Umbria TPL, chiude un ciclo storico con bilancio in forte crescita

Umbria TPL, chiude un ciclo storico con bilancio in forte crescita

Umbria TPL e Mobilità, un risultato storico. Oggi raccogliamo i frutti di una visione politica seria, coraggiosa e riformatrice

Umbria TPL – Si conclude un periodo storico per il trasporto pubblico locale in Umbria con la fine dell’incarico dell’avvocato Marina Balsamo alla guida dell’Agenzia Unica per la Mobilità e il Trasporto Pubblico Locale Umbria TPL e Mobilità S.p.A. Questo quinquennio ha rappresentato un cambiamento radicale rispetto al passato, segnando il superamento di un modello di gestione clientelare e inefficiente, sostituito da una struttura amministrativa sana, trasparente e con prospettive di sviluppo concreto. A sottolinearlo è il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche, già assessore regionale alla mobilità e ai trasporti, che rivendica con orgoglio il lavoro svolto nella precedente legislatura.

Nel 2019, ricorda Melasecche, l’assetto del sistema di trasporto regionale versava in una situazione di grave crisi: inefficienza operativa, elevato indebitamento, perdite costanti e una gestione segnata da logiche politiche e sindacali opache e prevalentemente corporative, senza alcuna strategia industriale. Di fronte a questa emergenza, è stata intrapresa una strada di rinnovamento basata su determinazione, coraggio e visione strategica. Le linee politiche chiare tracciate hanno trovato applicazione concreta nel biennio di gestione di Marina Balsamo, che ha portato a risultati concreti e misurabili.

L’approvazione del bilancio 2024 con dati più che positivi testimonia un miglioramento sostanziale. Nel 2021 il valore della produzione si attestava a 18,9 milioni di euro, mentre oggi supera i 140 milioni. Questo salto significativo dimostra come una governance aziendale trasparente e orientata all’efficienza possa trasformare radicalmente il destino di una società pubblica. L’Ente Regione, pur detenendo una quota minoritaria, ha affrontato da solo costi, responsabilità e rischi, imprimendo una svolta culturale e valoriale prima ancora che gestionale. La dotazione di personale, inizialmente minima, è stata incrementata e dovrà ulteriormente adeguarsi in base alle nuove funzioni assunte, con criteri di merito.

Melasecche evidenzia che la nuova Giunta dovrà affrontare con serietà le richieste di una governance collegiale avanzate dalla presidente Proietti in campagna elettorale. Tuttavia, avverte che non si può pretendere di guidare un ente senza assumersi i relativi oneri economici, come accaduto in passato con la gestione dell’aeroporto da parte di SASE. Nel corso degli ultimi anni, è stata perseguita una strategia di riduzione dei costi e di abbattimento dell’indebitamento, diminuito di oltre il 50% rispetto al 2022, grazie anche a un piano di rientro concordato con una decina di banche fin dal 2020. Parallelamente, sono stati effettuati investimenti per oltre 35 milioni di euro, che hanno consentito l’acquisto di 99 nuovi autobus, inclusi 19 mezzi elettrici già in uso. Questa scelta di rafforzamento patrimoniale è stata approvata dalla Giunta, nonostante la contrarietà di alcune sigle sindacali come FILT CGIL e FAISA CISAL, che hanno favorito interessi privati.

I dati numerici attestano l’impegno politico e amministrativo di cinque anni, portato avanti anche in momenti difficili e sostenuto dalla strategia dell’Assessorato alle Infrastrutture e Trasporti. Grazie al braccio operativo della partecipata, trasformata in Agenzia unica, si è ottenuto un risparmio fiscale sull’IVA di circa 50 milioni in cinque anni. Nel 2019 la partecipata era sottoposta a un regime speciale previsto dall’articolo 67 della legge fallimentare, con 50 milioni di debiti accumulati da gestioni precedenti irresponsabili e ulteriori 30 milioni di debiti saldati dalla Regione con decreti ingiuntivi.

