Due giornate di studi dedicate alla cultura riparativa
📌 FLASH NEWS –PRAISE 2026 è la prima edizione del convegno internazionale dedicato alla giustizia riparativa, all’inclusione sociale e alle pratiche riparative nei contesti educativi e comunitari, con studiosi italiani e stranieri impegnati in due giornate di confronto scientifico e operativo presso l’Aula Magna del Dipartimento FISSUF dell’Università degli Studi di Perugia
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Perugia, 22 09 2026 – La prima edizione di PRAISE 2026 – Perugia Restorative Academy for Inclusion and Social Engagement segna un passaggio significativo nel percorso di approfondimento sulla giustizia riparativa promosso dalla Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve. L’iniziativa, realizzata attraverso la Fondazione di Carità San Lorenzo e in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia, si svolge il 23 e 24 settembre nell’Aula Magna del Dipartimento di Filosofia, Scienze sociali, Umane e della Formazione. Il convegno – come riporta il comunicato di Riccardo Liguori – nasce con l’obiettivo di offrire un quadro articolato sulle pratiche riparative, analizzandone l’impatto nei contesti educativi, sociali e comunitari. L’evento è sostenuto dai fondi Cei 8xmille nell’ambito del progetto “Semi di Carità” e gode del patrocinio degli Ordini professionali regionali di Psicologi, Avvocati, Assistenti Sociali e Giornalisti.
La due-giorni si apre il 23 settembre alle 9.30 con i saluti istituzionali e l’avvio della sessione dedicata alle diverse forme e declinazioni della giustizia riparativa. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, sono previste quattro sessioni parallele che affrontano temi specifici, con l’obiettivo di approfondire approcci e metodologie utili nei diversi ambiti di intervento.
Il 24 settembre, alle 10, i lavori riprendono con i saluti del rettore Massimiliano Marianelli e del direttore del Dipartimento FISSUF Marco Moschini. La giornata prosegue con una sessione dedicata alla natura e all’ampiezza dell’approccio riparativo e si conclude con la restituzione dei contributi emersi nei gruppi di lavoro del giorno precedente.
Il programma riunisce esperti di rilievo nazionale e internazionale. Tra i relatori figurano Tim Chapman, direttore del Master in Restorative Practices dell’Università di Ulster; Paola Maggio, ordinaria di Diritto Processuale Penale all’Università degli Studi di Palermo; Sergio Salvatore, presidente dell’Associazione Italiana di Psicologia e ordinario di Psicologia Dinamica all’Università del Salento; Simone Grigoletto, associato di Filosofia Morale all’Università degli Studi di Padova; e Maria Capone, mediatrice familiare e penale e coordinatrice del Centro di Giustizia Riparativa “Fiori di Loto” di Terni.
Accanto agli interventi accademici, è prevista la partecipazione della giornalista Carla Chiappini, impegnata da anni in laboratori di scrittura autobiografica e attività redazionali negli istituti penitenziari e nei percorsi di messa alla prova. Tra le sessioni parallele del 23 settembre, una è dedicata al rapporto tra comunicazione, informazione e giustizia riparativa. L’obiettivo è analizzare il ruolo dei media nella costruzione di una cultura della responsabilità e della coesione sociale. Il modo in cui vengono raccontati conflitti, reati, vittime e percorsi di riparazione incide infatti sulla percezione pubblica e sulla qualità del dibattito.
Secondo l’avvocata Sara Capponi, membro del Comitato scientifico del convegno e operatrice della Caritas diocesana, è essenziale promuovere una narrazione accurata e rispettosa della complessità delle vicende, capace di superare stereotipi e semplificazioni. Una comunicazione responsabile contribuisce a rafforzare la comprensione dei processi riparativi e a sostenere percorsi di reintegrazione.
PRAISE 2026 si propone come spazio di dialogo tra studiosi, operatori, professionisti e comunità, con l’intento di consolidare una rete di competenze e pratiche orientate alla riparazione, all’inclusione e alla responsabilità condivisa. Le due giornate rappresentano un’occasione per approfondire approcci innovativi e per rafforzare la collaborazione tra istituzioni, enti del terzo settore e mondo accademico.

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