Nodo, Chi salverà Ponte San Giovanni spera nel finanziamento
Nodo – La III commissione consiliare del Comune di Perugia ha dato il suo rinnovato assenso alla variante stradale E45 tra Collestrada e Madonna del Piano, completando così un importante passo nel progetto ANAS. Questo passo è stato accolto con favore dal Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?”, il quale spera ora che il governo nazionale, in particolare il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture guidato dal Ministro Salvini, dia il via al finanziamento dell’opera.
Il Comitato ha iniziato una serie di incontri con i parlamentari umbri per discutere la nuova fase del progetto e sensibilizzare il governo nazionale sulla sua importanza. Il primo incontro ha visto il senatore Walter Verini come ospite.
Durante l’incontro, il Comitato ha esposto i dettagli della nuova fase del progetto e ha discusso degli aspetti critici, compresa la durata prevista dei lavori e le misure per ridurre i disagi durante l’effettuazione dei lavori. Si è anche parlato del tipo di azione che i parlamentari umbri dovrebbero intraprendere per garantire il finanziamento dell’opera.
Il senatore Verini ha espresso la sua convinzione sulla necessità di realizzare completamente il Nodo di Perugia, considerando il traffico leggero e commerciale, il potenziamento del trasporto pubblico locale, il trasporto su ferro e i parcheggi di scambio. Ha sottolineato l’importanza del confronto costruttivo e della valutazione congiunta delle infrastrutture e della difesa dell’ambiente.
Il Comitato ha confermato la sua disponibilità a migliorare il progetto esistente attraverso il dialogo con tutte le parti interessate. L’incontro si è concluso con l’impegno di entrambe le parti a continuare a lavorare insieme per il bene della comunità.
Qualche dettaglio – Il Nodo di Perugia è un progetto infrastrutturale importante nella regione dell’Umbria. Si tratta di un percorso di circa sette chilometri a quattro corsie, di cui 2,242 chilometri in galleria. Questo progetto è stato progettato per garantire una riduzione del consumo del suolo e ha nel paesaggio e nel miglioramento architettonico e ambientale il suo elemento conduttore.
Il Nodo di Perugia ridurrà del 20% il traffico dei veicoli leggeri (8700 veicoli in meno al giorno) e del 44% quello dei veicoli pesanti (1600 autotreni al giorno) nell’area di Collestrada. Questo progetto collegherà Corciano a Collestrada in una circonvallazione del centro di Perugia lunga circa 18 km. Inoltre, collegherà le due più importanti arterie stradali della regione: il corridoio europeo E45 e il raccordo autostradale RA6 Perugia – A1.
Tuttavia, il progetto del Nodo di Perugia è stato oggetto di dibattito e controversie. Mentre alcuni sostengono che sia la soluzione necessaria per affrontare il crescente traffico nella zona, altri lo vedono come un piano costoso e distruttivo con conseguenze negative per l’ambiente e il benessere dei residenti.

Esatto. È tutto e solo una questione di soldi. Far arrivare soldi in Umbria. Come ha detto sostanzialmente in un suo intervento in commissione, il consigliere Cesaro. Nulla importa se il Nodino è inutile per il traffico nella tratta Collestrada – Ponte San Giovanni, in direzione raccordo e in entrata su Perugia. Nulla importa dell’abnorme consumo di suolo agricolo di pregio (pari a 150 campi da calcio), del grave impatto su due aree speciali di conservazione, dell’alterazione del paeseggio su colline e piana del Tevere lato Torgiano (il cui Comune ha infatti coerentemente dato parere negativo sull’opera) e Perugia, con un viadotto sopraelevato di 750 metri che corre quasi parallelo al fiume, creando così terre di nessuno destinate in un paesaggio così identitario per tutto il territorio. Il PD si fida di un assessore che fino a tre mesi ha fatto credere a tutti i cittadini di Perugia, e ancora in molti lo credono, che il Nodino avrebbe risolto quei problemi, che ha detto che nel progetto ci sarebbe stata la bretella per il Silvestrini, che ha detto che la galleria sarebbe stata naturale ed invece è in buona parte artificiale, che i soldi c’erano già in finanziaria 2022 e che quindi a giugno di quell’anno il consiglio comunale anche senza vedere il progetto doveva votare a favore, e così ha fatto. Si fida ancora?
L’importante è che i lavori prendano il via il più presto possibile anche se gli ostacoli che verranno infrapposti dagli ecologisti/ambientalisti et similia saranno molti e purtroppo faranno ritardare la realizzazione del “nodo” stradale, nonostante il grande impegno profuso dall’Assessore Regionale Melasecche che va ringraziato.