M&G holding srl, dramma call center, il presidente, Luca Gallo, stiamo lavorando per risolvere tutti i problemi

M&G holding srl, dramma call center, il presidente, Luca Gallo, stiamo lavorando per risolvere tutti i problemi
Alcune delle operatrici della M&G di Ponte San Giovanni

M&G holding srl, dramma call center, il presidente, Luca Gallo, stiamo lavorando per risolvere tutti i problemi

di Marcello Migliosi
Direttore Gruppo Editoriale Umbria Journal
«Volevo solo far presente che io, non appena sono venuto a conoscenza di tutta la situazione purtroppo brutta per le signore e per le operatrici, mi sono subito attivato per risolvere la situazione e le ho contattate. Per quello che mi riguarda possono tornare al loro posto di lavoro già domani stesso». Sono le parole di Luca Gallo, presidente della M&G Holdin srl di Roma. Il vertice della azienda che, lo ricordiamo ha circa “undici mila dipendenti”, ci ha raggiunti telefonicamente per fornirci questa comunicazione che noi riportiamo ben volentieri.

La vicenda della M&G Holding

La sede della M&G

Stiamo parlando della vicenda di quelle operatrici e operatori di call center che, con una lettera fatta arrivare dall’azienda, gli era stato comunicato che il loro posto di lavoro non sarebbe più stato a Ponte San Giovanni, ma in altre città italiane distanti centinaia e centinaia di chilometri. Cosenza, Aosta, Salerno, Sardegna, Genova…tanto per farsi un’idea.

Ieri, nell’articolo che riportiamo qua sotto, avevamo solo parlato di persone che venivano trasferite. Trasferimento, per altro, pure legittimo a prescindere dagli aspetti umani (che sono prioritari), come spiega l’avvocato. «Il trasferimento – ci dice al telefono l’avvocato Chiara Camilletti – perché secondo la formula contrattuale che loro hanno firmato il trasferimento è previsto». Ma la legale delle operatrici e degli operatori non ha dubbio alcuno: “E’ una operazione coercitiva“.

E qui cominciamo a capire che non è solo la questione “trasferimenti” ad essere nella lente della legale dei dipendenti, ma anche l’inquadramento professionale (sono dei “facchini”), il problema di coma contrattualizzare queste figure, in realtà, in Italia c’è sempre stato, ma non sono certo persone che fanno i facchini.

Avv. Chiara Camilletti

Camilletti non esita: “Le persone vanno riassunte, con contratti adeguati e ad orari normali”. Senza contare poi il TFR che, pare, non sia mai arrivato nelle tasche di queste e questi dipendenti. 

In sostanza chi è impiegato in un call center non può essere contrattualizzato come facchino👀👀 né prendere lo stipendio di chi fa facchinaggio e questo senza offesa per chi fa questo lavoro. Al momento in cui queste persone dovranno essere richiamate in servizio (c’è chi come scritto ieri si è anche licenziato), dovrà essere fatto un conteggio, “una perizia – come la chiama l’avvocato Camilletti – e si fa la riassunzione con contratto a tempo indeterminato e con il giusto inquadramento“.



Una procedura, a quanto ci par di capire dato che non siamo contabili, affatto semplice e non rapidissima. «Ci vuole del tempo – conferma la legale – perché in ballo ci sono diverse persone, almeno sette o otto. Almeno quelle che seguo io. Ci sono anche dei lavoratori e delle lavoratrici in prova e, come tali, potrebbero non essere riconfermati, e questo è legittimo».

Gallo, dal canto suo, dà tutta la disponibilità, non solo a far restare a Ponte San Giovanni coloro che erano stati trasferiti, ma anche per risolvere le questioni di carattere giuslavoristico.

«A questo punto – dice al telefono – dato che c’è un legale di mezzo, presumo bisogna muoversi in un certo modo e quindi cominceremo il percorso per mettere nero su bianco e risolvere questa situazione. Io ho dato tutta la mia disponibilità. Ripeto – ribadisce il Presidente della M&G Hodling srl – ho tutta la voglia di sistemare questa faccenda. Prima di tutto per salvaguardare il posto di lavoro delle signore che, per quanto mi riguarda possono tranquillamente rientrare a lavorare tutti quanti, da domani stesso👍👍. Se c’è da seguire una procedura – dice ancora il presidente -, nessun problema, sono disponibile. Sto solo aspettando che l’avvocato mi convochi per dirimere la situazione».

Luca Gallo dice anche di essere rattristato per tutta questa vicenda. «Mi dispiace per quello che è successo – afferma – la nostra è una società molto grande e certe cose le vengo a sapere in ritardo. Ma adesso ho preso in mano la situazione e voglio risolvere i problemi».

Non finisce più di ripetere che: “Io le posso assicurare che non ero al corrente di questa cosa è che per quanto mi riguarda i dipendenti sono la prima forza cui tengo nella mia holding. Attendo solo che l’avvocato mi convochi”.

 

 

 

 

 

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