Ast Terni, amianto, M5s Umbria, regione riconosca benefici previdenziali

Ast Terni, amianto, M5s Umbria, regione riconosca benefici previdenziali

Ast Terni, amianto, M5s Umbria, regione riconosca benefici previdenziali. “La Regione chieda al Governo il riconoscimento dei benefici previdenziali amianto per i lavoratori di Ast-Tk”. È quanto chiedono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari annunciando in proposito la presentazione di una interrogazione alla Giunta regionale in cui chiedono “se la Regione intenda formalmente rappresentare al Governo tale problematica, possibilmente pure nel corso dell’incontro previsto nel mese corrente presso il MISE, così da costruire un percorso politico-amministrativo volto a sanare definitivamente un’ingiustizia di lunga data, assegnando le doverose maggiorazioni contributive ai lavoratori esposti AST-TK”.

Nel loro atto ispettivo ricordano che “il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con atto di indirizzo del 20 febbraio 2001, ha riconosciuto allo stabilimento ‘Thyssen Krupp’ di Torino i benefici previdenziali amianto, maggiorati del coefficiente 1,5, in una prima fase fino a tutto il 1992, successivamente fino al 2 ottobre 2003. Il sito ternano di AST-TK, invece – spiegano -, non ha goduto dello stesso riconoscimento, nonostante lo stabilimento di Torino fosse dotato di impianti a freddo similari e medesima organizzazione del lavoro, ma non avesse in marcia alcun centro fusorio, come invece a Terni.

Infatti, gli unici impianti in marcia a Torino dopo il 1992 erano quelli di trattamento a caldo e a freddo, gli impianti di laminazione e finitura, manutenzione area energia (SAU), i servizi di stabilimento (spedizioni, laboratori, qualità, etc.) ed enti tecnici e amministrativi (personale amministrazione, approvvigionamenti, supply chain management, commerciale, etc.)”.

“Proprio ai lavoratori impiegati nell’ambito di questi ultimi impianti ed enti – scrivono ancora Liberati e Carbonari -, il Contarp di Torino ha esteso i benefici previdenziali amianto fino al 2 ottobre 2003, in applicazione del Dl. ‘269/2003’ convertito in Legge ‘326/2003’. In particolare, queste ultime norme stabiliscono che solo coloro che fossero oggetto di un atto di indirizzo del Ministero e godessero di benefici previdenziali amianto a tutto il 1992, avrebbero avuto diritto al riconoscimento di ulteriori benefici, appunto, almeno fino al 2 ottobre 2003”.

“Dai dati forniti da ASL Umbria 2 – spiegano i consiglieri pentastellati – risulta che, dopo il 1992, in AST-TK, siano state eseguite, ad oggi, circa 100 bonifiche; quindi appare piuttosto incomprensibile e inverosimile che i riconoscimenti si siano fermati a tale data. Risulta altresì incomprensibile – avvertono – il metodo di accertamento del rischio amianto del Contarp di Terni, vista la similarità con gli impianti di Torino sulla parte a freddo, oltre all’esistenza di impianti a caldo, e come si possa escludere la sussistenza del medesimo rischio per il personale adibito alle stesse mansioni.

Frattanto – continuano -, il 17 novembre 2017 il sindacato FISMIC ha presentato un esposto al Ministero del Lavoro, con oltre 2mila firme dei lavoratori interessati, atto volto a richiedere l’applicazione delle succitate normative anche al personale Acciai Speciali Terni;.

Attualmente i dipendenti AST che potrebbero usufruire dei benefici sarebbero orientativamente tra i 200 e i 300”. “In data 3 maggio 2016 – ricordano – l’Assemblea Legislativa dell’Umbria aveva approvato all’unanimità una nostra mozione ( https://goo.gl/eHFdC1 ) che impegnava la Giunta, tra le altre cose, a istituire un censimento dei siti in cui vi fosse la presenza di manufatti in cemento-amianto, a proporre accordi con le aziende locali autorizzate al fine di permettere lo smaltimento o la bonifica a prezzi concordati e, non da ultimo, a favorire un’applicazione uniforme delle norme in tema di accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto in favore dei lavoratori dei diversi comparti, istituendo un fondo regionale in favore delle vittime dell’amianto, in similitudine con il fondo nazionale vittime amianto.

Nel marzo 2016 anche il senatore Lucidi (M5S) aveva presentato analoga interrogazione volta alla tutela delle persone e della loro salute. Frattanto – concludono -, in tutti gli altri siti siderurgici italiani (tra cui Genova, Taranto, Piombino, etc.), questa estensione è già stata da tempo applicata”.

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