Corriere dell’Umbria e Ansa, su tavolo Governo, Dl editoria e giornalisti

 
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Corriere dell'Umbria e Ansa, su tavolo Governo, Dl editoria e gionalisti

Corriere dell’Umbria e Ansa, su tavolo Governo, Dl editoria e giornalisti

di Gianfranco Ricci
‘’Parleremo anche della complessa vicenda che stanno vivendo  i giornalisti del Corriere dell’Umbria, al 50% in Cassa integrazione a  zero ore, e delle difficoltà che angustiano  i colleghi dell’Ansa, alle prese con incomprensibili decisioni:  redattori cassintegrati e  taglio dei compensi dei collaboratori’’:  il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, ci scrive per annunciare l’incontro,nei prossimi  giorni, con alcuni rappresentanti del Governo, in particolare  con il Sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella.

Chiarisce ulteriormente Verna: ‘’Prima che dilagasse il Covid 19 , come Ordine nazionale avevamo cominciato a partecipare ad  un ‘tavolo’  convocato dal Governo,  che manifestava attenzione per alcuni  temiche ci  stavano a cuore: il recepimento della  Riforma dell’Ordine (cheil nostro Consiglio nazionale ha varato  già nell’autunno 2018), l’enorme problema del Precariato, l’esigenza dell’Equo compenso, il pieno equilibrio dell’Inpgi, i drastici interventi  normativi contro la querele temerarie,  l’abolizione, per legge, del carcere per i giornalisti condannati per diffamazione.

Su quest’ultimo particolarissimo tema siamo stati  ammessi a partecipare, in nome del giornalismo italiano, alla discussione programmata (9 giugno prossimo) dinanzi alla Corte Costituzionale chiamata a valutare la costituzionalità di un così antico provvedimento restrittivo della libertà di stampa’’.

 DECRETO RILANCIO: I PIU’ SIGNIFICATIVI PROVVEDIMENTI CHE RIGUARDANO EDITORIA E GIORNALISTi

Colleghi buongiorno,

stavolta, col nostro consueto colloquio telematico, mi limito a copiare e incollare i provvedimenti per il settore dell’Editoria previsti dal Dl Rilancio

  1. La spinta agli investimenti pubblicitari

Per arginare la caduta dei ricavi pubblicitari che per molte testate rappresenta la principale fonte di sostentamento, il DL Cura Italia aveva disposto la trasformazione del credito di imposta per la pubblicità, già vigente per gli investimenti pubblicitari delle imprese aggiuntivi rispetto all’anno precedente, in una misura applicabile agli investimenti complessivi.

Con il DL Rilancio, il beneficio fiscale per le imprese che investono in pubblicità sui giornali e le radio TV locali e nazionali è stato ulteriormente rafforzato, portandolo dal 30 al 50% del valore dell’investimento. Il tetto di spesa è stato pertanto innalzato fino a 60 milioni di euro per l’anno 2020.

  1. Le nuove agevolazioni fiscali per la carta

Il DL Rilancio ha introdotto due nuovi strumenti di sostegno fiscale connessi all’utilizzo della carta:

un credito d’imposta, destinato alle imprese editrici di quotidiani e periodici che non accedono ad altre forme di sostegno pubblico, pari all’8% della spesa sostenuta per l’acquisto della carta per i giornali, entro il limite di spesa di 24 milioni di euro per il 2020;

un nuovo regime di forfettizzazione che, a beneficio dell’intera filiera, abbatte il peso dell’imposizione IVA sui giornali, portando dall’80% al 95% la quota di forfettizzazione delle rese, lasciando alle imprese maggiori risorse per 13 milioni di euro.

  1. Il credito d’imposta per i servizi digitali

Le testate online hanno svolto e stanno svolgendo un presidio informativo rilevante nell’emergenza sanitaria che merita di essere riconosciuto. Per accompagnare i processi di trasformazione digitale delle imprese editoriali, che l’emergenza sanitaria ha reso indifferibili, il nuovo decreto ha introdotto un credito d’imposta ad hoc per i servizi digitali. Alle imprese editrici di quotidiani e di periodici che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato è riconosciuto un credito d’imposta pari al 30 per cento della spesa sostenuta per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga per le testate edite in formato digitale, con una spesa di 8 milioni di euro per l’anno 2020.

  1. Il sostegno alla rete delle edicole

Il DL Cura Italia aveva già potenziato il credito di imposta per edicole, raddoppiandolo da 2mila a 4mila euro all’anno e portandolo a copertura di spese prima non previste, tra cui quelle per la consegna a domicilio dei giornali. Con la stessa disposizione, il bonus fiscale era stato esteso anche alle imprese distributrici che portano i giornali nei comuni fino a 5mila abitanti, per sostenere congiuntamente la rete di distribuzione e vendita. Con il DL Rilancio l’intervento sulla rete di vendita è stato ulteriormente rafforzato, prevedendo il riconoscimento agli edicolanti, esercenti di punti vendita esclusivi, di un bonus una tantum di 500 euro per i maggiori oneri correlati allo svolgimento dell’attività durante l’emergenza sanitaria, con una spesa di 7 milioni di euro per il 2020.

  1. I sostegni al reddito per i giornalisti precari

Sul fronte della tutela del reddito, in continuità il DL Cura Italia, il DL Rilancio estende per ulteriori due mesi l’indennità da 600 euro, riconosciuta anche ai giornalisti più esposti agli effetti della crisi, cioè ai giornalisti precari e autonomi a basso reddito iscritti all’INPGI.

  1. La garanzia dei contributi figurativi per i giornalisti in cassa “Covid”

Per garantire che i giornalisti che accedono alla cassa integrazioni in deroga con causale “COVID-19” non subiscano penalizzazioni contributive, il DL Rilancio prevede che la contribuzione figurativa ad essi spettante venga accredita presso l’INPGI, con piena valorizzazione a fini pensionistici.

  1. Più tempo per il riequilibrio INPGI

Per garantire l’effettivo processo di riequilibrio dell’INPGI, il DL Rilancio dispone il differimento dal 30 giugno al 31 dicembre 2020 del termine per il suo completamento. La proroga si rende necessaria per consentire all’apposito tavolo tecnico istituito dal governo di svolgere le attività che l’emergenza sanitaria fino d oggi precluso, assicurando nel frattempo la continuità di funzionamento dell’Istituto.

8. Le agenzie di stampa .La proroga dei contratti

Il nuovo decreto interviene anche nel settore dei servizi di informazione primaria. Si prevede infatti la proroga fino al 30 giugno 2021 dei contratti che la Presidenza del Consiglio ha in essere con le agenzie di stampa per i servizi di informazione primaria resi alle amministrazioni centrali. Tale proroga è funzionale alla necessità di verificare la possibilità di superare, attraverso una nuova disciplina legislativa, l’obbligo di gara per la selezione delle agenzie di stampa nazionali che forniscono i servizi di informazione primaria. Il presupposto è che l’informazione venga considerato un bene costituzionalmente protetto e non fungibile, e come tale non assimilabile ad altri beni acquisibili sul mercato.

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