Intervento a Roma nell’ambito di coesione e sviluppo nelle aree interne
Roma, 2 luglio 2026 – Le aree interne tornano al centro del dibattito nazionale con l’intervento della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, all’Assemblea nazionale dell’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, Anbi, svoltasi a Roma al Carpegna Palace Hotel. Nel corso della sessione dedicata a politiche e risorse per la coesione, la presidente ha richiamato con forza il valore strategico dei territori lontani dai grandi poli urbani, sottolineando come l’acqua rappresenti una leva decisiva per garantire sicurezza, sviluppo e permanenza delle comunità. L’appuntamento, incentrato sul tema “L’acqua è strategia: il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace”, ha riunito istituzioni, rappresentanti dei consorzi e attori nazionali impegnati nella gestione delle risorse idriche e nella tutela del territorio. In questo contesto, Proietti ha proposto una lettura delle aree interne come risorsa da valorizzare attraverso investimenti mirati, infrastrutture adeguate, servizi di qualità e politiche di sviluppo capaci di generare nuove opportunità di lavoro e di vita.
Nel suo intervento, la presidente della Regione Umbria ha insistito sul ruolo delle aree interne quale componente essenziale dell’identità, della coesione e della capacità produttiva del Paese. Si tratta di territori che custodiscono risorse ambientali, produzioni agricole e agroalimentari di qualità, patrimonio culturale e artistico, biodiversità e competenze radicate nelle comunità locali. Proietti ha evidenziato come questi luoghi contribuiscano in modo determinante alla tenuta complessiva dell’Italia, non solo sul piano economico, ma anche sociale e culturale. La presidente ha respinto la visione delle aree interne come zone marginali da assistere, proponendo invece di considerarle spazi nei quali investire per costruire futuro. In questa prospettiva, la permanenza delle persone, in particolare delle giovani generazioni, è legata alla capacità di garantire condizioni di vita adeguate, servizi essenziali e opportunità di lavoro. La coesione territoriale diventa quindi un elemento chiave per evitare lo spopolamento e per sostenere la vitalità dei borghi e dei piccoli comuni.
Proietti ha collegato il tema delle aree interne alla specificità dell’Umbria, anche alla luce dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Il centenario francescano, ha ricordato, offre l’occasione per riscoprire l’autenticità dei territori, dei borghi, delle comunità e dei paesaggi che caratterizzano la regione. In questa cornice, le aree interne non vengono descritte come periferia, ma come cuore profondo e riconoscibile dell’Umbria e dell’Italia. La presidente ha richiamato la lezione di Francesco d’Assisi, centrata sulla cura del creato, sulla sobrietà, sulla comunità e sulla responsabilità. Questi valori, ha sottolineato, possono diventare oggi una chiave moderna per ripensare sviluppo, coesione e qualità della vita. L’attenzione all’ambiente, alla dimensione comunitaria e alla responsabilità condivisa si traduce in politiche che mirano a coniugare crescita economica, tutela delle risorse naturali e benessere delle persone.
La presidente della Regione Umbria ha posto al centro del suo intervento la politica di coesione, definendola non solo come strumento di riequilibrio territoriale, ma come condizione per rafforzare la competitività complessiva del Paese. La coesione, ha spiegato, significa ridurre le distanze infrastrutturali, economiche e sociali che separano territori e comunità, ma anche costruire strategie capaci di mettere in relazione infrastrutture, servizi, attività produttive, tutela delle risorse naturali e qualità della vita. In questo quadro, Proietti ha ricordato che il Programma regionale FESR Umbria 2021-2027 dispone di una dotazione complessiva di 523,66 milioni di euro, con oltre l’80 per cento delle risorse già programmato o delineato. Le principali direttrici di intervento riguardano ricerca, innovazione, competitività del sistema produttivo, transizione energetica e digitale, sostenibilità ambientale, mobilità urbana sostenibile, cultura, innovazione sociale, strategie territoriali e housing sociale. Si tratta di assi che mirano a rafforzare la struttura economica e sociale della regione, con particolare attenzione ai territori più fragili.
