico Mendez e altri) dopo che i residenti hanno fatto il diavolo a quattro per i brutti casi di cronaca avvenuti.

Ma naturalmente, come al solito, si sono dimenticati di annoverare, tra questi possibili interventi, parchi che non hanno la valenza politica di moltiplicare i loro voti(!)

Ora, che è vicino maggio 2019 ed è iniziata la campagna elettorale, dovendo chiedere voti per potersi ancora sedere sugli scranni del Consiglio comunale e, per qualcuno, seguitare addirittura a fare l’Assessore competente o il Sindaco, cade, anzi sarebbe meglio dire “vorrebbero far cadere”, nell’assoluto silenzio la situazione del verde pubblico perché non sono minimamente riusciti a ridare un poco di sicurezza relativa, oggetto delle tante promesse della campagna elettorale fatta nel 2014 (e sto parlando di tutti; sia destra che sinistra).

Tanto per citare uno, dei numerosi provvedimenti “nulla facenti” che hanno messo in opera, ci sarebbe da evidenziare che la politica comunale, di fatto, ha tagliato i fondi necessari in modo eccessivo e, secondo il nostro parere, con un piano di intervento poco oculato, dando priorità ad una logica di risparmio piuttosto che considerare il problema dal punto di vista del vero stato dei parchi e della necessità di investire nuove risorse economiche per ridare quella fruibilità di servizio necessaria ai cittadini, chiamando a giustificazione il motivo della insostituibile sussidiarietà che le Associazioni hanno, dal punto di vista sociale e culturale, per la collettività mentre i motivi, validi o meno, si possono individuare nel principio della economicità che comporta per il Comune, in quanto l’Amministrazione, per tenere aperte alcune strutture, si troverebbe ad affrontare ingenti spese di gestione che, al contrario, sono di fatto delegate alle Associazioni. Ma questo non si chiama “togliere i ragni dal buco con le dita degli altri”?

Ma poi! Come si fa ad iniziare a costruire un palazzo dal tetto! Si perché, per quasi tutti i parchi esistenti a Perugia, la manutenzione, gli arredi, i parchi giochi e quant’altro dovrebbe, in prima istanza, interessare chi fa politica in Comune, viene lasciato costantemente in un degrado impossibile perfino a pensarlo.

Per fortuna che noi cittadini siamo capaci solo a vedere le cose sbagliate e brontolare ma che, al momento di agire veramente, passa tutto in “cavalleria” altrimenti guai ai politicanti!

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