La squadra umbra compie l’impresa di bissare il titolo continentale
Dieci anni per costruire una dinastia. La Sir Perugia si afferma nuovamente come potenza assoluta della pallavolo internazionale, conquistando il secondo titolo europeo consecutivo nell’arena di Torino. Il trionfo rappresenta il coronamento di una stagione straordinaria, dove i bianconeri hanno dominato su tutti i fronti della competizione mondiale.
La squadra umbra replica il successo dello scorso anno, quando battè lo Zawiercie in una finale memorabile a Lodz. Stavolta, nello stesso scenario continentale, i ragazzi di Angelo Lorenzetti si ripetono, consolidando uno status quo che pochi club nella storia della Champions volley hanno mai raggiunto. Il bis europeo non è semplice celebrazione: rappresenta l’affermazione definitiva di un progetto che ha trasformato una matricola del campionato italiano in sovrana indiscussa del volley mondiale.
Quando la storia incontra il presente
Quindici giorni separano lo scudetto dalla Champions. I bianconeri avevano già sollevato al cielo il tricolore il 6 maggio, coronando una stagione regolare dominante nel campionato italiano. La pressione psicologica avrebbe potuto incrinare gli equilibri di una squadra solitamente abituata a rincorrere avversari temibili. Invece, la Sir ha accelerato ulteriormente, trasformando il successo domestico in trampolino per la conquista europea.
La guida tecnica di Lorenzetti ha giocato un ruolo cruciale in questo percorso. L’allenatore ha saputo gestire con lucidità i margini di crescita della squadra, costruendo automatismi tattici che hanno reso la formazione umbra quasi inarrestabile. Ogni giocatore ha assunto responsabilità specifiche, contribuendo al mosaico vincente che ha caratterizzato la stagione.
Un palmarès straordinario in una decade
Dalla sua entrata nel massimo campionato italiano nella stagione 2012-13, la Sir ha accumulato un patrimonio di successi senza precedenti nel suo percorso storico. Diciannove trofei in dieci anni rappresentano una media che pochi club europei possono vantare. La Supercoppa italiana è stata il trampolino iniziale nel 2017-18, seguita da una sequenza ininterrotta di vittorie che ha trascinato la società verso il vertice assoluto.
Il palmarés comprende sette Supercoppe nazionali, tre scudetti, quattro Coppe Italia e tre Mondiali per Club. A questi si aggiungono i due gioielli europei: le Champions League vinte nella stagione precedente e nell’ultima competizione. Una raccolta che racconta di crescita costante, investimenti mirati e una visione societaria coerente nel tempo.
Quest’anno il poker dei grandi trionfi
La stagione appena conclusa ha rappresentato l’apoteosi del progetto bianconero. La Sir ha conquistato la Supercoppa nazionale, lo scudetto italiano, il Mondiale per Club e la Champions League. Soltanto la Coppa Italia è sfumata dalle mani di Giannelli e compagni, ma il poker di prestigio racconta di una squadra che ha saputo mantenere concentrazione e motivazione su più fronti simultaneamente. Una impresa tattica e psicologica di rara difficoltà.
Le ambizioni rimangono senza limiti
La società, guidata dal presidentissimo Gino Sirci, non contempla la possibilità di fermarsi. Le dichiarazioni pubbliche lasciano trasparire una determinazione assoluta nel perseguire ulteriori trionfi. La prossima stagione vedrà la Sir tornare in campo con l’obiettivo di replicare il poker di questa annata, dalla Champions ai titoli domestici, passando per il Mondiale per Club.
Il PalaBarton di Perugia tornerà a vestire i colori del tricolore, testimonianza della continuità vincente che contraddistingue la gestione della società. Lo stadio diviene simbolo di una comunità che ha saputo costruire una squadra capace di competere ai massimi livelli mondiali.
Un’eredità consegnata al presente
L’epilogo della stagione ha offerto una cornice emotiva perfetta per i percorsi conclusivi di bandiere come Max Colaci. Il libero, passato dalla posizione di leader tattico a colonna portante della struttura difensiva della squadra, ha chiuso nella squadra ideale della Final Four e come MVP della finale. Il passaggio da atleta attivo a istituzione della società rappresenta la naturale evoluzione di chi ha contribuito costruttivamente all’affermazione bianconera.
Con ventotto trofei complessivi nel suo bagaglio personale, Colaci incarna la mentalità vincente che ha permesso alla Sir di trasformarsi da neofita del massimo campionato a dominatrice della scena mondiale. La sua eredità sportiva e umana rimane impressa nella memoria collettiva della società umbra.

Commenta per primo