Pulizie Unistrapg, due vie per il contenzioso sugli stipendi

Pulizie Unistrapg, due vie per il contenzioso sugli stipendi

Il Cda valuta due scenari per il futuro dell’appalto pulizie

🎓 Unistrapg valuta il contenzioso con Cpsevo sugli stipendi delle addette alle pulizie. Il Cda indica due scenari: prosecuzione del contratto o possibile cessazione. Al rettore De Cesaris il monitoraggio della vertenza.!


Il Consiglio d’Amministrazione esamina il contenzioso

L’Università per Stranieri di Perugia valuta gli sviluppi del contenzioso che coinvolge la società Cps Evo, titolare dell’appalto per il servizio di pulizie dell’ateneo, e le dipendenti interessate dal mancato pagamento degli stipendi. La situazione ha determinato lo stato di agitazione delle lavoratrici e ha portato la questione all’attenzione degli organi universitari.

Il Consiglio d’Amministrazione, riunito il 29 luglio 2026, ha preso formalmente atto della vertenza sulla base delle istruttorie predisposte dagli uffici competenti. Dall’esame della situazione sono emersi due possibili percorsi operativi, che dipenderanno dall’evoluzione del rapporto contrattuale con l’impresa appaltatrice e dalla possibilità di ricondurre l’esecuzione del servizio alle condizioni previste dall’accordo sottoscritto.

L’ateneo ha indicato come obiettivo prioritario la salvaguardia della forza lavoro e della regolare corresponsione degli stipendi, affidando al rettore il compito di seguire costantemente gli sviluppi.

Prima ipotesi: prosecuzione del rapporto con Cps Evo

Il primo scenario prevede la possibilità di proseguire il rapporto contrattuale con Cps Evo fino alla naturale scadenza dell’appalto, fissata per settembre 2027. Questa soluzione, tuttavia, non viene indicata come automatica.

La prosecuzione potrà essere considerata qualora l’Università per Stranieri di Perugia ritenga recuperabili gli adempimenti contrattuali che fanno capo all’impresa. Perché tale ipotesi possa concretizzarsi saranno necessarie azioni effettive da parte della società appaltatrice, finalizzate a riportare l’esecuzione del contratto entro le condizioni stabilite al momento dell’affidamento.

La valutazione dell’ateneo sarà quindi legata agli sviluppi concreti della situazione e alla capacità dell’impresa di ripristinare la corretta esecuzione degli obblighi contrattuali. Il rapporto potrebbe così proseguire fino alla scadenza prevista, ma soltanto qualora vengano riscontrati i presupposti necessari.

Seconda ipotesi: possibile cessazione del contratto

Il secondo percorso delineato dal Consiglio d’Amministrazione riguarda invece l’eventualità che non sia possibile recuperare un corretto rapporto contrattuale tra l’Università e Cps Evo.

Qualora venga accertata questa condizione, il Consiglio d’Amministrazione potrà valutare l’avvio dei procedimenti previsti dalla normativa vigente per la cessazione del rapporto con l’impresa appaltatrice.

Anche questo scenario resta quindi subordinato agli accertamenti e all’evoluzione della vertenza. L’ateneo non ha comunicato una decisione definitiva sulla prosecuzione o sulla cessazione dell’appalto, ma ha individuato le due direttrici sulle quali potranno svilupparsi le successive determinazioni degli organi competenti.

La scelta dipenderà dalla possibilità o meno di ristabilire le condizioni necessarie affinché il servizio venga svolto nel rispetto degli obblighi contrattuali.

Al rettore il monitoraggio della situazione

Dopo aver esaminato le possibili evoluzioni, il Consiglio d’Amministrazione ha affidato al rettore Valerio De Cesaris il compito di valutare costantemente l’andamento della situazione.

Il mandato riguarda il monitoraggio degli sviluppi del contenzioso e delle condizioni che potranno determinare la scelta tra prosecuzione e cessazione del rapporto contrattuale. Al centro della valutazione resta la posizione delle dipendenti della società impegnate nel servizio di pulizia delle strutture universitarie.

L’Università per Stranieri di Perugia ha infatti individuato come obiettivo principale la necessità di preservare la forza lavoro di Cps Evo e la relativa stipendialità, mentre prosegue la verifica delle condizioni del rapporto con l’appaltatore.

La vertenza resta aperta

La riunione del 29 luglio ha dunque definito il quadro entro il quale l’ateneo potrà assumere le successive decisioni. Da una parte rimane aperta la possibilità di mantenere l’attuale appalto fino al settembre 2027, a condizione che vengano recuperati gli adempimenti necessari. Dall’altra, in assenza delle condizioni per ristabilire un rapporto contrattuale corretto, potrà essere presa in considerazione la procedura prevista dalla legge per arrivare alla cessazione.

Nel frattempo resta aperta la questione che ha determinato lo stato di agitazione delle lavoratrici, legata agli stipendi non corrisposti. Saranno gli sviluppi del rapporto tra Cps Evo e l’Università per Stranieri di Perugia a determinare quale delle due strade individuate dal Consiglio d’Amministrazione potrà essere seguita.

Il rettore Valerio De Cesaris dovrà seguire l’evoluzione della vicenda mantenendo come riferimento la tutela delle lavoratrici coinvolte nell’appalto e della loro retribuzione. La situazione resta quindi sottoposta al monitoraggio dell’ateneo, in attesa di verificare se potranno essere ripristinate le condizioni per la prosecuzione del contratto oppure se sarà necessario valutare il percorso previsto per la sua cessazione.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*