Ordine pubblico a Perugia e periferie, c’è l’ok del consiglio, più sicurezza
Il Consiglio ha approvato con 19 voti a favore (maggioranza), 7 contrari (centro-sinistra) ed un astenuto (Morbello) la mozione presentata dal gruppo consiliare Lega su: “Proposte gruppo Lega-Salvini per Perugia per la gestione dell’ordine pubblico in città e periferie”.
Nel documento, illustrato dal capogruppo Mattioni, si segnala che negli ultimi mesi episodi di criminalità e vandalismo si stanno susseguendo in città, con particolare riferimento al centro storico, ad alcune periferie e ad alcune frazioni. Questa situazione sta mettendo in serio pericolo l’incolumità dei cittadini non più soltanto da un punto di vista di percezione astratta, ma di rischio concreto.
In considerazione di ciò e tenuto conto delle potenzialità offerte alle Amministrazioni dalla normativa, anche recente, gli istanti propongono all’Esecutivo di:
-fornire secondo quanto previsto dal Decreto Sicurezza alla Polizia Locale la possibilità dell’utilizzo del taser. Gli istanti specificano che si parla di possibilità in quanto per la dotazione concreta sarà necessaria la previa pubblicazione del bando ministeriale. In vigenza del decreto sicurezza, tuttavia, nulla vieta che si possa procedere con la sperimentazione e la formazione del personale.
-verificare, sempre secondo tale Decreto, l’osservanza delle norme sull’accattonaggio molesto. Si ricorda che il decreto sicurezza ha introdotto l’art 669bis del codice penale, sanzionando l’esercizio molesto dell’accattonaggio. Si chiede nella mozione quindi la verifica delle situazioni riconducibili al codice, con eventuale e conseguente confisca dei proventi dell’attività illecita.
-emettere ordinanze di divieto di somministrazione e consumo di alcolici nelle ore serali nella zona di Fontivegge, al di fuori dei locali preposti, secondo quanto previsto dall’Art. 50 del D.L.G.S. 18/08/200 n. 2267 (T.U.E.L.) in particolare ai Commi 5 e 7Bis.
-emettere analoga ordinanza per le aree verdi, secondo quanto previsto dall’Art. 50 del D.L.G.S. 18/08/200 n. 2267 (T.U.E.L.) in particolare ai Commi 5 e 7Bis.
In questo caso, l’attenzione dei proponenti – è stato sottolineato – riguarda principalmente la possibilità di sanzionare i consumatori di alcolici nelle aree pubbliche.
-presentare richiesta al Ministero della Difesa di una pattuglia dell’Esercito come previsto dal Progetto Strade Sicure.
-proseguire in maniera serrata l’avviato controllo del fenomeno degli affitti in nero.
Gli istanti chiedono, sul punto, un programma di controlli sistematici e non a spot.
-assicurare, tramite la Polizia Locale, un pattugliamento del territorio per il controllo dei documenti dei soggetti sospetti in modo particolare nelle zone del Centro storico, di Fontivegge, di Ponte San Giovanni e degli altri Ponti.
Aprendo il dibattito Giubilei ha ricordato come, a suo dire, la Comandante dei Vigili urbani Caponi in Commissione abbia di fatto “smontato” le proposte contenute nell’odg, in quanto irrealizzabili stante la perdurante carenza di organico in seno alla polizia locale.
Entrando, invece, nel merito della mozione, Giubilei ha manifestato ferma contrarietà principalmente circa la possibile introduzione del taser ritenendolo strumento potenzialmente letale, come dimostrano gli esempi provenienti dagli Usa.
Allo stesso modo appare difficile procedere alla repressione dei fenomeni di cosiddetto accattonaggio molesto, sia per la difficoltà oggettiva di individuarli sia per la complessità di valutare quando lo stesso si configuri come molesto.
Parimenti irrealizzabile risulta la possibilità di procedere ad un serrato controllo dei parchi per contrastare il consumo di alcolici, impensabile con i numeri oggi a disposizione in seno alla polizia municipale, già oberata di incarichi.
Infine Giubilei, riferendosi all’intervento del sindaco in Consiglio sulla questione della sicurezza, ha rimarcato una discrepanza tra la posizione espressa dal capo della giunta (che aveva parlato di tema da combattere principalmente con azioni di tipo sociale) e quella avanzata oggi dalla Lega, esclusivamente repressiva.
