Decreto terremoto è legge, arriva l’ok dalla Camera, con 398 sì

Il decreto sul terremoto è legge, ok definitivo Camera con 441 voti favorevoli

Decreto terremoto è legge, arriva l’ok dalla Camera, con 398 sì. L’Assemblea di Montecitorio ha approvato in via definitiva il decreto terremoto. Il provvedimento ha incassato 398 sì, 98 astenuti e nessun voto contrario. Avendo già ottenuto l’approvazione del Senato, il testo è legge. A favore della conversione hanno votato i gruppi di maggioranza di M5s e Lega insieme a quelli di minoranza Pd e Leu, mentre Forza Italia e Fdi si sono astenuti. Il provvedimento contiene anche una serie di norme riguardanti tasse e contributi: la proroga della scadenza della cosiddetta ‘busta paga pesante’, la proroga e sospensione dei termini per gli adempimenti e i versamenti tributari e contributivi, e il posticipo del rimborso da parte di lavoratori dipendenti e pensionati al gennaio 2019.

A gennaio 2019 riprenderà anche il pagamento dei premi di assicurazione e dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro. Il canone Rai viene sospeso fino al 31 dicembre 2020. Il termine per la presentazione delle domande per la ricostruzione privata è prorogato al 31 dicembre di quest’anno.

Il dl non ha recepito una serie di modifiche richieste dai territori e dalle categorie produttive.

Un provvedimento che però non è piaciuto a Legambiente. “La promessa del Governo di migliorare alla Camera il testo del decreto terremoto, approvato al Senato, inspiegabilmente non è stata mantenuta. C’erano tutti i tempi per entrare nel merito e correggere gli errori del decreto tra cui, quello pesantissimo, del condono edilizio e invece si è perso solo tempo tra Commissione e Aula. E soprattutto – dichiara Edoardo Zanchini Vicepresidente nazionale di Legambiente – è stato innalzato un inspiegabile muro contro ogni richiesta di correzione del testo arrivando ad approvare oggi, senza modifiche, un provvedimento che riapre così i termini del condono edilizio del 2003. Non era mai successo che un evento calamitoso portasse a riaprire i termini della sanatoria. In questo modo si crea un precedente pericoloso, perché da domani altri territori potranno chiedere di non essere discriminati e avere anche loro il diritto alla sanatoria dopo una calamità naturale”.

“Il decreto – aggiunge Zanchini – rappresenta, dunque, un pessimo segnale e un passo indietro sul rispetto dei principi e delle regole che definiscono il patto di convivenza e di responsabilità tra i cittadini. La maggioranza che sostiene il Governo del cambiamento l’ha fatto, grazie anche al voto favorevole al Senato delle opposizioni. Legambiente continuerà a vigilare, a denunciare ogni forma di illegalità e a ribadire che per far decollare la ricostruzione nelle zone post sisma servono soluzioni di altro tipo a partire da interventi di sostegno ai Comuni, di semplicità e trasparenza nelle procedure, di innovazione, di qualità del lavoro, di partecipazione reale dei cittadini”.

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