Perugia nella top ten delle Province più virtuose

GuasticchiMarcoVinicio

(umbriajournal.com) PERUGIA – Sono le Province le amministrazioni pubbliche più attive nel ripianare i debiti nei confronti delle imprese, alla luce nella finestra aperta dal decreto pagamenti. Nel complesso al 18 giugno sono state pagate fatture per 320.760 milioni di euro, quasi il 45% del totale degli spazi di patto liberati dal decreto per le Province, che ammonta a 718 milioni. E se 35 province hanno già saldato oltre il 70% dei propri debiti, esiste la top ten delle Province più virtuose, quelle che hanno già saldato per intero i loro debiti. Tra esse figura Perugia insieme ad Alessandria Biella, Caltanisetta, Potenza, Sondrio, Trapani, Sondrio, Trapani, Varese e Vercelli. Dati forniti dal presidente dell’Upi Antonio Saitta che sottolinea il contributo delle Province alla ripresa del ciclo produttivo delle aziende. Soddisfazione e orgoglio per essere tra le Province portate ad esempio di buona amministrazione sono espressi dal presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi. “In generale abbiamo sempre fatto fronte ai debiti verso i fornitori con puntualità – spiega Guasticchi -. Dal 1° gennaio abbiamo liquidato fatture per 7 milioni di euro di cui parte del 2012 e parte dell’esercizio corrente, nonostante i rallentamenti derivanti dal Patto di Stabilità. Con l’entrata in vigore del decreto pagamenti (8 aprile) abbiamo completato la liquidazione di quanto dovuto al 31 dicembre 2012 per complessivi 438 mila euro. Siamo fieri del contributo che siamo in grado di dare alle nostre imprese. Possiamo dire senza timori di essere un ente virtuoso. Per contro i tagli imposti dal Governo ai bilanci delle Province e i vincoli imposti dal Patto di stabilità rischiano di incidere negativamente su servizi primari come l’edilizia scolastica e la manutenzione delle strade, vanificando ogni sforzo. Un successo, quello della Provincia di Perugia, che trova anche nelle altre Province italiane riscontri positivi a dimostrazione, ancora una volta, che stiamo parlando di enti risorsa e non zavorra del nostro Paese”.

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