Anche la consigliera Morbello (M5S) ha evidenziato che il problema, oggettivo, della sicurezza a Perugia è complesso e non risolvibile solo con interventi di tipo repressivo, essendo necessarie a monte politiche sociali e di rigenerazione urbana ad oggi carenti.
Per la consigliera Bistocchi (PD) l’impostazione contenuta nell’odg non è condivisibile, non tanto nelle premesse, quando nel dispositivo difforme rispetto alle stesse posizioni espresse tempo fa dal sindaco Romizi sul medesimo tema.
Quanto alle singole proposte, la capogruppo ha contestato in primis l’uso del taser ritenendola arma potenzialmente pericolosa.
Ed ancora, secondo Bistocchi, la mozione rappresenta un mero slogan in quanto non è pensabile risolvere il problema della sicurezza a costo zero come invece prospettato dalla Lega. Ad oggi, peraltro, il corpo di polizia municipale appare in sofferenza dal punto di vista del personale; ciò stona con l’intento, manifestato dai proponenti, di attribuire ai vigili ulteriori compiti, peraltro tutti di tipo repressivo e punitivo, e per l’effetto non in grado di risolvere alcunché.
Il consigliere di FdI Nannarone ha invece manifestato apprezzamento per la mozione ritenendola un’iniziativa utile in quanto volta a migliorare il senso della sicurezza.
Intervenendo sul tema del taser, il consigliere ha specificato che non si tratta di uno strumento repressivo, bensì di prevenzione dal momento che fornisce agli agenti una soluzione ulteriore rispetto all’extrema ratio, ossia l’uso della pistola.
Quanto all’accattonaggio, Nannarone ricorda che si tratta di una contravvenzione la cui configurabilità come molesta sarà demandata alla valutazione del giudice, come accade in ogni processo penale.
Nel concordare con Nannarone, il capogruppo Vignaroli ha aggiunto che la mozione rappresenta solo un atto di indirizzo rivolto alla giunta complementare rispetto a quanto contenuto nelle linee programmatiche del sindaco. Il risultato finale, pertanto, è che vengono proposte alcune azioni di tipo repressivo che dovranno andare a congiungersi alle operazioni di tipo sociale per costituire tutte insieme una visione d’intervento generale.
Della medesima opinione la consigliera Casaioli (Progetto Perugia), secondo cui la sicurezza è composta da due elementi: gli interventi di tipo sociale e preventivo che hanno un orizzonte temporale di medio-lungo termine, e gli interventi di tipo repressivo necessari per governare l’immediato. Peraltro Casaioli ha tenuto a precisare che le proposte avanzate dalla Lega e condivise da tutta la maggioranza non sono solamente proprie di un’area politica, ma sono suggerite e volute soprattutto dalla cittadinanza che vede di buon grado la presenza delle forze dell’ordine nei quartieri in sofferenza.
Maddoli ha fatto rilevare come tutti i consiglieri intervenuti, di maggioranza e di opposizione, abbiano concordato sul fatto che, oltre agli interventi repressivi, la sicurezza la si ottenga con progetti di carattere sociale; tuttavia, ha detto, nella mozione non vi è traccia alcuna di questi ultimi. La consigliera di Idee, persone Perugia ha ribadito la sua contrarietà circa l’uso del taser, in quanto pericoloso, nonché sull’impiego dell’esercito nei quartieri, in quanto deleterio per l’immagine della città.
Valigi (Lega) ha riferito che la Lega è favorevole agli interventi sociali di riqualificazione urbana; tuttavia ciò non esclude l’utilizzo nell’immediato di sistemi repressivi specie nelle aree maggiormente preda della criminalità.
In merito al taser, il consigliere ha specificato che di tale strumento non si dovrà in alcun modo fare un utilizzo arbitrario, cosa che peraltro non accade nella realtà come testimoniano studi effettuati dall’agenzia di stampa Reuter. Ed infatti emerge dai fatti che il taser non è letale, ma soprattutto che si tratta di uno strumento in grado di evitare lo scontro fisico tra agenti di polizia e malviventi. Quanto all’uso dell’esercito, Valigi ha riferito che si tratta di una soluzione già introdotta in diverse città italiane, compresa Assisi, senza particolari controindicazioni.
