Coronavirus, è davvero necessario un ospedale da campo?

 
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Coronavirus, in Umbria pronti già 85 posti di terapia intensiva, arriveranno a 117

Coronavirus, è davvero necessario un ospedale da campo?

Il consigliere regionale Andrea Fora (Patto Civico per l’Umbria) annuncia la presentazione di una interrogazione con chiede alla Giunta di Palazzo Donini spiegazioni circa il progetto di un ospedale da campo da 30 posti letto, che dovrebbe costare 3 milioni di euro e la cui installazione è prevista al Centro Fiere di Bastia Umbra. Fora argomenta che “Perugia potrebbe essere la prima provincia d’Italia a raggiungere la stabilizzazione del numero dei contagiati da Covid. Ottima notizia, sarebbe davvero un bel primato. Se il dato si stabilizzasse viene da chiedersi se questo tanto vituperato sistema sanitario pubblico regionale, attaccato su tutti i fronti dalla Lega tanto da averne fatto il principale argomento della campagna elettorale, è davvero così malconcio, inquinato, con personale scelto solo per vie politiche e non per merito, come ci è stato raccontato”.

“Nello stesso tempo – continua l’esponente dell’opposizione consiliare – viene da chiedersi quali motivazioni abbiano spinto la Giunta a presentare un progetto a Banca d’Italia per un ospedale da campo con 30 posti in terapia intensiva, finanziato con 3milioni di euro, che sarà operativo a fine maggio (così si dice). Cioè proprio quando la presidente Tesei prevede che l’ondata di contagio sia terminata e si possa finalmente ripartire con la Fase 2 dell’emergenza: 3milioni per 30 posti fanno 100mila euro per posto letto. Sarà un’operazione – si chiede Fora – stile ‘Fiera di Milano’, dove analogamente è stato annunciato con toni trionfali un Ospedale da Campo per 200 pazienti, costato 21milioni, ad oggi posti utilizzati 10? Forse questi soldi potevano essere utilizzati diversamente?

Perchè non è stata presa in considerazione l’ipotesi di lavorare su miglioramenti o estensioni di strutture già esistenti nella nostra regione? Altra domanda: chi saranno i soggetti a cui sarà affidata la costruzione, direzione e messa in opera della struttura? Nell’ottica della trasparenza i cittadini hanno diritto di sapere a chi saranno assegnati i lavori e le forniture per 3milioni di euro”. “Oltre al sottoscritto – prosegue Andrea Fora – questi interrogativi se li pongono i cittadini umbri. Se lo chiedono i medici di medicina generale, che hanno ricevuto mascherine che sulla confezione recavano la scritta ‘non utilizzabili come presidio medico’. Se lo chiedono i medici e il personale sanitario dell’Ospedale di Orvieto, costretti ancora oggi ad operare senza presidi di protezione e dove interi reparti sono stati chiusi. Se lo chiedono i pazienti affetti da Coronavirus domiciliati nelle proprie abitazioni che ancora attendono le famose ‘Usca’ (equipe di medici in grado di intervenire a domicilio evitando così ospedalizzazioni precoci). Oppure che aspettano strutture da realizzare per la quarantena dei pazienti positivi per evitare i focolai domestici. Se lo chiedono tutti gli operatori sociali delle RSA che ancora ad oggi attendono i tamponi per loro e per i propri ospiti anziani delle strutture”.

“Se lo chiedono – conclude – anche molti medici, che confermano che un ospedale da campo non può vivere separato dal resto dell’ospedale. Una terapia intensiva funziona solo se integrata con tutte le altre strutture complesse che costituiscono un ospedale, perché i pazienti in terapia intensiva necessitano della continua valutazione integrata di altre figure professionali, non solo dei rianimatori e degli infermieri, ma degli infettivologi, dei cardiologi, dei nefrologi, dei chirurghi. Ritengo che sia utile fornire queste risposte da parte della Giunta, non tanto al consigliere Fora quanto alla comunità umbra”.

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