Un passaggio significativo dell’intervento è stato dedicato alle strategie territoriali, in particolare Agenda Urbana e Aree interne, collocate nell’ambito dell’obiettivo europeo di una Europa più vicina ai cittadini. Proietti ha spiegato che la governance e la co-progettazione rappresentano il filo conduttore delle strategie territoriali del Programma FESR, perché solo partendo dai bisogni reali delle comunità e dal coinvolgimento degli attori locali è possibile costruire interventi efficaci e duraturi.
Per l’Umbria, nel ciclo 2021-2027, sono state riconfermate le tre aree interne Sud Ovest Orvietano, Nord Est Umbria e Valnerina, già presenti nel ciclo precedente, e sono state individuate due nuove aree, Media Valle del Tevere e Unione dei Comuni del Trasimeno. Complessivamente sono coinvolti 59 comuni su 92, pari al 52 per cento dei comuni umbri e al 28 per cento della popolazione regionale. Le risorse destinate alle strategie per le aree interne ammontano a 61,21 milioni di euro, tra fondi nazionali, FESR e FSE+, a conferma della centralità di questi territori nelle politiche regionali.
Al centro dell’intervento di Proietti è stato posto il tema dell’acqua come fattore decisivo per la permanenza delle comunità, la sicurezza dei territori e lo sviluppo economico locale. La presidente ha definito l’acqua non soltanto una risorsa produttiva o ambientale, ma una vera e propria infrastruttura di cittadinanza. Dove l’acqua è disponibile, gestita e governata in modo efficiente, si rafforzano le condizioni per il lavoro, per l’impresa, per l’agricoltura e per la permanenza delle giovani generazioni nei territori. La presidente ha indicato alcune priorità operative: infrastrutture idriche adeguate, capacità di accumulo, manutenzione del territorio, modernizzazione dei sistemi irrigui, prevenzione del rischio idrogeologico e valorizzazione delle filiere produttive locali. Secondo Proietti, questi interventi producono benefici economici, ambientali e sociali, contribuendo a generare occupazione qualificata e sviluppo diffuso. L’acqua diventa così un elemento centrale nelle strategie di coesione e di crescita delle aree interne.
Nel prosieguo del suo intervento, la presidente della Regione Umbria ha richiamato il tema del diritto di rimanere e, per i giovani, anche del diritto di tornare nei territori di origine. Per rendere possibile questa scelta, ha sottolineato, occorre garantire servizi essenziali, sanità territoriale, istruzione, mobilità, connessione digitale, opportunità di lavoro, spazi di aggregazione, sport, formazione e qualità dell’abitare. Solo in presenza di queste condizioni le aree interne possono diventare luoghi nei quali scegliere di vivere, lavorare, fare impresa e costruire il proprio progetto di vita. Proietti ha evidenziato come la politica di coesione debba essere considerata, nel periodo successivo al 2027, una politica strutturale e non episodica. La continuità degli interventi, la stabilità delle risorse e il rafforzamento della capacità amministrativa degli enti locali, soprattutto nei piccoli comuni, sono ritenuti elementi indispensabili per consolidare i risultati e per rendere durature le trasformazioni avviate.
La presidente ha concluso richiamando la possibilità che le aree interne diventino luoghi di innovazione, produzione, qualità della vita e coesione sociale, a condizione che si sappia riconoscere nell’acqua, nelle infrastrutture adeguate e nella valorizzazione delle risorse locali alcuni dei principali fattori di crescita e competitività del Paese. In questo senso, la collaborazione tra Regione, consorzi di bonifica, enti locali e istituzioni nazionali assume un rilievo decisivo.
Nel corso dell’Assemblea nazionale Anbi sono intervenuti anche i ministri competenti per le politiche di coesione e per l’agricoltura, Tommaso Foti e Francesco Lollobrigida, che hanno illustrato i programmi dei rispettivi ministeri e i risultati raggiunti. La presenza dei rappresentanti del governo ha contribuito a inquadrare il tema delle aree interne e della gestione dell’acqua in una prospettiva nazionale, confermando la centralità di questi dossier nelle strategie di sviluppo e di sicurezza del territorio italiano, come riporta il comunicato dell’Agenzia Umbria Notizie della Regione Umbria.

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