UE, controlli più severi sulla filiera alimentare animale

UE, controlli più severi sulla filiera alimentare animale

Sanità pubblica, ruolo chiave per sicurezza agroalimentare

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Il Regolamento (UE) 2017/625, approvato il 15 marzo 2017 ed entrato in vigore il 14 dicembre 2019, stabilisce un quadro normativo uniforme per i controlli ufficiali lungo l’intera filiera agroalimentare, ponendo una particolare attenzione ai prodotti di origine animale. L’articolo 18 del testo normativo individua con precisione i compiti e le responsabilità delle autorità competenti e degli assistenti specializzati ufficiali (ASU), in particolare per le verifiche igienico-sanitarie nei settori della produzione e trasformazione di alimenti di origine animale.

L’oggetto del regolamento include un vasto spettro di attività e soggetti coinvolti nella filiera. Rientrano nei controlli ufficiali animali vivi e merci in ogni fase di produzione, trasformazione, distribuzione e utilizzo, oltre a sostanze, materiali o oggetti che possono influenzare le caratteristiche, la sicurezza o la conformità dei prodotti alle normative europee o nazionali.

I controlli si estendono anche agli operatori del settore agroalimentare, che devono garantire il rispetto delle prescrizioni nei propri impianti, nei mezzi di trasporto e nei luoghi di stoccaggio, nonché nella gestione della documentazione correlata. Il regolamento mira così a rafforzare la sicurezza alimentare, promuovere la salute pubblica e proteggere gli interessi dei consumatori europei.

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La centralità attribuita alla sanità pubblica riflette l’evoluzione dei contesti produttivi e commerciali. Cambiamenti rapidi nelle tecniche di allevamento, nuove modalità di trasformazione dei prodotti animali e l’intensificarsi del commercio globale rendono necessari strumenti normativi aggiornati e coerenti. La comparsa di nuovi agenti patogeni, la ricomparsa di agenti già noti, l’emergere di problematiche ambientali, chimiche ed epidemiche, nonché la minaccia del bioterrorismo, impongono un rafforzamento del sistema di sorveglianza sanitaria.

La Commissione europea ha agito con l’obiettivo di semplificare e armonizzare un insieme frammentato di norme precedenti, razionalizzando i criteri di controllo e coordinando le misure da adottare nei diversi Stati Membri. La sistematizzazione normativa ha permesso di definire in modo più chiaro le finalità dei controlli ufficiali: protezione della salute umana, tutela del benessere animale, salvaguardia dell’ambiente e garanzia di pratiche commerciali leali.

Particolare attenzione è riservata al ruolo delle autorità competenti nazionali. Queste ultime sono incaricate di pianificare, coordinare e attuare le attività di controllo, garantendo l’indipendenza, la trasparenza e l’efficienza delle verifiche. Agli assistenti specializzati ufficiali è affidata l’esecuzione operativa dei controlli, secondo parametri tecnici specifici e sotto supervisione delle autorità.

Il Regolamento 625/2017 stabilisce inoltre le modalità con cui i controlli devono essere effettuati: regolari, basati su una valutazione del rischio, proporzionati e documentati. Gli Stati Membri sono obbligati a redigere piani di controllo pluriennali nazionali, da aggiornare in base alle evoluzioni scientifiche e sanitarie. La Commissione esercita un ruolo di supervisione, intervenendo in caso di gravi non conformità o di rischio per la salute pubblica.

L’intero impianto normativo si inserisce in un contesto di crescente interconnessione tra salute umana, salute animale e ambiente, secondo l’approccio “One Health” promosso anche da organizzazioni internazionali come l’OMS e l’OIE. Questo principio riconosce che le minacce sanitarie globali non possono più essere affrontate in compartimenti stagni, ma richiedono un coordinamento multidisciplinare e transnazionale.

La pandemia da SARS-CoV-2 ha ulteriormente sottolineato la necessità di rafforzare le strutture di controllo pubblico. Emergenze sanitarie di vasta portata mettono in luce le vulnerabilità del sistema, rendendo indispensabile una sorveglianza continua, strumenti diagnostici rapidi e personale qualificato.

Il riconoscimento e la valorizzazione del personale sanitario nazionale, in particolare di coloro impiegati nei servizi veterinari pubblici, costituiscono una condizione fondamentale per garantire l’attuazione efficace del regolamento. Il dibattito in corso in sede europea e nazionale riguarda infatti anche il mantenimento del ruolo strategico di queste figure, la cui formazione, indipendenza e professionalità sono elementi essenziali per l’integrità del sistema.

L’applicazione uniforme e rigorosa del regolamento nei 27 Stati Membri richiede investimenti mirati, aggiornamento continuo delle competenze, adeguamento infrastrutturale e cooperazione tecnica. Le autorità locali devono assicurare che i controlli siano effettuati da personale qualificato, dotato di risorse adeguate e in grado di affrontare anche le emergenze sanitarie più complesse.

Il Regolamento (UE) 2017/625 rappresenta un pilastro normativo per la sicurezza alimentare europea, garantendo una protezione efficace dei consumatori e un’equa concorrenza nel mercato interno. Il suo pieno recepimento e la corretta applicazione restano condizioni imprescindibili per affrontare le sfide sanitarie presenti e future nella filiera agroalimentare.

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