In replica Mattioni ha tenuto a precisare che le proposte avanzate rappresentano dei segnali che la città di Perugia vuol dare e che dovranno unirsi a politiche sociali di tipo preventivo. Peraltro si tratta di soluzioni a costo zero che non rappresenteranno alcun aggravio di impegni in capo alla polizia municipale.
E’ stato approvato con 17 voti a favore (maggioranza), 5 contrari (centro-sinistra) ed un astenuto (Morbello) l’Ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare Lega su: Richiesta attivazione unità cinofila per la polizia locale”.
Nelle premesse dell’atto, illustrato dal capogruppo Mattioni, si sottolinea che, secondo i dati della Società Italiana delle Tossicodipendenze, l’Umbria è tra i primi posti in Italia per tasso di mortalità da overdose.
In questo contesto, da tempo gli episodi di criminalità legati allo spaccio di stupefacenti e a regolamenti di conti tra bande hanno raggiunto per numero e natura un livello di allarme sociale non più tollerabile, in particolare nelle zone di Fontivegge, del centro storico, di Ponte San Giovanni e di Ponte Felcino.
Gli istanti segnalano, dunque, la necessità di dotare la polizia locale di un’unità cinofila; nello specifico, per il funzionamento di un’unità cinofila occorrono, oltre al cane, quattro agenti conduttor. Tenuto conto del fatto che il Comune di Perugia assumerà a breve sei nuovi agenti di Polizia Locale, si suggerisce di formarli da subito per il servizio in oggetto.
Peraltro il costo da sostenere rimarrebbe soltanto quello per l’adattamento di un mezzo di trasporto per il cane e per la sua collocazione quando esso non è in servizio.
Stante ciò, il gruppo istante propone di impegnare l’Amministrazione a deliberare favorevolmente per l’attuazione dell’unità cinofila da impiegare con particolare attenzione davanti alle scuole ed alle fermate del trasporto pubblico scolastico, utilizzando per la stessa le nuove unità di Polizia Locale di prossima assunzione e di attingere per le poche risorse necessarie relative al mezzo di trasporto, al costo di formazione dei conduttori ed alla adeguata sistemazione del cane, a quanto previsto dalla vigente normativa relativamente ai proventi delle sanzioni amministrative.
Paciotti (PD) ha espresso perplessità sull’odg sia dal punto di vista tecnico che politico.
Sotto il primo profilo, in particolare, appare difficile la soluzione prospettata in virtù delle carenze di organico in seno alla polizia municipale, come riferito dalla Comandante Caponi in commissione. Dal punto di vista politico, il consigliere ha sostenuto come l’atto, pur condivisibile nelle premesse, sia poi insufficiente nel dispositivo finale. Secondo Paciotti, infatti, per combattere droga e disagio servono politiche di più ampio respiro che sappiano incidere realmente sul fenomeno alla radice.
Anche per Morbello (M5S) il problema della droga appare sottovalutato nella sua complessiva nel testo dell’odg, tanto è vero che vengono avanzate proposte finali insufficienti al bisogno. Secondo la consigliera la lotta alle dipendenze richiede ben altro: dalla prevenzione, alla cura fino ad arrivare al sostegno alle famiglie. Per questo l’odg appare inadeguato configurandosi come un mero spot.
Renda si è detta stupita dagli interventi dell’opposizione, rei di definire le proposte come spot elettorali, ma senza che tali critiche si accompagnino a soluzioni concrete. Seconda la consigliera di Blu, al contrario, la mozione ha il merito di fornire un’azione utile, un tassello positivo che si dovrà necessariamente inserire in una visione d’intervento d’insieme.
Maddoli (Idee persone Perugia) non si è detta contraria a priori all’utilizzo delle unità cinofile; tuttavia essendo tale unità già in dotazione alla guardia di finanza, appare ultroneo prevederla anche per la polizia municipale, tanto più se questa si trova alle prese con problemi di organico. Ciò che, invece, ha lasciato fortemente perplessa la consigliera – a suo dire – è la proposta di utilizzare l’unità cinofila davanti alle scuole, perché si tratta di un approccio sbagliato: i giovani infatti vanno principalmente informati nell’ambito di una massiccia attività di prevenzione.

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