Riconoscere e superare la segregazione fondata sulla disabilità, martedì 5 marzo 2019 a Terni

L’autore Giovanni Merlo dialoga con Maura Macchiarini

 
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Riconoscere e superare la segregazione fondata sulla disabilità, martedì 5 marzo 2019 a Terni

La segregazione e l’isolamento rappresentano due degli elementi che maggiormente impediscono o, quanto meno, comprimono il riconoscimento effettivo del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale, diritti che appartengono a tutti quindi anche alle persone con disabilità. Come chiaramente emerso anche da un recente progetto di ricerca della FISH Nazionale, denominato Superare le resistenze, partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri delle persone con disabilità, nel nostro Paese vi sono ancora tanti “manicomi nascosti”, dove migliaia di persone con disabilità vivono separate ed escluse dal resto della società e anche nella nostra regione è necessario elevare il livello di attenzione sulla condizione delle persone con disabilità per riuscire a riconoscere ed evitare che la segregazione possa avvenire anche in forme sottili e in luoghi e circostanze inattese.

La presentazione della pubblicazione “La segregazione delle persone con disabilità. I manicomi nascosti in Italia” (Maggioli, 2018), curata da Giovanni Merlo, direttore della LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, che costituisce la componente lombarda della stessa FISH) e Ciro Tarantino, docente di Sociologia dei Codici Culturali e di Teoria delle Relazioni Sociali all’Università della Calabria vuole essere un’occasione per sollecitare l’attenzione e la riflessione della politica, dei responsabili dei servizi, degli operatori e delle famiglie su questi temi.

Il dibattito potrà offrire l’opportunità di far luce ed eventualmente proporre di integrare quanto previsto nel regolamento preadottato dalla Regione Umbria, avente ad oggetto “Disciplina in materia di strutture sanitarie e socio-sanitarie residenziali e semiresidenziali per post-acuti e per persone non autosufficienti, disabili adulti e minori, malati terminali”, in relazione ai fattori che dovrebbero mettere in discussione i criteri di accreditamento e in generale le norme che regolano e determinano la vita all’interno dei servizi e il relativo sistema di controllo.

Certi di farvi cosa utile segnaliamo che i risultati citato progetto di ricerca della FISH Nazionale erano stati ampiamente sintetizzati anche in un ampio approfondimento pubblicato su Superando e che a quella ricerca era seguita la partecipata Conferenza di Consenso intitolata Disabilità: riconoscere la segregazione che aveva prodotto, potendo contare su un’ampia condivisione, uno specifico Poster con definizioni ed evidenze relative appunto al concetto di segregazione. Il tutto verso l’obiettivo fissato inizialmente, che è quello di giungere a una condivisione che ponga solide basi.

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