Talebanizzazione dell’Occidente: abbiamo perso libertà di pensiero

Talebanizzazione Occidente: abbiamo perso libertà di pensiero

Talebanizzazione dell’Occidente: abbiamo perso libertà di pensiero

Talebanizzazione dell’Occidente – Abbiamo combattuto i talebani per difendere i nostri valori di libertà, tolleranza e giustizia, ma abbiamo finito per assomigliare a loro. Questa è la tesi provocatoria del professor Alessandro Campi docente di Scienza politica all’Università di Perugia, che in un articolo pubblicato oggi su Il Messaggero denuncia il clima di intolleranza e dogmatismo che caratterizza le società occidentali liberali e democratiche.

Secondo Campi, la cosiddetta “guerra al terrorismo” contro il fanatismo islamista ha avuto come effetto perverso di farci diventare al nostro interno settari e intransigenti, paternalisti e discriminatori, esattamente come le società dominate dall’oscurantismo religioso. Pur perseguendo una giusta causa di convivenza rispettosa d’ogni diversità e di rimozione di qualunque forma di violenza o discriminazione, abbiamo finito per mettere a repentaglio quella libertà che culturalmente è sempre stata la nostra bandiera.

Talebanizzazione Occidente: abbiamo perso libertà di pensiero
Prof. Alessandro Campi

Campi sostiene che viviamo in un contesto di crescenti proibizioni che sono la negazione di qualunque pluralismo del pensiero. C’è sempre qualcuno che si offende o si indigna per una parola, una battuta, un gesto, una provocazione, e chiede provvedimenti e censure. Ne consegue un rigorismo che nel nome di una supposta moralità pubblica rischia di diventare pedagogia di Stato a danno della libertà di tutti.

Campi cita numerosi casi di cronaca che dimostrano come una parola di troppo o un pensiero fuori dal coro possano avere conseguenze devastanti per la reputazione e la carriera di chi li esprime. Il professor Campi invita a riflettere sul pericolo che corriamo di diventare una società chiusa e conformista, dove non c’è spazio per il dissenso, l’ironia, la creatività. Campi auspica un ritorno alla libertà di pensiero e di espressione, senza la quale non c’è vera democrazia./spunto da il messaggero di oggi

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