Stafisso e Mazzanti: servono servizi veloci e concreti
Perugia rilancia la richiesta di un collegamento ferroviario ad alta velocità, giudicato essenziale per evitare un isolamento crescente della regione. L’assessore comunale Andrea Stafisso e il consigliere Lorenzo Mazzanti intervengono con fermezza, chiedendo un intervento immediato per migliorare il servizio ferroviario, andando oltre le sole opere infrastrutturali di lungo periodo.
Le recenti modifiche alla circolazione ferroviaria, con lo spostamento di molti convogli regionali e Intercity sulla linea lenta, hanno aggravato i disagi per i viaggiatori umbri, riducendo ulteriormente l’efficienza dei collegamenti con la capitale e con le altre aree strategiche del Paese. Le criticità colpiscono pendolari e viaggiatori occasionali, rendendo meno competitiva l’Umbria in termini di accessibilità e connettività.
Stafisso ribadisce la necessità di misure operative e tempestive, denunciando l’insufficienza di una pianificazione fondata unicamente sulle grandi opere, che richiedono tempi lunghi di attuazione. Il Frecciarossa da e per Perugia, afferma, non rappresenta un privilegio, ma un’esigenza funzionale per l’integrazione socioeconomica del capoluogo regionale. In particolare, viene richiesta l’attivazione di almeno due coppie di treni Frecciarossa giornaliere, con prolungamento verso il sud del Paese, oltre a un rafforzamento delle corse dirette al nord.
L’assessore insiste anche sulla necessità di azioni compensative a favore dei pendolari, già pesantemente colpiti dai cantieri in corso sulle tratte Falconara–Orte e Foligno–Terni–Roma. A queste si aggiunge la limitata operatività della stazione di Roma Termini, che complica ulteriormente la mobilità.
Il consigliere comunale Lorenzo Mazzanti rilancia l’appello, sottolineando che non è più possibile accettare ritardi o rinvii. Perugia – afferma – ha bisogno di treni veloci, puntuali e affidabili, capaci di garantire connessioni efficaci con la capitale e le principali destinazioni italiane. L’Umbria, denuncia, non può essere relegata a una condizione infrastrutturale arretrata, che penalizza quotidianamente chi si sposta per motivi di lavoro o studio.
Mazzanti pone inoltre l’attenzione sulla prossima entrata in vigore della delibera dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), prevista per dicembre 2025. Questa misura, secondo il consigliere, rischia di compromettere ulteriormente la qualità dei collegamenti ferroviari, impedendo ai treni regionali di percorrere la Direttissima Orte–Roma. Un vincolo che, avverte, rallenterebbe ulteriormente i collegamenti da Perugia.
Nel frattempo, entrambi sollecitano l’immediata attuazione delle proposte avanzate a livello regionale, che mirano ad alleggerire i costi e i disagi affrontati dagli utenti abituali del trasporto ferroviario. Tra queste, si richiede:
-
una riduzione del 20% sugli abbonamenti ferroviari;
-
l’istituzione di un fondo da 500.000 euro, da finanziare congiuntamente da Regione e Trenitalia, per abbattere il costo degli abbonamenti annuali;
-
maggiore flessibilità nell’uso degli abbonamenti, almeno fino a giugno 2026;
-
possibilità per gli utenti perugini di accedere a InterCity e Frecciargento, senza supplementi;
-
ripristino dell’InterCity 598 sulla Direttissima per facilitare i rientri serali da Roma;
-
potenziamento del Regionale Veloce 4106, con più carrozze e una gestione più efficiente.
Stafisso e Mazzanti richiedono infine che il tema venga riconosciuto come una priorità nazionale, data la sua incidenza sull’intera rete di collegamenti del Centro Italia. Secondo i due rappresentanti perugini, garantire una mobilità ferroviaria moderna ed efficiente non è solo una questione locale, ma un obiettivo strategico per lo sviluppo e la coesione territoriale del Paese.
L’appello si concentra su soluzioni concrete, puntando sull’urgenza di rendere l’Umbria pienamente accessibile e integrata nel sistema ferroviario nazionale. In questo scenario, il potenziamento del Frecciarossa da e per Perugia viene identificato come elemento imprescindibile per superare l’attuale marginalizzazione.

Cosa hanno fatto i passati governi di sinistra della regione affinchè l’Umbria non rimanesse indietro (o meglio isolata) per quanto concerne i collegamenti ferroviari? Nulla, tant’è che oltre 60 anni fa, quando andai a Bologna a frequentare l’Università, quando venivo a Perugia a trovare i miei genitori impiegavo ore e ore di treno (3/4 ore) anche perchè dovevo cambiare sia a Terontola che a Firenze (a volte anche ad Arezzo). La linea Perugia-Terontola era ad un solo binario e oggi è ancora così dopo, ripeto, oltre 60 anni. E’ stato ed è tuttora uno scandalo dovuto all’incapacità di coloro che hanno governato l’Umbria (per decenni) di realizzare collegamenti ferroviari degni dei tempi. Ora non sarà affatto facile recuperare i tanti anni perduti e gli eredi del PCI dovrebbero provare vergogna per quello che i loro predecessori non sono stati capaci di fare e chiedere scusa ai Cittadini. Per quanto concerne le infrastrutture l’unica opera che è stata realizzata è il raccordo Perugia-Bettolle che ha permesso così di evitare la strada statale Arezzo-Perugia. Ma oggi anche questa opera, quantomeno nell’area di Perugia, è diventata insufficiente. Ciò nonostante si continua a temporeggiare essendo le amministrazioni locali prigioniere di coloro che dicono sempre e solo NO alle infrastrutture finalizzate a migliorare la vita degli automobilisti che usano le strade per lavoro e delle Aziende che hanno bisogno vitale di strade adeguate ai tempi per il trasporto di merci, attività che altrimenti rischiano la loro sopravvivenza con conseguenze gravissime.
infatti i piddini, tutti, sono stoltamente convinti che tutto il male derivi dai cinque anni di amministrazione di cdx. fanno finta di non sapere chi ha avuto le redini in mano per cinquanta e passa anni. È la loro indole, ci si può fare poco