A Perugia l’assessore Vossi difende la scelta della Regione Umbria
📌 FLASH NEWS – La misura regionale sul trasporto scolastico a 70 euro in Umbria viene difesa dall’assessore Pierluigi Vossi, che sottolinea equità, sostegno alle famiglie con ISEE basso e benefici per la mobilità di Perugia, con più studenti sui mezzi pubblici e meno traffico urbano
Perugia, 26 08 206 – La nuova iniziativa della Regione Umbria sul trasporto scolastico introduce un abbonamento annuale a 70 euro per gli studenti con determinati requisiti economici. La decisione, resa operativa attraverso fondi del Fondo Sociale Europeo, è stata illustrata dall’assessore alla Mobilità del Comune di Perugia Pierluigi Vossi, che ha richiamato l’importanza di un intervento mirato alle famiglie con maggiori fragilità economiche. Secondo l’assessore, la misura rappresenta un passo significativo verso una politica di sostegno che punta a ridurre le disuguaglianze e a favorire l’accesso ai servizi essenziali.

Nella sua nota, Pierluigi Vossi ha evidenziato come la Regione Umbria abbia destinato 10,4 milioni di euro per rendere accessibile l’abbonamento scolastico a un costo simbolico. L’obiettivo è concentrare risorse su chi vive condizioni economiche più complesse, senza negare che anche le famiglie con ISEE superiore possano affrontare difficoltà. L’assessore ha ricordato che l’ISEE non coincide con il reddito individuale, ma valuta l’intera situazione economica del nucleo familiare. Per questo motivo, la soglia scelta non è una linea di separazione tra chi ha bisogno e chi non ne ha, bensì un criterio amministrativo necessario per distribuire fondi pubblici limitati. Nel suo intervento, Vossi ha richiamato l’articolo 3 della Costituzione, sottolineando come la Repubblica debba rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono una reale uguaglianza. Per l’assessore, destinare maggiori risorse a chi ha meno non rappresenta una penalizzazione per gli altri, ma un modo per garantire uguaglianza sostanziale. Ha inoltre ricordato che altre regioni italiane, tra cui Emilia-Romagna e Toscana, adottano criteri analoghi per modulare le agevolazioni sul trasporto pubblico degli studenti.
Un punto chiarito dall’assessore riguarda la distinzione tra le misure rivolte agli studenti delle scuole e quelle destinate agli universitari. Per questi ultimi, infatti, è già attivo un abbonamento a 70 euro senza limiti ISEE. Si tratta di interventi diversi, finanziati con risorse differenti e pensati per platee specifiche.
Vossi ha ribadito che, qualora in futuro fossero disponibili ulteriori fondi, sarebbe favorevole ad ampliare la platea dei beneficiari, ma ciò non rende meno legittimo l’avvio dell’attuale misura. L’assessore ha definito l’iniziativa un investimento concreto anche per Perugia. L’aumento degli studenti sui mezzi pubblici, infatti, può contribuire a ridurre il traffico nelle aree scolastiche, diminuire le emissioni e migliorare la qualità della mobilità urbana. Secondo Vossi, sostenere il diritto allo studio attraverso agevolazioni mirate significa anche promuovere una mobilità più sostenibile e una città più vivibile.
Anche il consigliere comunale Lorenzo Falistocco difende la misura regionale che consente agli studenti umbri con ISEE fino a 30 mila euro di ottenere l’abbonamento scolastico al trasporto pubblico a 70 euro, finanziato tramite Fondo Sociale Europeo e sottolinea che l’innalzamento della soglia ISEE da 25 mila a 30 mila euro amplia i beneficiari e riduce i costi degli spostamenti per famiglie e studenti, favorendo il diritto allo studio. Ringrazia l’assessore regionale Fabio Barcaioli per aver sostenuto la misura. Invece critica invece le contestazioni provenienti da esponenti della destra perugina, accusati di chiedere ulteriori interventi senza indicare risorse o vincoli. Ricorda che, quando governava il centrodestra, la soglia ISEE era ferma a 25 mila euro, chiedendo quindi perché non sia stata aumentata allora e quali misure fossero state adottate per rendere più accessibile il trasporto pubblico. Falistocco evidenzia inoltre che la Regione sta lavorando su una rete più ampia di servizi per studenti, dalla mobilità notturna a Gimo, con l’obiettivo di rendere gli spostamenti più semplici e sicuri e affermando che il centrodestra può criticare, ma dovrebbe prima spiegare le proprie scelte passate, “a partire da quei 25 mila euro che oggi sembra aver dimenticato”.
Nella parte finale della nota ha ribadito che il cosiddetto “ceto medio” merita attenzione, ma non deve essere contrapposto alle famiglie con maggiori difficoltà. L’intervento regionale, ha spiegato, non è una forma di assistenzialismo, bensì una scelta di equità che mira a ridurre le disuguaglianze e a garantire un accesso più ampio ai servizi essenziali. Per l’assessore, la misura rappresenta un tassello importante nella costruzione di una comunità più inclusiva, capace di sostenere gli studenti e favorire una mobilità più equilibrata.

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