Tensione alla ex Piselli, dopo articoli stampa scrivono dipendenti e azienda

Tensione alla ex Piselli, dopo articoli stampa scrivono dipendenti e azienda

Tensione alla ex Piselli, dopo articoli stampa scrivono dipendenti e azienda. A seguito dell’articolo uscito sul giornale “Il Messaggero” da parte della Cisl regionale e della Fai regionale, crediamo sia necessario, come lavoratrici e lavoratori della nostra azienda, intervenire, in maniera del tutto autonoma, su questa vicenda che ha dell’incredibile.

A tal proposito, riteniamo sia del tutto inopportuno, da parte della confederazione italiana della Cisl, rilasciare delle dichiarazioni senza aver mai preso parte ad un’assemblea all’interno della nostra azienda e riteniamo addirittura scorretto da parte della Fai regionale, il condividere simili dichiarazioni pur conoscendo l’effettivo stato aziendale.

Tali dichiarazioni, infatti, sono assolutamente condannabili per svariati e significativi motivi:

-in 1° luogo perché ledono la DIGNITA’ di questa AZIENDA, che dopo anni di crisi post-fallimento, sta ritrovando finalmente una prospettiva di crescita, cosa di cui ha già dato ampia dimostrazione con fatti concreti quali la stabilizzazione di tutti i precari ex Piselli del reparto biscotti, il primo accordo integrativo dell’era post-fallimento e l’acquisto del marchio Ore Liete (a tal proposito viene spontaneo chiedersi perché Cisl e Fai non siano intervenuti con altrettanta solerzia e fermezza nel momento in cui quello stesso marchio veniva dismesso da un’altra grande azienda perugina…)

-in 2° luogo perchè ledono la DIGNITA’ dei LAVORATORI della nostra azienda e questo perché, in maniera del tutto speculativa, si vogliono assicurare privilegi e interessi personali scaricandoli su tavoli sindacali che nulla hanno a che farecon le vertenze individuali

– inoltre perchéledono  la DIGNITA’ dei LAVORATORI della nostra azienda anche perchè, sempre in maniera speculativa, vengono date alla stampa alla vigilia della firma del contratto integrativo che prevede il raddoppiamento del premio produzione per i lavoratori e per le lavoratrici che in questi anni, con i loro sacrifici, hanno garantito il futuro di un’intera fabbrica

In virtù di tutto questo, chiediamo alle forze sindacali di non giocare sulla pelle dei lavoratori e soprattutto di agire nell’interesse di TUTTI  i lavoratori e non dei privilegi di pochi…

NOI NON LO PERMETTEREMO ed è per questo che ci sentiamo in dovere di sottoscrivere questa lettera in quanto ne condividiamo il contenuto e la forma. (Firmato dai dipendenti)


All’articolo pubblicato sul Messaggero interviene anche l’azienda Tedesco Srl 

In data 28 giugno scorso veniva pubblicato un articolo a pagina 33 del Messaggero con titolo “Tensione alla Piselli L’Ispettorato “Riassumeteli” Ingaggiati 007 per le assenze” il quale proseguiva a pagina 37 con ulteriore seguente intestazione “Due operai licenziati, ingaggiati anche gli 007 L’Ispettorato: «Discriminati, vanno riassunti».

Preme alla Tedesco Srl replicare ai fatti oggetto dell’articolo in questione, in relazione ai quali, la prospettazione fornita dal sindacato risulta particolarmente “soggettiva”.

Nel 2014, quando la Tedesco Srl ha rilevato l’azienda, la situazione era disastrosa sia a livello tecnico che a livello morale, e per morale si fa riferimento alla situazione dei dipendenti.

La Tedesco Srl ha investito circa 15 milioni di euro in questo stabilimento riportandolo a un livello che oggi possiamo definire accettabile.

Quanto al rapporto con i sindacati, non potrà non riconoscersi che si è lavorato molto anche su tale frangente. Basti dire che l’azienda ha concordato con CIGL e CISL per l’anno 2017 un premio produzione per tutti i dipendenti di 400 euro ed è in discussione per prossimo quadriennio un nuovo premio produzione progressivo.

Quanto ai fatti oggetto del comunicato CISL, trasposti nell’articolo del 28 giugno scorso, innanzitutto deve rappresentarsi come il verbale di accertamento dell’Ispettorato del Lavoro a cui si fa riferimento nella pubblicazione sia stato opposto in via amministrativa dalla società quanto alle risultanze che la stessa ritiene infondate ed illegittime, e tale fase sia tutt’ora in corso di svolgimento.

Deve rilevarsi poi che, quanto alle pretese di migliore inquadramento contrattuale avanzate da alcuni dipendenti, le stesse non abbiano neppure trovato accoglimento all’esito degli accertamenti ispettivi, pertanto la ricostruzione fornita dal sindacato, risulta del tutto priva di logicità. Perché l’azienda avrebbe dovuto “vendicarsi” rispetto a pretese che non hanno avuto alcun riscontro?

Quanto poi ai due licenziamenti citati ed al preteso demansionamento/trasferimento, non può non ricordarsi che la legge riserva all’autorità giudiziaria, eventualmente adita dai lavoratori, e non certo all’Ispettorato del Lavoro, l’accertamento della illegittimità del licenziamento, come della sussistenza del demansionamento, nonchè della pretesa antisindacalità delle condotte del datore di lavoro.

L’azienda ha legittimamente operato i licenziamenti, in relazione ai quali le motivazioni sottese nulla hanno a che fare con l’affiliazione sindacale, e soltanto il Giudice del Lavoro potrà, ove adito, affermare eventualmente il contrario all’esito di una istruttoria svolta in contraddittorio.

Uno dei recenti licenziamenti si fonda in realtà su motivi di natura oggettiva ed in particolare su un esubero di personale nel reparto distribuzione, che poi è lo stesso motivo che ha fondato un cambio turno di altro dipendente che nel comunicato CISL è definito come un illegittimo “trasferimento” per pretese motivazioni discriminatorie che sono del tutto insussistenti.

Quanto al secondo recente licenziamento ed al preteso ricorso a “007”, l’accezione cinematografica attribuita alla vicenda è palesemente finalizzata a distogliere l’attenzione dalla realtà dei fatti, di gravità tale da essere evidentemente ingiustificabili.

Ad ogni modo si ritiene che l’approfondimento degli stessi non potrà che avvenire di fronte al Giudice del Lavoro, il quale, all’esito di una istruttoria in contraddittorio fra le parti, potrà dire se effettivamente nel corso della malattia il dipendente stesse svolgendo un’altra attività lavorativa, il che si dimostrerebbe non solo una condotta lesiva degli interessi dell’azienda ma anche dello Stato.

Tuttavia, come anticipato, anche in considerazione della sensibilità dei dati sottesi, non è intenzione dell’azienda approfondire tali questioni sulla stampa, ma esclusivamente nei luoghi destinati a tali accertamenti, al contrario dell’interesse del sindacato che non ha esitato a “mettere in piazza” questioni private dei propri associati.

Rispetto a tale “fuorviante” ricostruzione delle vicende da parte del sindacato, l’azienda ha già conferito mandato al proprio legale di porre in essere tutte le azioni necessarie a tutelare l’onorabilità e l’immagine dell’azienda.

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