Giovani in piazza per chiedere misure di contrasto all’emigrazione giovanile

Giovani in piazza per chiedere misure di contrasto all'emigrazione
ph Tommaso Benedetti

Giovani in piazza per chiedere misure di contrasto all’emigrazione giovanile

Giovani in piazza – “Costi assurdi per il materiale di studio e per l’affitto, inflazione e precarietà dilagante, servizi pubblici e di welfare indietro di vent’anni sono solo alcuni dei mattoni che, anno dopo anno, hanno costruito un imponente muro alle nostre opportunità- spiega Alice Spilla, coordinatrice di Una Regione Per Restare. “Siamo la generazione precaria, quella che ha ormai da tempo rinunciato alla pensione e ad avere una casa, ma abbiamo smesso di lasciare questa terra a sé stessa, siamo pronti a batterci per renderla davvero a misura di giovane, a partire dal lancio di un’inchiesta sulla condizione giovanile, con la quale miriamo a fare chiarezza sulle cause strutturali dell’emigrazione giovanile”.

“In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo- dichiara Nicola Cardinali, coordinatore di Link – Coordinamento Universitario- l’immobilismo e il definanziamento delle istituzioni sono causa di aggravamento per le condizioni di migliaia di nostri coetanei. Basti pensare alla crisi abitativa, dove la miopia di Regione e Università ha prodotto un buco di centinaia di posti, da recuperare in modo disorganizzato durante le prime settimane d’autunno. È il momento di un tavolo permanente tra istituzioni e sindacati per costruire una risposta risolutiva di questa crisi che si ripresenta all’inizio di ogni anno”

Dopo il flash-mob, i giovani non intendono fermarsi, come ci spiega Enea Spilla, coordinatore dell’Unione degli Studenti Umbria: “in tutta la regione ci stiamo preparando per scendere in piazza il 17 Novembre, nella giornata internazionale dello studente, per rivendicare scuole accessibili, sicure e democratiche; continueremo a mobilitarci finché sarà reso necessario dal silenzio e il disinteresse delle istituzioni.”

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