“Consumi” culturali, cosa è cambiato con il covid

"Consumi" culturali, cosa è cambiato con il covid

“Consumi” culturali, cosa è cambiato con il covid

Tre giorni per riflettere sul ruolo della cultura per lo sviluppo economico e tracciare le linee perché faccia da testa di ponte per l’innovazione del Paese: questo l’obiettivo del primo Forum di Impresa Cultura Italia – Confcommercio, in corso di svolgimento a Parma, al quale partecipa anche Confcommercio Umbria.


Fonte  Confcommercio Umbria
Cucchiaroni Lorella 


Del resto, proprio a Perugia aveva fatto il suo debutto il Coordinamento Impresa Cultura Italia tra tutte le 13 Associazioni del settore della cultura, dello spettacolo, dell’intrattenimento o della creatività aderenti a Confcommercio, con un evento ospitato nel luglio 2019 a Palazzo Cesaroni, nel corso di Umbria Jazz.

“Da allora, molte cose sono cambiate”, sottolinea il direttore di Confcommercio Umbria Vasco Gargaglia, “perché c’è stata la pandemia e questo fatto impone una riflessione profonda anche su questi comparti: i dati ci dicono che ci sono primi segnali di risveglio per le attività dal vivo e più in generale sui consumi culturali, anche se ancora troppo tiepidi.  Quella dei consumi culturali, insomma, è una ripresa rapidissima mese su mese, però è una ripresa troppo lenta, perché rimaniamo ancora molto lontani dai livelli del 2019.

Concordiamo perciò sulla opportunità di una estensione del bonus cultura e sulla detrazione delle spese come misure efficaci per il rilancio di questo genere di consumi.

Siamo più che mai convinti che la cultura, segno di identità nazionale, sia fattore di sviluppo e di progresso per l’intera società e motore di sviluppo economico per i territori”.

  • Indagine sui consumi culturali nel post covid

La tre giorni del Forum di Impresa Cultura Italia-Confcommercio è stata “inaugurata” con la presentazione dell’indagine sui consumi culturali degli italiani al tempo del Covid realizzata in collaborazione con Swg.

Secondo questa indagine, l’estate ha fatto segnare una ripartenza delle attività culturali con una crescita della spesa media mensile per famiglia di beni e servizi culturali pari a 73 euro a settembre 2021 (+ 6% su giugno 2021 e + 44,5% su settembre 2020) dopo il crollo registrato lo scorso anno (-55% a settembre 2020 rispetto a dicembre 2019).

Resta inteso che i livelli pre-Covid sono ancora lontani (-35% a settembre 2021 su dicembre 2019).

Dai dati dell’indagine emerge anche che a settembre il 15% degli italiani ha acquistato biglietti per cinema (era il 4% a giugno), mostre e musei, il 7% per concerti e spettacoli all’aperto (contro il 2% di giugno), il 6% per teatro (rispetto al 3% a giugno).

Cresce rispetto ad un anno fa soprattutto la voglia di grande schermo, di festival e concerti, mentre tra le varie misure anticovid il Green Pass è quella che incide maggiormente sulla predisposizione a visitare i luoghi della cultura.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*