Milleproroghe è caos anche in Umbria, a rischio 16 milioni

Milleproroghe è caos anche in Umbria, addio soldi per periferie

Milleproroghe è caos anche in Umbria, a rischio 16 milioni. Sono coinvolte grandi città e aree metropolitane (Milano, Venezia, Torino, Genova, Palermo, Firenze, Napoli, Catania, Roma) ma anche città medie e capoluoghi di provincia che hanno interi quartieri e realtà da recuperare e che non riguardano solo il Sud (Foggia, Taranto, Reggio Calabria, Catanzaro, Agrigento, Benevento, Caserta, Potenza, Enna, Brindisi solo per citarne alcune) ma anche il centro (Frosinone, Rieti, L’Aquila, Terni, Perugia, Macerata, Massa, Pescara, Livorno, Siena, Pisa, Urbino) e il Nord (Asti, Biella, Sondrio, Cremona, Imperia, Vercelli,Monza, Pordenone, Novara, Verbania anche in questo caso per citarne alcune). Si tratta di città amministrate da tutti gli schieramenti politici. Con il “Milleproroghe” al Senato sono infatti stati bloccati 3,8 miliardi di euro attivati dal “Piano periferie” stracciando impegni gia’ firmati.

Questa vicenda, dunque, vede tutti i gruppi impegnati e in primo luogo il Governo, poiché trovato 1 miliardo e 8, va migliorata la norma per rendere disponibili le risorse per il recupero delle periferie che facciano ripartire investimenti importanti per lo sviluppo del territorio.

«Assurdo», era la parola che più volte è rimbalzata tra una lettura dei giornali e un approfondimento sul testo dell’emendamento proposto dai leghisti Romeo e Provano. E votato da tutti i senatori eletti in Umbria.

Il nuovo Governo ha perciò deciso, politicamente e giuridicamente, di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019, non solo per alcuni Enti locali, ma per tutti, con un criterio di premialità e di equità. Il Bando periferie, tolti i 24 progetti immediatamente esecutivi, ferme restando le risorse complessivamente stanziate, viene solo posticipato.

 

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