No ai licenziamenti in GLS, Cgil tuona, reintegro immediato

No ai licenziamenti in GLS, Cgil tuona, reintegro immediato

Con estremo sconforto, siamo venuti a conoscenza di una vicenda assai negativa, che riguarda il futuro di circa quindici lavoratori, impiegati come corrieri presso GLS Italy. E’ necessaria, prima di raccontare i fatti, una premessa che spieghi l’assetto societario di Gls Italy. Qui in Umbria GLS, ha ceduto in franchising il suo Marchio a A.N., società perugina, che, a sua volta, per i servizi di facchinaggio e consegna, ha appaltato il lavoro ad un Consorzio di fuori regione, che assume lavoratori presso le proprie Controllate, in genere cooperative o srl, con una vita media di circa un anno.

Un assetto societario assai complesso, dove tra il lavoratore in divisa Gls e la stessa, sussistono ben tre soggetti societari diversi, (committente, consorzio e controllata).

Le srl o le cooperative in cui i lavoratori sono assunti, vengono chiuse in genere dopo un anno di vita, ed il lavoratore viene riassunto da una nuova cooperativa o da una nuova srl, creata ad hoc. Tanto per essere chiari ci siamo imbattuti in lavoratori che hanno indossato la divisa GLS per 16 anni, ma che hanno avuto in questo periodo 16 rapporti diversi di lavoro con altrettanti soggetti societari.

Sistema di scatole cinesi

In questo sistema di scatole cinesi che nascono e muoiono, il lavoratore non ha pressoché capacità di esprimere contenzioso legale di alcun tipo, poiché la vita brevissima dei soggetti societari per cui lavora non lo permette. Il contratto Nazionale di lavoro non viene pienamente applicato e ad ogni cambio di Azienda si può perdere qualcosa per strada.

Un sistema di sfruttamento perverso

Un sistema di sfruttamento perverso, creato negli studi di qualche consulente del lavoro, che sfruttando le pieghe della legge consegna ai corrieri GLS umbri un contesto fatto di incertezze e assoluta subalternità all’azienda. Ricordiamo che giusto un paio di anni fa, con una serie di scioperi, questi lavoratori riuscirono ad ottenere il pagamento delle ferie, elemento scontato nella maggior parte dei posti di lavoro, ma non in questo.



Un contesto dunque fatto di appalti, lavoro sfruttato e mancato rispetto delle regole, dove ad inizio aprile si è consumato un ennesimo grave fatto.  Sembrerebbe infatti che all’inizio dell’anno il consorzio abbia di nuovo cambiato le aziende in cui i lavoratori operano, facendo firmare un “contratto” in cui era previsto un lungo periodo di prova (periodo di prova per lavoratori che lavorano nei cantieri da anni!?!) provvedendo poi, all’inizio di questo mese a licenziare una quindicina di lavoratori per mancato superamento del periodo di prova. In sostanza, cambia il nome dell’azienda, ma non chi la dirige e si butta per strada gente che svolge questo lavoro da anni.

Un atto grave, a cui non sappiamo dare una spiegazione chiara, se non la volontà di allontanare dal posto di lavoro personale ben preciso, magari qualcuno poco “simpatico” alla governance aziendale.

Non abbiamo infatti notizie di cali di lavoro e comunque in quel caso si sarebbe ricorso ad una procedura di licenziamento collettivo. La filiale più colpita sembra essere quella di Foligno con una decina di lavoratori espulsi dal ciclo produttivo, ma abbiamo licenziamenti anche a Terni e Città di Castello. Una vera epurazione dunque, effettuata in completa discrezionalità. Oggi dunque quindici lavoratori umbri dei cantieri Gls si ritrovano vittime di una normativa carente e di una volontà padronale di vecchio stampo, in cui il dipendente è un ingranaggio del sistema produttivo di cui disfarsi a proprio piacimento.

Gravi anche le responsabilità del committente A.N., che su questa vicenda si è chiuso in un colpevole silenzio, senza minimamente interessarsi al problema. Chiediamo pertanto solidarietà ed interessamento per questi lavoratori, chiediamo che le istituzioni dello Stato assolvano al loro compito, controllando le filiere degli appalti, affinché atti di questo tipo non si ripetano. Noi come Cgil offriremo a questi lavoratori tutta la nostra disponibilità e il nostro aiuto, per il momento abbiamo chiesto l’immediato reintegro di tutti i lavoratori coinvolti, pur avendo ricevuto un diniego andremo avanti nella nostra battaglia, invitando tutti i colleghi ancora operanti in GLS a sostenerci, contro un gesto arrogante e sfacciato.

Marco Bizzarri, Filt Cgil Umbria



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