È morto Papa Francesco, guida della Chiesa degli ultimi

Sicurezza, Squarta: “Norma di civiltà, no al caos”

Il pontefice è scomparso nel giorno di Pasquetta, simbolo di speranza

Proprio nel Lunedì dell’Angelo, giornata che nel calendario cristiano celebra la vittoria della vita sulla morte, è morto Papa Francesco. Il pontefice argentino, salito al soglio di Pietro nel 2013, ha concluso il suo cammino terreno nel giorno che ricorda la Resurrezione, lasciando un segno profondo nella storia recente della Chiesa cattolica.

Il suo pontificato è stato caratterizzato – come scrive in post su Facebook l’On. Marco Squarta – da una costante attenzione agli emarginati e da un linguaggio diretto. Ha scelto di stare vicino ai deboli, di parlare poco e agire molto, orientando il suo servizio al Vangelo vissuto quotidianamente. Ha cercato Dio tra gli ultimi, tra chi soffre, tra coloro che non hanno voce.

Ha usato parole semplici per lanciare messaggi forti. Non ha temuto di affrontare questioni scomode e ha invocato la pace in scenari segnati dalla guerra. La sua umiltà ha contraddistinto ogni gesto pubblico, rifiutando privilegi e protocolli rigidi, scegliendo la sobrietà come forma di testimonianza.

Il mondo lo saluta con commozione. Il suo insegnamento rimane come traccia viva. Il suo pontificato ha mostrato che la fede non è solo dottrina, ma anche accoglienza concreta. Per molti, la sua figura ha rappresentato una Chiesa capace di avvicinarsi, ascoltare, comprendere.

Il giorno della sua morte coincide con una data simbolica. Il ritorno al Padre avviene nel tempo liturgico che celebra la speranza. Le comunità credenti si stringono ora nella preghiera, riconoscenti per una guida che ha fatto della semplicità uno strumento pastorale.

Il messaggio lasciato da Papa Francesco continuerà a parlare. Nella memoria collettiva rimarranno la sua scelta per i poveri, la ricerca instancabile di giustizia e l’invito costante al dialogo. La sua testimonianza accompagnerà la Chiesa nel cammino futuro.

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