Vertice a Perugia per avviare la condivisione istituzionale
Si è tenuto a Perugia, nella sede di Palazzo Broletto, l’incontro che ha segnato l’avvio del percorso condiviso per l’elaborazione del Piano Socio-sanitario Territoriale della Regione Umbria. La riunione ha coinvolto i sindaci, gli assessori e i referenti delle politiche sociali dei Comuni capofila delle dodici zone sociali umbre, i rappresentanti di Anci Umbria, la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, e i componenti del gruppo di lavoro regionale, tra cui Valentina Battiston ed Emilio Paolo Abbritti.
L’iniziativa rientra nel più ampio processo di costruzione del Piano Socio-sanitario Regionale 2025-2030, che punta a superare il lungo vuoto programmatorio in materia sanitaria regionale, risalente al 2009. Il nuovo impianto programmatico intende adottare un’impostazione integrata tra ambiti sociale e sanitario, per rispondere all’evoluzione dei bisogni delle comunità umbre, aggravati e trasformati dagli effetti della pandemia e dal progressivo invecchiamento della popolazione.
Durante la riunione, è stato sottolineato l’approccio partecipativo adottato dalla Giunta regionale, volto a includere nella definizione del Piano la voce dei territori, delle amministrazioni locali e degli operatori del terzo settore. In questa ottica, la prima fase del confronto istituzionale avviata a Perugia rappresenta un passaggio decisivo per coinvolgere pienamente i Comuni e costruire strumenti operativi efficaci e coerenti con le esigenze delle singole aree.
Dal confronto sono emersi elementi che evidenziano l’importanza di una più stretta integrazione tra servizi sociali e sanitari, in modo da favorire una presa in carico più efficace e rispettosa della dignità della persona. Centrale, inoltre, la prospettiva di rafforzare la rete territoriale attraverso lo sviluppo delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, considerati presìdi fondamentali per garantire prossimità delle cure, prevenzione e supporto alla cronicità.
Il piano prevede anche un potenziamento della telemedicina e dei servizi domiciliari, in risposta alla necessità di un’assistenza continuativa e accessibile, soprattutto nelle aree interne. Il coinvolgimento diretto delle amministrazioni comunali nel processo decisionale è stato riconosciuto come un passaggio fondamentale per garantire efficacia agli interventi, in quanto i Comuni rappresentano l’anello più vicino ai cittadini e ai loro bisogni quotidiani.
L’incontro a Palazzo Broletto segna, dunque, un primo momento di confronto strutturato tra la Regione e i territori, con l’intento di costruire un Piano realmente condiviso e calato sulle specificità locali. I prossimi mesi saranno dedicati all’ampliamento della partecipazione, con incontri e tavoli che coinvolgeranno ulteriori soggetti istituzionali, operativi e del terzo settore, in vista della stesura definitiva del documento strategico.

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