Una confortante notizia dall’Europarlamento

Una confortante notizia dall'Europarlamento

Una confortante notizia dall’Europarlamento

Il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di “tassonomia”, presentata dalla Commissione dell’UE, proposta che include il metano e il nucleare tra le fonti di “energia pulita”. Infatti, hanno votato “contro il rigetto” di tale proposta 328 eurodeputati a fronte di 278 favorevoli e 33 astenuti.


di Gianni Porzi


Così il gas e il nucleare sono giustamente inclusi nella “tassonomia verde europea” (sistema che classifica le attività economiche che possono essere considerate sostenibili) cioè vengono considerate fonti di energia pulita e pertanto sono ritenuti meritevoli di finanziamenti sia pubblici che privati. A tale proposito va ricordato che si sono dichiarati contrari Paesi come Austria, Germania e Spagna e favorevoli oltre alla Finlandia i Paesi dell’Est quali Bulgaria, Croazia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Romania e Ungheria.

A livello dei Partiti che siedono nell’Europarlamento hanno votato contro la proposta che gas e nucleare vengano considerati fonti di energia pulita i Verdi, The Left, i Socialisti e Democratici, i Liberali, mentre hanno votato a favore il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR), il gruppo ID (del quale fa parte la Lega) e buona parte del PPE.

A questo proposito in una recente trasmissione televisiva (un noto talk show) Calenda si dichiarò favorevole al nucleare e aggiunse che in Italia occorrerebbero almeno 7 centrali nucleari. Numero ben modesto se confrontato alle 19 centrali nucleari della Francia che ci vende energia elettrica a caro prezzo (peraltro giustamente visto la scelta che facemmo 35 anni fa).

Auspico che anche il Consiglio Europeo non respinga l’atto sulla “tassonomia” cosicché entri in vigore a partire dal gennaio 2023 e si possa, dopo lo sciagurato referendum del 1987, riprendere la strada del nucleare il cui abbandono ci ha messo nella situazione critica in cui ci troviamo oggi. Certo, in tutti questi anni, a partire dal 1987, si è perso il know-how, un primato che all’epoca apparteneva all’Italia e che fu gettato al vento dal risultato incomprensibile di quel referendum. Sebbene il tempo perduto non è recuperabile, ma almeno vi sia la speranza di riprendere la strada stoltamente interrotta 35 anni fa che ci portò a smantellare tre centrali nucleari gettando al vento anche imponenti risorse economiche.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*