Maxi blitz nel carcere di Terni, sequestrati 50 cellulari e droga

I detenuti del carcere di Terni protestano e non rientrano in cella

Controlli straordinari a Terni e aggressione nel carcere Spoleto

Un’imponente operazione straordinaria della Polizia Penitenziaria è stata condotta nella serata del 14 luglio all’interno della Casa di Reclusione di Terni. L’intervento, disposto dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per Umbria e Marche in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha interessato il reparto di Alta Sicurezza e ha coinvolto un ingente dispositivo di uomini e mezzi.

Complessivamente sono stati impiegati 210 appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, supportati dai reparti specializzati USPeV, GOM e GIO, oltre alle unità cinofile. L’attività ha riguardato la perquisizione sistematica delle celle e degli spazi comuni con l’obiettivo di individuare materiale illecito e rafforzare il controllo interno dell’istituto.

Sequestrati telefoni, smartwatch e sostanze stupefacenti

L’operazione si è conclusa con un bilancio rilevante. Durante le verifiche sono stati sequestrati 50 telefoni cellulari, cinque smartwatch e oltre 100 grammi di hashish, oltre ad altri oggetti vietati dal regolamento penitenziario.

Al termine delle attività sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria 35 detenuti, ritenuti responsabili delle violazioni emerse nel corso dei controlli.

Il Provveditorato regionale ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, sottolineando come l’intervento confermi l’efficacia delle attività di prevenzione e contrasto all’introduzione e alla detenzione di oggetti proibiti negli istituti penitenziari. Un ringraziamento è stato rivolto a tutto il personale impiegato, evidenziandone la professionalità e l’impegno operativo.

La posizione del SAPPE sull’operazione di Terni

Sul risultato dei controlli è intervenuto anche Fabrizio Bonino, segretario regionale del SAPPE Umbria. Il sindacato riconosce l’importanza dell’operazione e il notevole dispiegamento di forze, ma ritiene che il sequestro del materiale illecito e il deferimento dei detenuti non siano sufficienti a risolvere le criticità presenti negli istituti penitenziari.

Nella nota il SAPPE sostiene la necessità di un cambio di impostazione nelle misure adottate nei confronti dei detenuti trovati in possesso di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti, chiedendo sanzioni disciplinari più severe e proponendo il trasferimento degli interessati in istituti penitenziari lontani dai territori di provenienza.

Secondo il sindacato, sarebbe necessario adottare provvedimenti più incisivi per contrastare l’illegalità interna e garantire una maggiore tutela al personale della Polizia Penitenziaria.

Nuova aggressione nel carcere di Spoleto

Sempre il SAPPE ha reso nota un’altra vicenda avvenuta il 14 luglio nella Casa di Reclusione di Spoleto. Secondo quanto riferito dal sindacato, nel pomeriggio due ispettori della Polizia Penitenziaria sono intervenuti per supportare il personale di vigilanza durante la gestione delle intemperanze di un detenuto appartenente al circuito di media sicurezza.

Durante le fasi di contenimento, il detenuto avrebbe estratto una lametta che, secondo la ricostruzione del SAPPE, era stata occultata nel cavo orale, colpendo entrambi gli ispettori.

I due appartenenti alla Polizia Penitenziaria hanno riportato lesioni che hanno comportato una prognosi complessiva di 19 giorni.

Il sindacato chiede interventi urgenti

Nella propria nota il SAPPE esprime solidarietà ai due ispettori feriti e a tutto il personale in servizio nell’istituto di Spoleto, definendo l’episodio l’ennesimo di una lunga serie di aggressioni ai danni degli operatori penitenziari.

Il sindacato sollecita l’Amministrazione Penitenziaria ad aprire un confronto urgente sulle condizioni di sicurezza negli istituti, chiedendo interventi concreti per tutelare il personale e ridurre il rischio di nuovi episodi di violenza.

Secondo il SAPPE, il ripetersi di aggressioni nei confronti degli agenti evidenzia la necessità di rafforzare le misure di prevenzione e di garantire strumenti più efficaci per assicurare condizioni di lavoro adeguate all’interno delle carceri umbre.

 

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