Giovani in piazza per chiedere misure di contrasto all’emigrazione giovanile
Giovani in piazza – “Costi assurdi per il materiale di studio e per l’affitto, inflazione e precarietà dilagante, servizi pubblici e di welfare indietro di vent’anni sono solo alcuni dei mattoni che, anno dopo anno, hanno costruito un imponente muro alle nostre opportunità- spiega Alice Spilla, coordinatrice di Una Regione Per Restare. “Siamo la generazione precaria, quella che ha ormai da tempo rinunciato alla pensione e ad avere una casa, ma abbiamo smesso di lasciare questa terra a sé stessa, siamo pronti a batterci per renderla davvero a misura di giovane, a partire dal lancio di un’inchiesta sulla condizione giovanile, con la quale miriamo a fare chiarezza sulle cause strutturali dell’emigrazione giovanile”.
“In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo- dichiara Nicola Cardinali, coordinatore di Link – Coordinamento Universitario- l’immobilismo e il definanziamento delle istituzioni sono causa di aggravamento per le condizioni di migliaia di nostri coetanei. Basti pensare alla crisi abitativa, dove la miopia di Regione e Università ha prodotto un buco di centinaia di posti, da recuperare in modo disorganizzato durante le prime settimane d’autunno. È il momento di un tavolo permanente tra istituzioni e sindacati per costruire una risposta risolutiva di questa crisi che si ripresenta all’inizio di ogni anno”
Dopo il flash-mob, i giovani non intendono fermarsi, come ci spiega Enea Spilla, coordinatore dell’Unione degli Studenti Umbria: “in tutta la regione ci stiamo preparando per scendere in piazza il 17 Novembre, nella giornata internazionale dello studente, per rivendicare scuole accessibili, sicure e democratiche; continueremo a mobilitarci finché sarà reso necessario dal silenzio e il disinteresse delle istituzioni.”

Commenta per primo