Comune ingaggia esperti web per verificare case in nero
Il Comune di Perugia intensifica i controlli sugli affitti brevi, i B&B e le case vacanze che operano senza rispettare la legge. L’amministrazione ha deciso di rivolgersi a esperti del web, veri e propri “007 digitali”, per analizzare piattaforme online dove vengono proposte strutture turistiche in nero. L’obiettivo è portare alla luce attività non registrate e garantire la regolarità del settore.
Da gennaio, con l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN), obbligatorio per ogni struttura turistica, il Comune ha – come scrive Luca Benedetti su Il Messaggero – contato circa 1.200 attività che hanno adempiuto al nuovo obbligo. Secondo l’assessore al Turismo, Fabrizio Croce, la normativa ha permesso di far emergere e regolarizzare circa 800 strutture, in gran parte piccole realtà a conduzione familiare che fino a oggi sfuggivano ai controlli fiscali e al monitoraggio dell’offerta turistica.
Queste strutture non comprendono gli alberghi tradizionali, ma rappresentano un segmento significativo di case vacanze e B&B che negli ultimi anni hanno cambiato profondamente il panorama turistico della città. Non solo il centro storico, ma anche le periferie e i borghi hanno visto crescere l’offerta di affitti brevi, ridefinendo il modo in cui i visitatori vivono Perugia.
Il Comune stima che oltre i 1.200 registrati, un 30-40% di strutture possa operare ancora in nero, con una forchetta tra 500 e 600 attività irregolari. Secondo Croce, questo fenomeno rappresenta un danno sia per chi opera onestamente sia per i turisti, spesso esposti a truffe o a servizi non conformi agli standard previsti dalla legge.
Per affrontare il problema, l’amministrazione comunale valuta di combinare l’analisi delle piattaforme online meno note con il controllo incrociato dei dati delle utenze domestiche, come rifiuti e consumi energetici, per identificare chi non si è ancora regolarizzato. Tuttavia, la condivisione delle banche dati tra enti resta complessa e richiede ulteriori accordi istituzionali.
In parallelo, la polizia locale collabora attivamente ai controlli, affiancando le verifiche della Questura. L’aumento delle strutture regolari ha effetti diretti anche sugli incassi della tassa di soggiorno. Quest’anno Palazzo dei Priori stima una crescita del 30% del gettito, che raggiunge circa 1,3 milioni di euro. Le risorse vengono reinvestite in decoro urbano e servizi turistici, ampliando la base imponibile e migliorando l’esperienza dei visitatori.
Il CIN è un codice alfanumerico univoco che permette di identificare ogni struttura ricettiva in Italia, dagli alberghi ai B&B fino agli affitti brevi. La sua introduzione mira a garantire trasparenza, tracciabilità delle attività e corretto adempimento fiscale, contrastando l’evasione e proteggendo i consumatori da possibili frodi.
Secondo Croce, il ricorso agli esperti web rappresenta un passo necessario per scoprire le attività che cercano di eludere le normative, monitorando anche le piattaforme più piccole e meno note, ma comunque operative. L’iniziativa del Comune di Perugia si inserisce in un quadro più ampio di città turistiche che utilizzano strumenti digitali e controllo diretto per tutelare l’offerta regolare e garantire equità nel mercato degli affitti brevi.
L’emersione delle strutture irregolari, unita all’uso del CIN, ha già portato a una migliore regolamentazione del settore e a un aumento della qualità dell’accoglienza turistica. Gli operatori regolari beneficiano di maggiore trasparenza, mentre i turisti possono contare su offerte sicure e monitorate. La strategia del Comune punta dunque a completare il censimento delle strutture, riducendo il numero di abusivi e assicurando che l’intera città tragga vantaggio dal flusso turistico.
Il controllo digitale unito a verifiche sul territorio diventa così uno strumento chiave per il Comune, che intende garantire un turismo più sostenibile e trasparente, tutelando chi lavora correttamente e migliorando l’esperienza dei visitatori. L’azione si colloca in un quadro di regolarizzazione complessiva, con l’obiettivo di far emergere ogni attività non conforme e valorizzare l’offerta turistica legale in tutta Perugia.

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