Comitato e PD a confronto su E45, Nodino e Nodo umbro
Nel quadro delle attività di informazione sulle rappresentanze politiche in Consiglio comunale a Perugia, il Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni” ha incontrato il 15 dicembre 2025 il gruppo consiliare del Partito Democratico del Comune, insieme al segretario comunale Stefano Moretti. Un confronto diretto, centrato sulle criticità infrastrutturali che da anni gravano sull’area orientale della città e, in particolare, su Ponte San Giovanni.
Alla riunione hanno partecipato il capogruppo Lorenzo Ermenegildi Zurlo e i consiglieri Federico Balducci, Marko Hromis, Silvia Pannacci, Francesca Pasquino, Nicolò Ragni ed Elena Ranfa. La delegazione del Comitato era guidata dal presidente Luigi Ercolani, affiancato dai consiglieri Giuliano Palmerini e Sergio Palazzetti e da numerosi rappresentanti civici del territorio.
Nel suo intervento introduttivo, Ercolani ha ribadito l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione politica sul sovraffollamento veicolare che interessa in modo strutturale il tratto della E45 tra Collestrada e lo svincolo del raccordo per Bettolle, con un impatto particolarmente pesante nell’area compresa tra Collestrada e Balanzano e con epicentro a Ponte San Giovanni. Una pressione quotidiana che si traduce in inquinamento atmosferico e acustico, aumento dell’incidentalità e progressiva compromissione della qualità della vita.
È stato sottolineato come l’approvazione del progetto di raddoppio delle rampe dello svincolo E45-RA06 non possa rappresentare una risposta risolutiva. Secondo il Comitato, l’intervento rischia di spostare il problema senza affrontarne le cause strutturali, alimentando il traffico parassita che invade i centri abitati e sovraccarica una rete viaria già al limite.
Nel dibattito è emersa la natura storica della questione, che si ripresenta da oltre trent’anni con intensità crescente, parallelamente all’apertura di nuovi assi stradali confluenti in appena tre chilometri di tracciato. Blocchi e rallentamenti sono ormai frequenti, spesso innescati da incidenti o da volumi di traffico incompatibili con la capacità della sede stradale.
Da qui la richiesta, rivolta al principale partito di maggioranza relativa, di assumere scelte non più rinviabili per sostenere la realizzazione di una tangenziale in grado di aggirare Perugia da est a ovest. La soluzione indicata resta il Nodo di Perugia, con il primo stralcio già pronto, il cosiddetto Nodino, progettato e approvato nelle sedi istituzionali competenti.
Il capogruppo Ermenegildi Zurlo ha riconosciuto la gravità delle criticità nel quadrante di Ponte San Giovanni, richiamando però la necessità di individuare risposte compatibili con la complessità del contesto. In questo senso ha ricordato lo studio sul traffico deliberato dal Comune, chiarendo che il raddoppio delle rampe non è alternativo alla realizzazione del Nodino e dell’intero Nodo.
Il consigliere Marko Hromis ha richiamato la posizione assunta all’unanimità dal Consiglio comunale nel giugno 2022, che sancisce la necessità di dotare Perugia di una tangenziale, evidenziando anche le recenti iniziative della Regione Umbria per ottenere risorse ministeriali. Federico Balducci ha inoltre richiamato l’importanza di un accordo di programma tra Stato e Regione e di interventi complementari già previsti nel PUMS.
In chiusura, Stefano Moretti ha espresso apertura a ulteriori incontri, ribadendo che il tema infrastrutturale va affrontato con una visione di lungo periodo e in una cornice nazionale. Il Nodo di Perugia, ha confermato, resta un’opera strategica per Ponte San Giovanni, per l’area perugina e per l’intero Centro Italia.

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