Bori guida difesa digitale da NIS2: ruoli chiari e formazione obbligatoria
La Giunta regionale umbra ha varato la prima politica organica sulla cybersicurezza, su impulso del vicepresidente Tommaso Bori. L’atto allinea pienamente l’ente alle recenti norme europee e italiane, partendo dalla direttiva UE 2022/2555, ribattezzata NIS2, trasposta nel nostro ordinamento con il decreto legislativo 4 settembre 2024, numero 138.
Questo strumento traccia un percorso chiaro per blindare i sistemi digitali della pubblica amministrazione, specificando funzioni, doveri e azioni concrete contro minacce informatiche. Prevede protocolli per anticipare pericoli, affrontare crisi e recuperare da attacchi, in sintonia con le direttive dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
“Si getta così una solida fondamenta per pilotare in modo ordinato e condiviso la tutela dei nostri network e dei servizi essenziali”, ha esordito Bori. L’approccio privilegia la salvaguardia dei dati sensibili dei cittadini e l’ininterruzione delle funzioni pubbliche.
Il piano consolida esperienze pregresse, espandendole su sedici fronti chiave: dalla valutazione dei pericoli alla nomina precisa di incarichi, inclusi corsi mirati per vertici e manager; dalla resilienza in emergenze al rilancio post-colpo; dalla vigilanza sulle forniture esterne alla difesa di risorse e informazioni; dai meccanismi di accesso sicuro, con autenticazioni multifase, alla sensibilizzazione diffusa tra i dipendenti.
L’Umbria ha già assolto i passi iniziali imposti dalla legge: iscrizione all’ACN, scelta del coordinatore locale e lancio del CSIRT umbro, polo tecnico per sorvegliare e neutralizzare allarmi, in sinergia con il circuito nazionale.
Bori ha insistito sul potenziamento pratico: “Vogliamo armare l’apparato contro insidie online, assicurando servizi stabili e decisioni affidabili, in un’era dove la sicurezza digitale definisce l’efficacia della governance”. Spazio extra va alle skills interne: “Investiremo su addestramenti continui, specie sull’uso etico dell’intelligenza artificiale e sui legami tra tech innovativa e difese cibernetiche. L’Umbria ambisce a primeggiare tra le regioni più sicure e vivaci sul fronte digitale italiano”.
La mossa non è episodica, ma avvia un ciclo di atti esecutivi, come linee guida e strategie dettagliate, per un ecosistema pubblico inattaccabile.

Commenta per primo