Perugia [Foto Gallery], al via piano triennale per la partecipazione civica

Perugia, al via piano triennale per la partecipazione civica
ph. G.B

Otto azioni per coinvolgere i cittadini nelle politiche locali

Perugia – Nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, gremita da oltre 250 persone, è stato ufficialmente presentato il progetto elaborato congiuntamente dal Comune di Perugia e dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi. L’iniziativa, frutto di una collaborazione già avviata in passato e oggi ampliata e sistematizzata, si sviluppa su un orizzonte triennale e mira a rafforzare la partecipazione delle comunità locali attraverso un’articolata struttura di otto azioni principali.

Alla base del progetto c’è un modello di amministrazione condivisa che promuove un coinvolgimento attivo e strutturato dei cittadini nella vita pubblica. Gli interventi si prefiggono di stabilire nuovi spazi e strumenti per rendere la partecipazione parte integrante e continua del funzionamento istituzionale, anziché evento sporadico o simbolico.

Durante l’incontro, introdotto dalla professoressa Alessandra Valastro, responsabile scientifica dell’iniziativa, è stato illustrato il percorso che ha portato a definire il progetto. L’idea centrale è quella di trasformare la partecipazione in un metodo stabile dell’agire amministrativo. In quest’ottica, saranno realizzati percorsi di formazione interna, azioni di riorganizzazione delle competenze, tavoli territoriali per l’ascolto delle esigenze locali, coprogettazione di nuove sedi chiamate Case della partecipazione, patti di collaborazione per la gestione condivisa dei beni comuni, oltre a una revisione dei regolamenti comunali relativi alla partecipazione e l’istituzione di processi di valutazione partecipata delle politiche pubbliche.

Nel corso del pomeriggio si sono succeduti diversi contributi. Il presidente nazionale di Labsus, Pasquale Bonasora, ha sottolineato come il concetto di amministrazione condivisa, nato inizialmente con i Patti di collaborazione, si sia evoluto in un modello culturale e politico. Questo approccio, secondo Bonasora, non costituisce una delega dal pubblico al privato, bensì un ripensamento complessivo dell’amministrazione stessa, che assume come funzione propria quella di valorizzare le risorse diffuse presenti nella società. I Patti, ormai oltre ottomila in Italia, vengono infatti applicati in settori cruciali come l’inclusione sociale, il lavoro e l’innovazione.

Un momento significativo dell’incontro è stato dedicato alla riflessione storica sul pensiero di Aldo Capitini, attraverso l’intervento di Lanfranco Binni, già collaboratore del filosofo e oggi curatore della sua opera editoriale. Binni ha tracciato l’evoluzione del pensiero di Capitini, dal suo antifascismo degli anni Trenta all’elaborazione di una “democrazia integrale” fondata sulla partecipazione diretta e diffusa dei cittadini. L’attenzione del filosofo per gli enti locali medio-piccoli come incubatori di un “potere nuovo” è stata evidenziata come un punto di forza per un territorio come quello perugino, che coniuga la dimensione storica e culturale con una nuova sperimentazione civica.

Secondo Binni, il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali non deve limitarsi alla condivisione di scelte già compiute ma diventare strumento di trasformazione reale. In tale prospettiva, le Case della partecipazione non rappresentano soltanto strumenti di governance territoriale, ma spazi nei quali la comunità può tornare a esercitare un ruolo attivo, diventando soggetto della storia collettiva.

Il programma dell’incontro ha previsto anche momenti dedicati alla dimensione artistica e culturale. Passaggi tratti dalle opere di Capitini sono stati letti dall’attore Francesco Bolo Rossini, accompagnati dalle musiche originali della compositrice Rachele Spingola, creando un collegamento tra l’approfondimento teorico e la memoria viva di un pensiero che continua a ispirare le pratiche civiche contemporanee.

In chiusura, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha condiviso alcune riflessioni nate dai primi incontri pubblici già svolti nei quartieri di Madonna Alta e Ponte San Giovanni, tappe iniziali del percorso partecipativo. La sindaca ha ricordato come la risposta delle cittadine e dei cittadini sia stata spontanea e propositiva, sottolineando il valore sociale delle Case della partecipazione. Questi luoghi non solo si configurano come strumenti di progettazione amministrativa decentrata, ma si pongono anche come spazi aperti di ascolto, dialogo tra generazioni e inclusione, contribuendo a contrastare una delle emergenze più sentite: la solitudine sociale.

Ferdinandi ha delineato un orizzonte in cui la partecipazione non sia solo un fine ma un mezzo per costruire una città più coesa, solidale e consapevole. Ha invitato la cittadinanza a partecipare attivamente, non come spettatrice ma come parte integrante del processo. Secondo la sindaca, la sfida è creare una nuova forma di cittadinanza, in grado di contribuire direttamente alla costruzione del bene comune.

Il progetto, come sottolineato dai diversi relatori, si fonda sulla convinzione che l’innovazione amministrativa non possa prescindere da una trasformazione profonda del rapporto tra istituzioni e cittadinanza. Università e Comune, mettendo in sinergia competenze scientifiche e conoscenza del territorio, intendono accompagnare questa trasformazione, puntando su strumenti concreti e verificabili. La ricerca-azione, struttura portante dell’intero programma, consente infatti di testare in tempo reale le soluzioni adottate, con un’impostazione dinamica che integra studio, sperimentazione e valutazione continua.

In definitiva, l’iniziativa presentata rappresenta una delle prime esperienze sistematiche in Italia che mira a fare della partecipazione un dispositivo strutturale e permanente dell’amministrazione comunale. La città di Perugia si candida così a essere un laboratorio di democrazia attiva e inclusiva, dove i cittadini non sono semplici destinatari delle politiche, ma soggetti protagonisti nella loro definizione e attuazione.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*