Tabacco, con la perdita della commessa Jti a rischio 300 posti di lavoro

La perdita di questa commessa mette a rischio una filiera

Tabacco, con la perdita della commessa Jti a rischio 300 posti di lavoro

Tabacco, con la perdita della commessa Jti a rischio 300 posti di lavoro

Si è tenuto incontro tra le Rsu e le segreterie di Flai Cgil e Uila Uil territoriali con dirigenti della di TTI (Trasformatori tabacco Italia), di Fat e di Agricooper con all’ordine del giorno la questione della commessa con la JTI (Japan tobacco international). Successivamente si è tenuto l’incontro anche con la segreteria della Fai Cisl.

di Federico Ricci CGIL


“Le voci, ormai confermate, che JTI abbia sottoscritto un contratto di trasformazione con un altro soggetto gettano un’ombra pesante sul futuro occupazionale delle circa 300 lavoratrici e lavoratori che sono impiegati tra campo e sito di trasformazione – affermano i sindacati – La perdita di questa commessa mette a rischio una filiera importante da un punto di vista occupazionale, che aveva creato nel tempo una forte azione sinergica tra il lavoro sul campo e il lavoro interno ai capannoni, tale da assicurare una continuità occupazionale in un ampio arco temporale”.

Oltre alla perdita della commessa, nell’incontro le aziende hanno rappresentato un non più sostenibile aggravio dei costi dell’energia e delle materie prime, che sta mettendo a rischio, da un punto di vista di sostenibilità finanziario, la capacita di far fronte alla prossima campagna.

“Ecco perché rispetto a questi foschi orizzonti abbiamo chiesto risposte certe sul prossimo futuro – affermano Flai Cgil, Uila Uil e Fai Cisl – la responsabilità in capo a TTI verso le lavoratrici e i lavoratori deve essere concreta ed effettiva. Ci serve di capire come si affronterà la prossima campagna di semina e quali prospettive occupazionali verrano assicurate alle maestranze, per lo più donne e immigrate, che senza questo lavoro sarebbero condannate a una condizione di disoccupazione insostenibile per loro e le loro famiglie”.

Per i sindacati si rende necessaria subito una serie di incontri, anche con le istituzioni pubbliche, a partire dai sindaci del territorio su cui impatta questa vertenza, per poi capire, anche con le istituzioni regionali, come affrontare la partita, per mesi oggetto di una approfondita discussione all’interno di un’ampia cabina di regia, istituita ad hoc per non giungere a questo epilogo preoccupante.

“La vertenza verrà portata avanti con tutte le accortezze necessarie – concludono i sindacati – al fine di assicurare risposte chiare e trasparenti senza infingimenti. Non permetteremo che soggetti altri utilizzino questa vertenza per intenti che non siano quelli di tutela e salvaguardia dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

A breve capiremo come e con quali modalità confrontarci con le maestranze e le stesse verrano informate puntualmente dei vari accadimenti che le riguardano”.

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