Telecamere pubbliche di sorveglianza, la “barca” alla deriva

Commissioni permanenti Consiliari, Tamburi, tutti i nodi prima o poi tornano al pettine

da Giampiero Tamburi (Perugia: Social City)
Telecamere pubbliche di sorveglianza, la “barca” alla deriva. Dalle cronache: ”Augusta Perusia”…sul censimento delle telecamere pubbliche di sorveglianza della città e l’assunzione del controllo (coatto) di quelle private da parte del Comune! Qualcuno dice che “la barca” sia senza controllo! (ma sotto c’è di più!) Se il Consigliere Camicia (PSI) afferma (e ammesso che sia vero) che l’Assessore Calabrese (???) manda, con la sua raffica di vento politico, la Giunta alla deriva, vuol dire che il timone (Romizi) che dovrebbe “governare” è praticamente andato e che non è più capace di dirigere il natante (Giunta).

O forse è proprio il volere del “timone”?!! Ma comunque, anche se pervaso da uno strano senso di inquietudine per come la politica comunale tratta noi cittadini, seppur brevemente illustrata, vediamo di capirci un pochettino di più anche se la cosa non è per nulla facile se non conosci o non sai comprendere, le pagine nascoste di tutta la saga della faccenda:

Dopo una enorme perdita di tempo per l’iter della Commissione competente nello studiare gli innumerevoli emendamenti presentati, conditi con continue “retromarce” ed “assalti” di vari amministratori/politici in loco (secondo le proprie intenzioni che contemplavano anche le possibilità di dare bastonate sul groppone agli avversari politici e perfino agli appartenenti allo stesso gruppo o partito, solo per il gusto di vendetta), a luglio 2015 con 28 favorevoli e 2 contrari, il Consiglio comunale approvava le modifiche del nuovo regolamento su l’oggetto della questione.

Il fine? Una Perugia più sicura! (tentando di dare una risposta alla promessa fatta durante la campagna elettorale e ancora, a tutt’oggi, non mantenuta).

I mezzi? Attraverso un ampio censimento (per saperne esattamente il numero) e monitoraggio televisivo su tutta la città con gli impianti già esistenti; coadiuvato anche dalle telecamere private che, in modo coatto, i proprietari dovevano mettere a disposizione.

Ma siccome i politici/amministratori del nostro Comune, non conoscono la massima “Do ut des”, la cosa non gli è riuscita (il qunquibus è anche l’articolo 21 che rendeva obbligatorio per le nuove lottizzazioni un sistema di videosorveglianza compatibile con la piattaforma comunale che sorvegli l’ingresso è l’uscita della strada, cedendo l’uso dell’impianto al Comune)!

Poi, a far affondare (e di fatto non metterlo in pratica) definitivamente il progetto, la questione della privacy. Questione che, nella onniscenza di definire il progetto, i nostri “portatori di sicurezza nella città”, non hanno per nulla pensato di valutare(!).

In quell’occasione, l’Assessore Calabrese, che oggi vuole questa possibilità, ha testualmente dichiarato: “…quanto già detto in commissione rispetto alla delicatezza dell’argomento e alle sanzioni penali a cui può andare incontro l’ente, il ricorso al parere del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico sarebbe stato un modo per sanare, a mio avviso, un illecito contenuto nell’atto dal momento che non si possono installare videosorveglianze pubbliche se non per necessità verificata…”.

Una valutazione che metteva in luce una sola espressa considerazione della volontà del Palazzo: il Consiglio approvava una variazione al regolamento che la Giunta non voleva”. Aldilà dei trascorsi, ed (ir) responsabili vari voli rasoterra e delle martellate sui “cosidetti”, che le irritazioni dell’epoca (e che tutt’ora sono ampiamente percepite) hanno determinato la posizione della maggioranza, perché, la maggior parte dei Consiglieri di FI e partiti connessi, erano un poco fuori dalle grazie di Dio, per la nomina degli elementi della Giunta, voluti dal Sindaco (dovuti anche per gli obblighi presi in fase di apparentamento elettorale) e che, secondo la considerazione di qualcuno, aveva estromesso dalle cariche soggetti che maggiormente avevano diritto più di chi aveva avuto l’incarico, resta il nodo da sciogliere e capire come mai, lo stesso Assessore che all’epoca si era veementemente opposto, alla seduta del Consiglio che si tiene proprio oggi, farà la stessa, medesima, proposta!

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