Cedimento mura, scatta il piano sicurezza a Montefalco umbra
Alle prime luci dell’alba, poco prima delle sei, un operatore del servizio VUS impegnato nel turno notturno ha lanciato l’allarme conseguente al boato che ha accompagnato il cedimento strutturale di un ampio tratto della cinta muraria medievale di Montefalco . L’evento calamitoso ha aperto una ferita visibile nelle mura castellane, manifestandosi attraverso il crollo di una sezione lunga circa dieci metri della cinta muraria risalente al XIV secolo. La localizzazione del cedimento risulta particolarmente critica, poiché situata nelle immediate vicinanze dell’ingresso principale della città, nell’area territoriale di Borgo Garibaldi, una ubicazione che avrebbe potuto generare conseguenze catastrofiche qualora il crollo avesse interessato persone o infrastrutture sottostanti.
La circostanza fortunata che nessun individuo fosse presente nell’area al momento del cedimento rappresenta un elemento di rilievo significativo nella valutazione complessiva dell’evento. Analogamente, i parcheggi posizionati sottostanti il tratto crollato risultavano ancora vuoti nelle ore di primo mattino, circostanza che ha impedito il coinvolgimento di veicoli e delle conseguenti perdite di vite umane che avrebbero potuto derivare dalla caduta di materiale murario di notevole massa. Tale concorrenza di fattori casuali ha pertanto contenuto entro limiti accettabili le conseguenze dell’evento calamitoso.
Immediatamente successivo all’allarme, il sindaco Alfredo Gentili e l’assessore ai Lavori pubblici Monia Scarponi hanno raggiunto il luogo dell’evento, assumendo il coordinamento dei primi interventi di emergenza. I vigili del fuoco e gli operatori della Protezione Civile hanno avviato immediatamente le operazioni di messa in sicurezza dell’area, finalizzate a prevenire ulteriori cedimenti strutturali e a garantire la pubblica incolumità dei cittadini e dei visitatori che frequentano l’area archeologica e storica. Nel frattempo, in attesa dell’emanazione di un’ordinanza comunale formale, è stata disposta la parziale chiusura al traffico di via XX Settembre, arteria viaria che corre adiacente alle mura interessate dal crollo.
Le operazioni di intervento sono state condotte in coordinamento continuo con i tecnici della Regione Umbria, strutture specializzate nel monitoraggio del patrimonio territoriale e nella valutazione tecnica della stabilità strutturale. L’assessore regionale alle infrastrutture Francesco De Rebotti si è presentato sul luogo dell’evento fin dalle prime ore del mattino, prestando assistenza tecnica alle operazioni e fornendo coordinamento tra i diversi livelli amministrativi coinvolti nella gestione della crisi.
Un finanziamento superiore a 3 milioni e 600 mila euro viene destinato alla messa in sicurezza e al ripristino del tratto di mura urbiche crollato nel centro storico di Montefalco. La decisione arriva al termine della riunione della cabina di coordinamento sisma, convocata per affrontare con urgenza le conseguenze del cedimento che ha interessato la zona di Borgo Garibaldi.
L’intervento è stato sostenuto dalla Regione guidata dalla presidente Stefania Proietti, in collaborazione con il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli e con l’Ufficio speciale per la ricostruzione regionale. L’obiettivo è garantire rapidità operativa e sicurezza immediata, preservando allo stesso tempo un patrimonio storico di grande valore.
Stanziamento immediato per la messa in sicurezza
Il piano finanziario prevede uno stanziamento complessivo di 3.666.810 euro, suddiviso in due lotti distinti. Il primo, pari a 294 mila euro, è destinato alle opere provvisionali e alle misure urgenti di consolidamento. Il secondo, molto più consistente, pari a 3.372.810 euro, servirà invece a sostenere gli interventi strutturali necessari al recupero definitivo della cinta muraria.
La copertura economica viene assicurata attraverso l’aggiornamento di specifiche ordinanze relative alla ricostruzione post-sisma, strumenti che consentono di attivare rapidamente le procedure tecniche e amministrative. In questo modo si accelera la fase operativa e si riducono i tempi di avvio dei lavori.
Il tratto murario interessato dal crollo rappresenta una parte rilevante del sistema difensivo medievale che caratterizza il profilo urbano di Montefalco. La sua stabilità è considerata strategica non solo per la tutela architettonica ma anche per la sicurezza dell’area circostante, frequentata quotidianamente da residenti e visitatori.
Area subito delimitata dopo il cedimento
Subito dopo il cedimento, la zona è stata delimitata e resa inaccessibile per prevenire rischi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la protezione civile e i tecnici incaricati delle prime verifiche strutturali. Non si registrano feriti né danni a veicoli.
Il coordinamento operativo è stato seguito direttamente dall’assessore regionale alle infrastrutture e ai lavori pubblici Francesco De Rebotti, che ha effettuato un sopralluogo nelle ore successive al crollo per monitorare le condizioni dell’area e avviare le prime valutazioni tecniche.
Le verifiche hanno confermato la necessità di interventi rapidi di consolidamento per evitare ulteriori cedimenti e stabilizzare il fronte murario rimasto esposto.
Tutela dei centri storici e patrimonio identitario
Il finanziamento consente di attivare in tempi brevi le opere di emergenza, passaggio indispensabile prima dell’avvio del restauro strutturale definitivo. L’obiettivo dichiarato è proteggere un patrimonio architettonico che rappresenta l’identità storica del territorio umbro.
Le mura urbiche, oltre alla funzione difensiva originaria, costituiscono infatti uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio urbano e turistico di Montefalco, città nota per il suo impianto medievale e per la posizione panoramica sulle colline umbre.
Il coordinamento tra istituzioni regionali, commissario alla ricostruzione e amministrazione comunale guidata dal sindaco Alfredo Gentili ha permesso di attivare rapidamente la procedura di finanziamento e pianificare le prime opere di consolidamento.
Interventi anche a Fabro dopo le forti piogge
Un approccio analogo è stato adottato anche nel comune di Fabro, dove nei giorni scorsi un tratto delle mura del castello ha subito danni in seguito a piogge intense e instabilità del terreno.
Durante un sopralluogo effettuato direttamente sul posto, la presidente Proietti ha verificato le condizioni dell’area insieme agli amministratori locali. In questo caso sono stati individuati fondi dedicati ai comuni montani per finanziare le opere provvisionali di messa in sicurezza.
Parallelamente la Regione sta lavorando al reperimento di ulteriori risorse per il ripristino definitivo delle strutture murarie, considerando che Fabro non rientra nel cratere sismico e richiede quindi strumenti finanziari differenti.
Particolare attenzione viene riservata alle famiglie che hanno dovuto lasciare temporaneamente le abitazioni situate nelle immediate vicinanze delle mura danneggiate.
Strategia regionale per prevenire nuovi rischi
La gestione dell’emergenza rientra in una strategia più ampia della Regione Umbria orientata alla protezione dei centri storici e alla prevenzione dei dissesti strutturali. Molti borghi della regione conservano infatti sistemi murari antichi che richiedono monitoraggio costante e interventi periodici di manutenzione.
Il caso di Montefalco evidenzia l’importanza di intervenire con tempestività per evitare che fenomeni di degrado o eventi climatici intensi possano trasformarsi in emergenze più gravi.
Con lo stanziamento approvato, le istituzioni regionali puntano a garantire sicurezza urbana, tutela del patrimonio storico e continuità della vita nei centri storici, elementi considerati fondamentali per la salvaguardia dell’identità culturale dell’Umbria.

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