La Quintana e le notti di goliardia rionali
La Giostra della Quintana di Foligno, conosciuta nell’intero panorama nazionale nell’ambito delle rievocazioni storiche di grande interesse, ha vissuto e vive aspetti meno conosciuti al grande pubblico, ma comunque divertenti, esaltanti e goliardici. Tale manifestazione storica, da sempre vive e prospera sullo spontaneismo, sul senso d’appartenenza di contradaiolo, sul volontariato e sana tifoseria per i colori del proprio Rione.
di Sauro Presenzini
Ogni Rione e quindi ogni cittadino di Foligno, a partire dal 1946 (appena terminata la grande guerra), iniziò ad appassionarsi e a voler rendere più bella la propria parte di cittá rispetto alle altre, ecco quindi che si innescò quel meccanismo inconsapevole di competizione, contrapposizione ed agonismo, fatto di crescita, ma anche di goliardia e di sfottò.
Il Rione Giotti durante la “notte degli scherzi” ha di recente appeso un drappo enorme con i colori bianco/rosso del Rione “nemico” da colpire, ovvero il Croce Bianca, ad una delle porte della Città, al centro di questo drappo un disegno che raffigura un topo di fogna! Il messaggio è abbastanza chiaro ed inequivoco!
La notte degli scherzi fu istituzionalizzata decenni fà, prendendo atto e facendo seguito ad una lunga serie di episodi geniali all’insegna della goliardia fatti dal Rione Croce Bianca contro i rioni avversari. Scherzi e sfottò ripetuti negli anni, da parte dei contradaioli bianco/rossi che erano particolarmente vivaci.
Rimangono ancora oggi scolpiti nella memoria collettiva della Città della Quintana scherzi incredibili, come quello del 19 settembre del 1981, perpetrato contro il Rione Badia alle 4 della notte, quando gli fu murata e intonacata la porta del Rione, apponendovi poi anche una lapide in marmo “in memoria per la sua scomparsa” davanti all’ingresso murato di fresco. L’anno successivo, fu “rapito” mentre attraversava a piedi Piazza della Repubblica, il piccolo grande uomo Renzo Trombettoni (Maestro di Palazzo dell’Ente Giostra), da un gruppo di rionali del Croce Bianca che, incappucciati, lo caricarono a forza su una Renault rossa e sgommando, lo portarono via, ma il vero obbiettivo non era lui, ma il prezioso mazzo di chiavi che aveva sempre con sé, chiavi che furono utilizzate per “rubare” nottetempo il Palio custodito all’Ente Giostra prima della sua assegnazione al vincitore. Il motivo, a sfottò degli altri rioni, era chiaro, il Croce Bianca che, immancabilmente avrebbe vinto, ha solo voluto anticipare la sua collocazione definitiva presso la sede naturale: il Rione Croce Bianca. Poi, qualcosa andò storto…
Ancora il Badia fu vittima di un’altro scherzo da parte dei contradaioli di Via Butaroni, i quali si introdussero nottetempo nelle cucine del Rione, attraversando un canale pieno d’acqua, rubando pentoloni, padelle, tegami, mestoli, coperchi e tutto il necessario per cucinare e collocarono la refurtiva in bella vista …in mezzo all’acqua del Fiume Topino, a Porta Firenze, su un canotto gonfiabile ancorato con paletti e corde. Alla successiva richiesta da parte del Priore del Badia Giampaolo Properzi, di restituzione delle pentole, fu chiesto un riscatto: una merenda/cena con salsicce arrosto e vino per tutti, per gli anziani della vicina casa di riposo. Cosa che poi avvenne e festa fu! L’ultimo episodio, che non chiude di certo l’inesauribile elenco degli scherzi del Croce Bianca, fu l’affissione del manifesto sfottò, di fronte a tutte le sedie dei altri 9 Rioni, ove si comunicava che “allo cavallo Bolero IV sarà legata una zampa per lasciare una chance di vittoria agli altri rioni” visto che aveva infranto tutti i record di velocitá agevolmente “semplicemente trotterellando a 58,2 sec.” per l’epoca una velocitá impensabile e Bolero il leggendario cavallo che fu soprannominato la Ferrari della Quintana

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