Giorni delle Rose, Villa Fidelia attende il ritorno della kermesse

Giorni delle Rose, Villa Fidelia attende il ritorno della kermesse

A Spello l’evento botanico si ferma per una stagione soltanto

 Giorni delle Rose – La storica rassegna dedicata alla regina dei fiori affronta un momento di transizione. Villa Fidelia, nel cuore della provincia perugina, resterà momentaneamente senza l’appuntamento che dal 2013 scandisce i giorni di maggio. L’interruzione rappresenta un discontinuità per gli appassionati e gli addetti ai lavori che attendevano con interesse le esposizioni di rose rare e le collezioni d’eccellenza.

Emanuela Mori, presidente dell’associazione Umbria in movimento, ha sottolineato come questa pausa generi un sentimento di perdita. La manifestazione, nata tredici anni fa sotto la guida dell’allora presidente provinciale Marco Vinicio Guasticchi, aveva progressivamente consolidato il proprio ruolo nel calendario culturale regionale. Il connubio tra bellezza botanica e contesto storico trasformava annualmente la dimora seicentesca in uno spazio dove arte, natura e ricerca si intrecciavano.

La vocazione culturale della rassegna

La kermesse non si limitava all’esposizione floreale. Nel corso dei dodici anni precedenti, l’evento aveva incorporato dimensioni molteplici: laboratori tematici, vetrine dedicate al design e alla moda, sessioni di approfondimento botanico pensate per allargare l’orizzonte dei visitatori oltre il semplice apprezzamento estetico. Questa articolazione aveva attratto sia il pubblico specializzato che gli semplici curiosi, creando un’osmosi virtuosa tra sapere tecnico e fruizione popolare.

Villa Fidelia si trasformava in una celebrazione multisensoriale dove la fioritura dei giardini dialogava con gli allestimenti tematici. Migliaia di persone giungevano a Spello durante la prima metà di maggio per immergersi in questo ambiente dove la bellezza non era solo contemplativa ma educativa. La rosa, scelta come protagonista assoluta, fungeva da catalizzatore di attenzione verso il patrimonio botanico e la conservazione delle varietà storiche.

Un cambio di gestione tra continuità e novità

Quest’anno il panorama muta. L’organizzazione storica del Garden Club non ha potuto proseguire la propria gestione della manifestazione. Nel medesimo spazio, la prossima settimana, debutterà una nuova iniziativa con denominazione simile, ma senza connessioni formali con la precedente edizione. Due percorsi dunque convergeranno nella medesima location: uno interrompe una tradizione, l’altro cerca di inaugurarne un’altra.

Mori ha ribadito fiducia nella capacità generativa di entrambe le iniziative. La sua dichiarazione non nasconde tuttavia una certa nostalgia verso la continuità interrotta. La speranza è che la sospensione rappresenti soltanto una parentesi, una ricalibratura temporale dopo la quale i Giorni delle Rose possano riprendere il proprio cammino con rinnovato vigore.

Lo spazio e la storia che attende

Villa Fidelia custodisce una storia centenaria. I suoi giardini, disegnati secondo principi seicenteschi, rappresentano uno scenario non replicabile in altre location. Quando maggio riversa le sue fioriture, la dimora diventa uno scrigno dove la ricchezza botanica si confronta con la stratificazione architettonica. Questo dialogo tra vegetazione e costruito umano, tra passato e presente, formava il valore aggiunto che distingueva l’evento da altre manifestazioni di stampo floristico.

L’auspicio di Mori risuona nella comunità spellana e tra i cultori della botanica. La manifestazione, pur interrotta, mantiene vivida la propria memoria collettiva. Ogni maggio continuerà a rappresentare mentalmente il tempo dei Giorni delle Rose, in attesa che l’evento ritorni a costellare il calendario con la sua presenza.

Il numero di visitatori e il riconoscimento acquisito negli anni precedenti attestano come la rassegna abbia saputo costruire una propria identità al di là delle mode passeggere. La sua temporanea assenza genera quello spazio di riflessione dove una comunità misura quanto un’iniziativa culturale sappia sedimentarsi nelle abitudini e nelle attese collettive.

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