Umbria, Rapporto Immobiliare: contenuta la flessione delle compravendite

 
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Umbria, Rapporto Immobiliare: contenuta la flessione delle compravendite

Nel 2020, anno della pandemia, flessione contenuta a – 5%, fra le regioni con miglior risultato

di Rossano Pastura

L’Umbria si colloca al terzo posto fra le regioni italiane nella specifica classifica delle compravendite immobiliari relative alle tipologie residenziali.

Nell’anno nero dell’economia e del settore immobiliare, dovuto alla pandemia da coronavirus, l’Umbria perde infatti “solo” il 5%, registrando quindi una flessione contenuta nelle compravendite di immobili destinati alla residenza. Meglio della nostra regione solo le Marche e l’Abruzzo, che perdono rispettivamente il 2% e il 4,7%.

Sono questi i dati che emergono dal Rapporto immobiliare 2021 dell’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

Il rapporto annuale monitora tutte le operazioni di compravendita delle unità abitative sul territorio nazionale.

Nel 2020 si è assistito a un calo generale delle operazioni di vendita e acquisto di immobili: 558 mila operazioni, con una flessione in percentuale dell’8% su base nazionale, che significa, in termini assoluti, 46 mila attività di compravendita in meno.

A commentare questi dati è stato Mauro Cavadenti Gasperetti, componente del Comitato per la Vigilanza della Borsa Immobiliare della Camera di Commercio dell’Umbria.

Cavadenti Gasperetti ha sottolineato in prima battuta il dato nazionale, sottolineando appunto la flessione importante di questo settore in Italia, per poi ricordare come l’Umbria abbia limitato i danni rispetto alle altre regioni battendo la media nazionale ferma 3 punti sotto, a – 8%.

Passando all’analisi relativa alle percentuali degli immobili venduti nel 2020 rispetto al 2019 regione per regione è possibile notare il divario territoriale fra nord e sud, seppur con alcune eccezioni.

L’Umbria,  come detto si attesta ad un – 5% e poi, Marche – 2%, Abruzzo – 4,70% , Friuli Venezia Giulia – 5,10%, Emilia Romagna – 5,80%, Molise – 5,80%, Piemonte- 5,90% , Veneto -7,00% , Puglia -7,60%, Lombardia -7,90% , Valle d’Aosta – 8,00% , Lazio -8,40%  , Sardegna-8,40% , Toscana -8,40%, Liguria -9,20%, Calabria -9,40% , Sicilia -9,50%, Campania -11,20%, Basilicata -13,40%.

I dati specifici della nostra regione, fanno registrare nel 2020 un numero di transazioni residenziali pari a 7.340 unità: ogni giorno sono passate di mano oltre 20 unità abitative.

Il giro d’affari stimato di queste operazioni sfiora il miliardo di euro (931 milioni), con una media di 126.748 euro per singola compravendita.

I mutui sono stati utilizzati per il 47% degli acquisti, con una durata media di 23 anni e rata di importo medio mensile di 450 euro.

La casa rimane per gli umbri un investimento primario, come aveva già evidenziato la Borsa Immobiliare dell’Umbria ad ottobre dello scorso anno, grazie alle rilevazioni degli agenti immobiliari accreditati che,  essendo quotidianamente a stretto contatto con acquirenti  e venditori,  hanno avuto la percezione in tempo reale dell’andamento del mercato.

Mauro Cavadenti Gasperetti ha rimarcato come in Umbria il comparto immobiliare, seppur con un leggero segno negativo, abbia tenuto, “nonostante nel 2020 la pandemia abbia bloccato totalmente l’attività per due mesi. E senza dimenticare che nella nostra regione ricadono 15 comuni terremotati, dove il mercato immobiliare è praticamente fermo. Inoltre nel 2020 non si sono ancora dispiegati gli effetti positivi dovuti alle ristrutturazioni del  superbonus 110%”.

Nel concludere la sua analisi Cavadenti Gasperetti ha messo in risalto le buone prospettive per il comparto: “Il momento per il settore delle abitazioni è positivo e  molte sono le opportunità, dai bonus ristrutturazioni,  alle agevolazioni che riguardano i giovani.  Il Decreto Sostegni, infatti, prevede la possibilità per gli under 36  di comprare una casa con l’esenzione dall’imposta di registro, ipotecaria e catastale, un credito d’imposta per gli acquisti assoggettati ad IVA e la cancellazione dell’imposta sostitutiva per i mutui. Per i meno abbienti invece la garanzia bancaria sarà pari all’80%n ulteriore incentivo che ha mosso immediatamente le richieste di acquisto”.

 

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