Licenziamenti da luglio, 27 mila lavoratori manifattura ed edilizia a rischio

 
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Licenziamenti da luglio, 27 mila lavoratori manifattura ed edilizia a rischio

Raggiunto l’accordo sui licenziamenti. Le parti sociali – da Cgil, Cisl e Uil a Confindustria – hanno firmato un avviso comune siglato anche dal premier Mario Draghi e dal ministro del Lavoro Andrea Orlando. Il risultato arriva dopo ben sei ore di trattativa, di un incontro che era iniziato sicuramente con posizioni molto distanti, con i sindacati pronti a mobilitarsi.

Prevede un impegno a far ricorso a tutti gli ammortizzatori sociali esistenti prima di ricorrere ai licenziamenti. Le norme non cambiano e al Consiglio dei Ministri verrà approvato il decreto
che conferma il blocco solo per il settore tessile, per quello della moda e per il calzaturiero. Ma c’ è un impegno ad utilizzare in ogni caso, per tutti, le 13 settimane di cig ordinaria disponibili

Il risultato è in una nota, condivisa, di dieci righe: “Le parti sociali alla luce della soluzione proposta dal Governo sul superamento del blocco dei licenziamenti – è scritto nel testo – si impegnano a
raccomandare l’ utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente ed il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro. Auspicano e si impegnano, sulla base di principi condivisi, ad una pronta e rapida conclusione della riforma degli ammortizzatori sociali, all’ avvio delle politiche attive e dei processi di formazione permanente e continua”.

Sì ai licenziamenti da luglio per manifattura e edilizia per 27.390 lavoratori corregionali.Sono 2.610 i lavoratori umbri che potranno usufruire della proroga selettiva del blocco dei licenziamenti. Sono quelli appartenenti alle aziende in crisi dei settori tessile, moda e comparti affini. Sono salvi per altri quattro mesi i comparti più in difficoltà secondo il governo.

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