A Terni nasce il comitato provinciale per il NO al referendum sulla Giustizia del 22-23 marzo 2026

Associazioni e forze politiche unite a Terni contro la riforma Giustizia

Nel pomeriggio del 20 gennaio 2026, le Associazioni Democratiche Ternane e le principali forze politiche provinciali hanno dato il via ufficiale al comitato referendario provinciale per il NO alla riforma costituzionale in materia di Giustizia. La riunione ha segnato l’avvio operativo di una mobilitazione che punta a strutturare, in tempi rapidi, una rete capillare di comitati locali e a organizzare una campagna informativa diffusa in vista del voto del 22 e 23 marzo 2026.

Comitati territoriali e firme digitali per entrare nella campagna nazionale

Il coordinamento provinciale ha ribadito la necessità di accelerare la costituzione di comitati di zona, comunali e intercomunali, coinvolgendo tutte le realtà associative che sostengono il NO. Un passaggio ritenuto essenziale per garantire una presenza organizzata sul territorio e per ampliare la partecipazione civica.

È stato inoltre rivolto un invito a firmare digitalmente entro il 30 gennaio 2026, così da consentire al comitato promotore di acquisire piena legittimazione nella campagna referendaria e la possibilità di ricorrere alla Corte costituzionale come soggetto rappresentativo del corpo elettorale.

Una campagna per informare e rafforzare la consapevolezza democratica

Il comitato ha annunciato l’avvio della campagna elettorale a sostegno del NO, che sarà condotta attraverso assemblee pubbliche, iniziative informative e strumenti digitali. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la consapevolezza delle cittadine e dei cittadini sull’importanza del voto e sulle conseguenze delle modifiche costituzionali proposte dal Governo.

Secondo i promotori, il referendum rappresenta un passaggio decisivo per la tutela della Costituzione e della democrazia, ritenute oggi esposte a rischi di riduzione della partecipazione e dei diritti. Il comitato ha ricordato che si tratta di un referendum confermativo, privo di quorum, e che quindi la prevalenza dei NO è determinante per bloccare la riforma.

Difendere la Costituzione e contrastare un modello ritenuto pericoloso

Nel corso della riunione è stato ribadito un principio cardine: la Costituzione, affermano i promotori, va applicata e non modificata. Per questo motivo il comitato intende entrare rapidamente nel vivo della campagna, diffondendo materiali esplicativi sulle modifiche previste e sulle loro possibili ricadute democratiche.

L’appello è rivolto a tutte le associazioni, alle forze politiche territoriali e ai cittadini, affinché sottoscrivano il documento e contribuiscano ad ampliare la conoscenza del tema, coinvolgendo il maggior numero possibile di persone nella partecipazione al voto.

Un fronte ampio di adesioni territoriali

Hanno già aderito al comitato: ARCI, ACLI, ANPI, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Libera, CGIL, Alleanza Verdi Sinistra, M5S, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Una Regione per Restare. Una rete eterogenea che punta a costruire un fronte comune per sostenere il NO nella consultazione di marzo.

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