Questa situazione era il frutto di anni di incuria, durante i quali la precedente amministrazione non ha onorato i debiti, applicando “atti d’obbligo” senza gare trasparenti. Questo ha comportato per gli umbri un costo maggiore di oltre 10 milioni di euro all’anno per il servizio di trasporto pubblico locale, circa 200 milioni in più in vent’anni. Alcuni sindacati hanno promosso otto scioperi per difendere questo status quo, nonostante fosse garantita una gara che escludeva licenziamenti, e prevedeva una clausola sociale rafforzata, unica nel panorama nazionale.

Rimane ora da capire se il nuovo amministratore, dopo le promesse elettorali della presidente Proietti, che ha annunciato una gara con lotto unico e senza vincoli su due lotti, quindi meno concorrenziale e più costosa, sarà in grado di portare avanti la gara così impostata, oppure se giustificherà la rimozione dei vincoli gestionali inizialmente approvati dall’Autorità per la Regolamentazione dei Trasporti (ART) per favorire un concorrente.

La nuova guida regionale ha trovato un’agenzia strutturata, in equilibrio finanziario, con una governance efficiente e finalmente sgombra da ingerenze politiche e sindacali del passato. Il risultato è la restituzione ai cittadini umbri di una società in grado di operare autonomamente, con una visione industriale moderna e sostenibile.

Rimangono tuttavia alcune sfide aperte, tra cui una gestione attenta della liquidità e la necessità di mantenere gli obiettivi con determinazione, senza subire ritardi come quelli causati dall’ostruzionismo del Comune di Perugia. Quest’ultimo ha rallentato l’approvazione di due varianti urbanistiche fondamentali per mettere a gara la costruzione di un deposito per i nuovi autobus elettrici urbani, che rappresenta un importante vantaggio ambientale, e per la realizzazione di una nuova stazione aeroportuale a Collestrada.

La discontinuità rispetto al passato, spiega Melasecche, non riguarda solo i dati economici, ma soprattutto il metodo di gestione: un’amministrazione seria e onesta che non piega il bene pubblico a interessi politici di parte. Questa è la visione che la Regione Umbria e il nuovo assessore dovranno decidere se adottare nel definire la gara per l’affidamento del servizio TPL, in linea con le sollecitazioni della Corte dei Conti, senza interferenze ideologiche o interessi esterni, come invece accaduto vent’anni fa, quando gravi irregolarità erano emerse in seguito a indagini della Guardia di Finanza.

Melasecche conclude ringraziando Marina Balsamo per aver condiviso e messo in pratica questa visione con determinazione e risultati concreti, definendola come l’esempio di “buona politica” necessaria all’Umbria. Esprime infine l’auspicio che l’attuale amministrazione regionale continui il percorso avviato, senza compromettere quanto di positivo è stato raggiunto, evitando immobilismi e ritardi come quelli registrati fino al 2019.

Il buon governo si realizza con chiarezza di visione, coerenza e tempestività delle azioni, non con continui rinvii che provocano danni aggiuntivi. Il mancato raggiungimento dell’obiettivo previsto per giugno 2026, riguardante il passaggio dalla gestione attuale di tre lotti a quattro, comporterebbe un ulteriore danno economico ingiustificato.

Da più di sei mesi dalla ultime elezioni, la gara è sostanzialmente bloccata a causa delle richieste sindacali e della consolidata prassi di favorire un unico gestore. La richiesta è di garantire trasparenza, efficienza, modernizzazione ed economicità, mantenendo invariati quantità e qualità dei servizi. In alternativa, si rischia un ritorno a vecchie logiche con uso improprio delle risorse derivanti dalle nuove imposte.

Infine, Melasecche ricorda che a partire da questo mese molti lavoratori e pensionati vedranno una riduzione netta nelle loro buste paga, con un conguaglio previsto a dicembre relativo ai mesi da gennaio ad aprile. Questo risultato del lavoro è considerato sacro e non potrà essere utilizzato per sostenere inefficienze o forme di complicità.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*