Soccorso Inpgi, Parlamento accorda a Istituto altri 6 mesi di sopravvivenza

Crisi dell’Editoria in Italia e crescenti rischi per la Previdenza dei giornalisti

Soccorso Inpgi, Parlamento accorda a Istituto altri 6 mesi di sopravvivenza
Foto ANSA/ANGELO CARCONI

Soccorso Inpgi, Parlamento accorda a Istituto altri 6 mesi di sopravvivenza

di Gianfranco Ricci
Un tema fra i tanti temi del giornalismo italiano: la crisi e i destini dell’Inpgi, l’Istituto  che gestisce la nostra previdenza. Forse avete letto nei giornali le riflessioni-indicazioni   (Crisi dell’Editoria in Italia e crescenti rischi per la Previdenza dei giornalisti) che il  Presidente Sergio Mattarella ha scandito nel corso dell’incontro con la stampa parlamentare.

  • dare attuazione ad una riforma sistemica del settore

Dopo aver   richiamato  le forze politiche a dare attuazione ad una riforma sistemica del settore, sottolineando la necessità di tutelare l’ autonomia e di evitare sempre il pericolo che siano introdotte “leggi bavaglio”, Mattarella ha aggiunto: “Garantire rigore e autonomia significa prendere atto che ai giornalisti iscritti all’Ordine e, dunque, chiamati a svolgere un’attività racchiusa nell’ambito di specifiche regole deontologiche, vanno applicate quanto meno garanzie eguali alle categorie di lavoratori, a partire dall’ambito previdenziale, nel quale è ragionevole che valga, per la prestazione pensionistica, la garanzia pubblica assicurata a tutti i lavoratori dipendenti.

  • Lo stesso criterio è bene che trovi applicazione in materia di ammortizzatori sociali”.

Insomma un ‘alto invito’ a considerare in ogni aspetto la funzione democratica dell’informazione.  E comunque il  Capo dello Stato è andato oltre:  a suo avviso la tutela del buon giornalismo “è un compito che si riconduce all’applicazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

Insomma rapidi interventi e adeguate risorse economiche.

  • COMMISSARIAMENTO? ALTRI SEI MESI DI RESPIRO

 Si è superato quasi in extremis l’annuncio che con la  fine del giugno 2021 sarebbe scattato il Commissariamento dell’Inpgi in forte difficoltà di bilancio.

Fino al 31 dicembre prossimo non arriverà il Commissario all’INPGI , ma entro 3 mesi un’apposita Commissione tecnica, istituita a Palazzo Chigi, dovrà trovare le soluzioni della grave crisi dell’ente previdenziale dei giornalisti.

Lo scudo anticommissariamento dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani fino al 31 dicembre 2021 è stato approvato dall’assemblea di Montecitorio con il voto di fiducia (441 si, 51 no).  Identica dinamica al Senato.  Contestualmente a questa proroga  è stata, istituita – ribadiamo – dalla  Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria – una Commissione tecnica composta da rappresentanti del  Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’Inps e dell’Inpgi. Questa Commissione dovrà trovare in 90 giorni la migliore soluzione alla crisi strutturale dell’INPGI 1 (unico ente previdenziale privatizzato sostitutivo dell’INPS)  che ha chiuso l’ultimo bilancio con un rosso di ben 242 milioni di euro.

Per dirla in termini più telegrafici: questo gruppo di ’valutatori’ dovrà emettere la sentenza definitiva sul nostro Istituto: o allungandone l’esistenza avendo individuato rimedi tecnico-finanziari; oppure decretandone l’estinzione e , in pratica, indicando il passaggio all’Inps.

Ai componenti della Commissione tecnica, che dovrà concludere i propri lavori entro il 20 ottobre 2021, non spetteranno, però, compensi, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti comunque denominati.

 INPGI: C’E’ ANCHE UNA PRONUNCIA DELLA CASSAZIONE 

La Cassazione ha confermato  la scorsa settimana  che in presenza di svolgimento di attività giornalistica l’iscrizione all’Inpgi è obbligatoria, a prescindere dallaA natura pubblica o privata del datore di lavoro e dal contratto collettivo applicabile al rapporto.. La  sentenza  riguarda il ricorso proposto da una Al che aveva contestato il verbaLE  Ispettivo dell’Inpgi con il quale erano stati richiesti contributi previdenziali per due giornalisti dipendenti dell’azienda sanitaria. Commentando i vertici dell’Inpgi  osservano  che ‘’l’attività svolta dagli iscritti all’albo negli uffici stampa non può che essere giornalistica’’.

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