Festa dell’Europa, Porzi: “Ecco le priorità su cui lavorare”

 
Chiama o scrivi in redazione


PERUGIA – “L’Europa è a un bivio e deve portare a termine il suo processo di maturazione. Non possiamo ritenerci soddisfatti, ma in questi anni, e nell’ultimo mese in particolare, è riuscita a raggiungere degli obiettivi inimmaginabili, che non possono essere ignorati”. Così la consigliera regionale Donatella Porzi (Pd), nel giorno della Festa dell’Europa che “quest’anno celebra il 70esimo anniversario della dichiarazione di Schuman”.

© Protetto da Copyright DMCA

“In questa giornata, carica di simbologia e di rilevanza – spiega Porzi – anche da membro del Comitato europeo delle Regioni e in virtù della mia passata esperienza alla guida della Calre, la Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative europee, ritengo opportuno esprimere delle valutazioni sull’istituzione europea, che dovrà aiutare i Paesi dell’Unione ad uscire dalla situazione economica creatasi dopo il Covid19. In primo luogo occorre sottolineare come l’Europa sia ad un bivio, con un processo di maturazione e di crescita ancora incompiuto, ma che dovrà compiersi nel giro di poco tempo, fondandosi sulla solidarietà e sulla sussidiarietà, pena la fine del sogno dei padri fondatori”.

“Parallelamente a ciò – prosegue Porzi – va dato atto che in questi mesi l’Europa abbia dato delle risposte che, in tempi diversi, avrebbe impiegato anni a raggiungere. In primo luogo è stato varato l’allentamento del Patto di stabilità, con la clausola di salvaguardia annunciata dalla presidente della Commissione Von der Leyen. Poi il ‘Sure’, lo strumento di cassa integrazione europea per allargare gli aiuti alle aziende e al lavoro già presenti nei vari Stati. Di nuovo operativo il cosiddetto ‘bazooka’ della Bce, con un nuovo maxi investimento di 750 miliardi anche a copertura dei titoli italiani e varata una maggiore flessibilità delle norme per l’uso dei fondi strutturali, che libererà da subito tante risorse anche per le Regioni”.

“Molto è stato dunque affrontato – sottolinea Porzi –, ma molto altro andrà messo in campo. Infatti l’Europa potrà avere un futuro e una concretezza se deciderà di impegnarsi su tre priorità imprescindibili: un sostegno strutturato all’economia; una sanità pubblica e universalistica, che ci ha dimostrato soprattutto in tempi di Covid19 la sua importanza; un impegno senza quartiere sulla scuola, con investimenti anche sulla formazione, per andare a colmare le piaghe come la dispersione e la presenza di troppi ‘invisibili’, causati dall’emergenza Covid, che anche nel terzo millennio potrebbero produrre i loro negativi effetti”.

“Questo – continua Porzi – è quello che ci aspettiamo dall’Europa. Bene l’aver tolto le condizionalità al Mes, ora ci aspettiamo la concretizzazione del Recovery fund per rilanciare l’economia, tema sul quale anche il Cor si sta impegnando fortemente. Questa – conclude – è la linea da seguire e su questa l’Italia dovrà essere sempre presente, in virtù della sua storia e della sua cultura, di cui l’europeismo costituisce una colonna”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*