Chiude dopo tre generazioni negozio di elettricità a Ponte San Giovanni

 
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Chiude dopo tre generazioni negozio di elettricità a Ponte San Giovanni
romeo cestellini

Chiude dopo tre generazioni negozio di elettricità a Ponte San Giovanni

elio clero bertoldi

da Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – “Ho 75 anni, credo di aver lavorato abbastanza…” Con queste parole Romeo Cestellini, ponteggiano doc, ha chiuso, per l’ultima volta, la porta del suo negozio di elettricità, in via Manzoni. Un pezzetto di storia locale esce di scena. Il nonno di Romeo, che portava il suo stesso nome, aveva fatto accendere, in una abitazione privata della frazione, la prima lampadina elettrica. Poco prima il Molino Pastificio aveva fatto montare, con la consulenza dell’ingegner Alfonso Scandellari (nato a Bologna, ma morto a Ponte San Giovanni), due potenti turbine per sfruttare la potenza delle acque del Tevere. Ed era proprio il Mulino a distribuire l’elettricità nel paese ed a riscuotere le bollette per il servizio prestato. Tanto che l’elettrificazione pubblica di Perugia si registrò sei anni più tardi (1899) rispetto a Ponte San Giovanni (1893)

L’attività era stata poi proseguita da Ulderico, figlio di Romeo, che divenuto capo zona da Valfabbrica fino a Piscille della Unes (Unione Esercizi Elettrici nata nel 1905 e chiusa nel 1964) ed avendo acquisito, insomma, una rilevante esperienza nel settore, aveva deciso di aprire un vero e proprio negozio, il primo del settore nella frazione, a nome della moglie, Carolina Tintori. Questo esercizio si trovava nell’attuale via Pontevecchio, proprio davanti al Monumento ai Caduti.
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“Durante la seconda guerra mondiale – racconta Romeo – saltò in aria durante un bombardamento…”

Così appena concluso il terribile conflitto, Ulderico e Carolina costruirono e allestirono il loro nuovo negozio nel luogo dove é rimasto sino ad oggi. La loro gestione andò avanti fino al 1986. “Alla morte di mio padre – narra Romeo – lasciai il mio lavoro, quindici anni nell’industria, per portare avanti l’attività di famiglia”.
I Cestellini, insomma, per un secolo circa sono stati un punto di riferimento nella frazione che, negli ultimi decenni ha vissuto un boom urbanistico tale da renderla una delle più popolate del capoluogo (oltre 15.000 abitanti). I compaesani venivano, e sono venuti anche nel giorno di San Silvestro, in negozio non solo per gli acquisti, ma anche per chiedere indicazioni, consigli, suggerimenti.

La chiusura, adesso, é definitiva. Commenta con un sorriso Romeo: “Ho aspettato fino all’ultimo il mio cinesino che rilevasse l’attività, ma non é arrivato nessuno…

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