Regione Umbria e controverso dimensionamento scolastico: panoramica

Umbria e controverso dimensionamento scolastico: panoramica

Umbria e controverso dimensionamento scolastico: panoramica

Umbria e controverso – Dopo una serie di incontri tra l’Assessorato all’Istruzione della Regione Umbria e la Federazione della Uilscuola Rua dell’Umbria, sono emerse preoccupazioni riguardo alle proposte di dimensionamento scolastico per il prossimo anno. Queste proposte derivano dal Decreto Interministeriale del 30 Giugno 2023, firmato dai Ministri Valditara e Giorgetti, che prevede la riduzione di numerose autonomie scolastiche in tutte le Regioni nei prossimi tre anni.

In Umbria, si prevede la riduzione di 9 autonomie scolastiche, con la maggior parte dei tagli previsti per l’anno scolastico 2024/25. Durante gli incontri con la Regione, tenutisi nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre, sono stati delineati i criteri da seguire, tra cui la considerazione delle scuole sottodimensionate e il superamento delle reggenze.

Le Province hanno presentato le loro proposte alla Regione per il prossimo anno scolastico, tra cui l’accorpamento dei due istituti di Amelia per la Provincia di Terni e gli Istituti Comprensivi di Todi-Massa Martana per la Provincia di Perugia. Successivamente, la Regione ha selezionato altri tre istituti, tutti situati nel perugino.

Tuttavia, la proposta di accorpamento tra Montecastrilli e Acquasparta, mai menzionata in precedenza e che non rientra in nessuno dei criteri stabiliti, ha suscitato sorpresa e preoccupazione. La Uilscuola, durante l’incontro, ha chiesto se fossero stati coinvolti i Dirigenti Scolastici, ricevendo una risposta negativa.

La posizione della Uilscuola è stata di assoluta opposizione alla scelta. Secondo Lucia Marinelli, Segretaria generale della Federazione della Uilscuola Rua dell’Umbria, non si può parlare con leggerezza di tagliare autonomie scolastiche senza un adeguato coinvolgimento delle scuole interessate. Questo coinvolgimento dovrebbe includere l’intera comunità scolastica, non solo i Comuni, poiché queste decisioni avranno un forte impatto su tutto il personale scolastico e sull’offerta formativa.

Marinelli sottolinea che tutto parte dalla riforma del titolo V della Costituzione, che ha demandato alle Regioni la competenza di alcune materie in materia di istruzione, come il dimensionamento scolastico. Inoltre, il Disegno di Legge Calderoli, attualmente in corso, assegnerà alle Regioni competenze ancora più ampie e determinanti.

Quando la politica entra nella scuola, secondo Marinelli, le scelte diventano dettate da linee che nulla hanno a che vedere con l’interesse alla formazione e alla crescita dei nostri giovani. La comunità scolastica diventa solo uno strumento nelle mani di chi, di scuola, poco ne capisce e decide solo in termini ragionieristici. Questa situazione sottolinea l’importanza di un approccio più attento e considerato alle decisioni che riguardano il futuro dell’istruzione.

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