A tavola con Massimo D’Alema riflessioni politiche ed enogastromiche

A tavola con Massimo D’Alema riflessioni politiche ed enogastromiche

da Lucio Biagioni 
A tavola con Massimo D’Alema riflessioni politiche ed enogastromiche Di politica il Presidente non parla, anche se, di tanto in tanto, compulsa sul telefonino lacerti di notizie che provengono dall’Assemblea Nazionale del Pd,in corso a Roma all’Hotel Ergife. “Che sta succedendo, Presidente?”, gli chiede qualcuno. “Sono qui come vitivinicoltore”, risponde Massimo D’Alema, con quel sorrisetto ch’è il suo “brand” mediatico. A San Pietro a Pettine, sulla mezzacosta cui si va per una stradina nascosta e ripida, che,dopo una corta deviazione verso una straordinaria chiesetta medievale, restaurata e consacrata, si apre all’improvvisosulla luminosa valle di Trevi, si sta svolgendo (era ieri, sabato 19 maggio) una degustazione di vini. Quelli de “La Madeleine”, l’azienda di Linda e Massimo D’Alema fra Narni e Otricoli. In abbinamento con un menù di piatti al tartufo, allestito dalla Tenuta di San Pietro a Pettine. La tartufaia, con le sue inconfondibili file alternate di nocciòli e lecci, fa alla tavola imbandita da sfondo panoramico. Perché oggi la fanno da padrone vini ed eccellenze umbre. E non è finita qui. In serata, D’Alema è atteso a Norcia, per la riapertura in piazza, dopo l’esilio del terremoto, del ristorante “Beccofino”.

Racconta, visto che si è in argomento, delle esperienze con i suoi due cuochi preferiti, Gianfranco Vissani e Fulvio Pierangelini. “Una volta, per una iniziativa”, ricorda, “li chiamai a cucinare insieme. Vissani venne con tutta la sua numerosa brigata, Pierangelini si presentò in ritardo, bohèmien come sempre, con una sola assistente. E fece piatti di una semplicità e bontà straordinaria. Due stili diversi, che hanno fatto grande la cucina italiana”.

LEGGI ANCHE: Only Wine Festival presentazione nazionale al Vinitaly, c’era anche Massimo D’Alema

   Gli chiedo di 5Stelle e Lega, se davvero, come ha detto Carlo Cottarelli in tv, sia così preoccupante la sproporzione fra entrate e uscite del famoso “Contratto”. Si schermisce. “Ma no”, dice, “bisogna vedere. Vedremo, vedremo”.

 “Presidente”, domanda un commensale, “ma perché dopo la sconfitta, nel Centrosinistra è ancora tutto fermo? Non bisognerebbe reagire?”. “Ci vuole un po’ di tempo”, risponde D’Alema, “dopo un k.o., non è che un pugile torni a combattere sùbito, sarebbe disastroso. Ha bisogno di un po’ di tempo per rimettersi in sesto, no?”. L’occasione è troppo ghiotta. “E Lei che farà?”

  •    “Io? Io sono un produttore di vino, l’ho detto”. Non solo produttore. Sta lavorando, annuncia, ad un volume collettaneo sulla Seconda Repubblica, che conterrà più di uno spunto di riflessione. “Perché”, dice, “il senso della mia attività è questo. Riflessione, analisi, dialogo. Il contributo che posso dare è questo, soltanto questo. Cerco di dare una mano alla sinistra, attraverso un lavoro utile, ma non nel senso di un impegno in prima fila, questo no. L’ho fatto per 55 anni, quel tempo è passato. Ma poi, a parte le reazioni di tutti quelli che salterebbero su a criticare ed aggredire, come succede ancora per qualsiasi cosa faccia, non credo che servirebbe a granché.Meglio studiare, analizzare, riflettere, dare qualche consiglio, se richiesto, come mi capita ancora nellemie relazioni internazionali”.

Ricorda fra l’altro, Massimo D’Alema, di far parte di un comitato di consiglieri per il governo cinese; di aver ricevuto, nell’aprile scorso, l’onorificenza “Madre Teresa (di Calcutta)” dal governo albanese; di essere in contatto per un prossimo eventuale ruolo di visiting professor alla Georgetown University di Washington. Del resto, con buona pace dei commenti ironici che qualche quotidiano italiano riservò al suo recente intervento (il 5 maggio scorso) al Congresso Mondiale sul marxismo di Pechino, il testo del contributo politico-scientifico di Massimo D’Alema sull’attualità di Marx economista e filosofo sarà pubblicato nel prossimo numero di Critical Sociology,rivista internazionale statunitense che ospita ricerche e articoli of highestquality, atti a far conoscere i punti di vista più originali nel mondo, nell’ambito della “scienza sociale critica e radicale”.

  “Marx”, sostiene D’Alema, “è un importante punto di riferimento nell’attuale cultura critica del capitalismo, quel capitalismo in cui la finanza si è trasformata da strumento a padrona dell’economia, mentre c’è la necessità di una politica che garantisca una crescita regolata e ordinata. Il compito delle forze progressiste è questo: lavorare per un’alternativa convincente”.

Ma Lei, Presidente, per questa “alternativa convincente”, starà a guardare o lavorerà? “Qui sono molto bravi a cucinare”, dice, bevendo un sorso del suo rosso sul risotto al tartufo. “Cercherò di aiutare. Senza invadenza”.

1 Commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*